cosa pensano i dipendenti dei datori di lavoro italiani?

10/05/2021 13.00.00

Ogni azienda è un po’ come una macchina. I collaboratori e le persone che la compongono sono il motore che le permette di andare avanti. La loro felicità e motivazione sono, invece, il carburante che dà la spinta necessaria per raggiungere i traguardi. Per questo motivo, oggi più che mai, occorre mettere al centro di ogni strategia aziendale il benessere dei propri dipendenti. 

Non solo per mantenere all’interno della propria organizzazione i lavoratori più produttivi, ma anche per intercettare i migliori talenti presenti sul mercato.

Le giuste strategie di talent acquisition ed employee retention non possono però esser frutto dell’improvvisazione. Per guadagnare un vantaggio competitivo sulla concorrenza è necessario conoscere in maniera approfondita il mondo del lavoro.

  • Avere ben chiare le tendenze del momento. 
  • Capire i fattori che influenzano i talenti nella scelta di un datore di lavoro. 
  • Comprendere cosa spinga un potenziale dipendente a legare il proprio futuro ad una determinata impresa.

Insomma avere un quadro chiaro del contesto in cui si opera. L’Employer Brand Research prova ad offrire una risposta proprio a queste domande. L’indagine è stata condotta da Randstad su un campione di quasi 190mila persone provenienti da 34 Paesi diversi, tra i quali l'Italia il cui campione era formato da 6.581 individui. Lo scopo della ricerca vorrebbe essere quello di fornire una guida per tutte le aziende. Una sorta di vademecum per migliorare il proprio employer branding.

cosa pensano i dipendenti dei datori di lavoro

cosa si cerca in un'azienda?

Secondo quanto emerso dall’indagine, anche in questo 2021, ai primi posti tra gli aspetti che sono tenuti in maggiore considerazione nella scelta di un datore di lavoro si confermano:

  • il buon equilibrio tra vita lavorativa e vita privata
  • l’atmosfera in azienda
  • retribuzione e benefit interessanti

Tutte e tre le voci in questione sono state indicate da oltre il 60% del campione coinvolto nell’indagine, facendo registrare un grosso balzo in avanti rispetto ai risultati dell’indagine 2020.  In quell’occasione, infatti, il work life balance era stato indicato dal 52% degli intervistati, l’atmosfera piacevole in azienda dal 51%, mentre retribuzione e benefit dal 47%.

Questi dati, però, vanno contestualizzati tenendo conto del nuovo metodo di valutazione e raccolta dei risultati utilizzato. 

Rispetto a quanto avvenuto nelle edizioni passate, infatti, agli intervistati è stata concessa la possibilità di scegliere tutti i criteri che ritenevano importanti da una lista di 16 (NB: il precedente limite massimo era di 5 risposte per domanda). 

Di seguito la top 10 dei fattori più ricercati un un’azienda da parte dei lavoratori italiani:

  • work life balance (66%)
  • atmosfera di lavoro piacevole (64%)
  • retribuzione e benefit interessanti (61%)
  • sicurezza del posto di lavoro (58%)
  • visibilità del percorso di carriera (54%)
  • buona formazione (51%)
  • stabilità/solidità finanziaria (51%)
  • ambiente di lavoro sicuro da Covid 19 (45%)
  • contenuto di lavoro interessante (42%)
  • possibilità di lavorare in remoto/da casa (39%)

Alcune differenze possono essere riscontrate rispetto al resto d’Europa, dove al primo posto ci sono, invece, retribuzione e benefit interessanti con il 67% delle preferenze. Anche in questo caso, si tratta di una conferma rispetto all’indagine condotta nel 2020.

Ecco la top 10 nel resto del Continente:

  • retribuzione e benefit interessanti (67%)
  • atmosfera di lavoro piacevole (64%)
  • sicurezza del posto di lavoro (62%)
  • work life balance (60%)
  • visibilità del percorso di carriera (52%)
  • stabilità/solidità finanziaria (50%)
  • contenuto di lavoro interessante (48%)
  • ambiente di lavoro sicuro da Covid 19 (41%)
  • possibilità di lavorare in remoto/da casa (41%)
  • ubicazione (41%)

la differenza tra ciò che si cerca e ciò che le aziende offrono.

Non sempre, però, le aziende riescono ad intercettare i bisogni dei lavoratori. Uno degli aspetti più interessanti dell’indagine riguarda lo scollamento esistente tra domanda e offerta percepita. Tra ciò che i dipendenti cercano e quello che ritengono venga loro offerto dal datore di lavoro. 

L’indagine, infatti, non riguarda tanto quello che realmente le aziende mettono sul piatto, quanto piuttosto ciò che riescono a comunicare e trasmettere ai lavoratori.

la percezione dell'offerta del datore di lavoro in Italia.

Anche in quest’ultima indagine si conferma una tendenza ben evidente già nella scorsa edizione del report. Ancora una volta, infatti, emergono due modi diversi di intendere l’azienda.

Per i lavoratori, infatti, le aziende italiane puntano soprattutto su aspetti come la stabilità/solidità finanziaria e l’ottima reputazione. C’è solo una differenza rispetto allo scorso anno: l’emergenza Covid ha portato al terzo posto l’importanza di un ambiente di lavoro sicuro dal punto di vista della gestione dell’epidemia.

Nella percezione generale del datore di lavoro in Italia da parte dei dipendenti, però, restano ancora indietro fattori molto importanti come il work-life balance, la retribuzione (con relativi benefit) e l’atmosfera piacevole in sede. Tutte voci presenti nella top ten, ma ben lontane dal podio. 

Insomma, lo scollamento è evidente, e andrebbe appianato. Perché la ricerca del talento passa proprio da questa sfida e dalla capacità di rispondere in maniera puntuale alle esigenze delle persone  che si nascondono dietro ogni successo. I dipendenti, il vero motore aziendale.

il report completo Randstad Employer Brand Research 2021.

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