cosa pensano i dipendenti dei datori di lavoro italiani?

10/08/2020 13.00.00

Ogni azienda è un po’ come una macchina. I collaboratori e le persone che la compongono sono il motore che le permette di andare avanti. La loro felicità e motivazione sono, invece, il carburante che dà la spinta necessaria per raggiungere i traguardi. Per questo motivo, oggi più che mai, occorre mettere al centro di ogni strategia aziendale il benessere dei propri dipendenti. 

Non solo per mantenere all’interno della propria organizzazione i lavoratori più produttivi, ma anche per intercettare i migliori talenti presenti sul mercato.

Le giuste strategie di talent acquisition ed employee retention non possono però esser frutto dell’improvvisazione. Per guadagnare un vantaggio competitivo sulla concorrenza è necessario conoscere in maniera approfondita il mondo del lavoro.

  • Avere ben chiare le tendenze del momento. 
  • Capire i fattori che influenzano i talenti nella scelta di un datore di lavoro. 
  • Comprendere cosa spinga un potenziale dipendente a legare il proprio futuro ad una determinata impresa.

Insomma avere un quadro chiaro del contesto in cui si opera. L’Employer Brand Research prova ad offrire una risposta proprio a queste domande. L’indagine - condotta da Randstad su un campione di oltre 185mila persone provenienti da 33 Paesi nel mondo - vuole infatti essere una guida per tutte le aziende. Una sorta di vademecum per migliorare il proprio employer branding.

cosa si cerca in un'azienda?

Secondo quanto emerso dall’indagine, due sono gli aspetti maggiormente importanti nella scelta di un datore di lavoro in Italia:

Entrambe le voci, risultano fondamentali per almeno il 50% del panel intervistato. Un ruolo importante viene svolto anche dagli aspetti economici: la retribuzione e i benefit restano ovviamente importanti nella scelta, ma - almeno nel nostro paese - sono soltanto al terzo posto delle preferenze. Sopra la soglia del 40% c’è anche “la sicurezza del posto di lavoro”.
Ecco la top 10 dei fattori più ricercati in Italia:

  • buon equilibrio fra vita lavorativa e privata (52%)
  • atmosfera di lavoro piacevole (51%)
  • retribuzione e benefit interessanti (47%)
  • sicurezza del posto di lavoro (46%)
  • visibilità del percorso di carriera (36%)
  • stabilità/solidità finanziaria (33%)
  • disposizioni flessibili (33%)
  • buona formazione (30%)
  • contenuto di lavoro interessante (27%)
  • ubicazione (24%).

Alcune differenze possono essere riscontrate rispetto al resto d’Europa. Con il rispetto di un buon work life balance che scala dalla prima alla quarta posizione e le motivazioni economico-finanziarie che balzano in vetta.
Ecco la top 10 nel resto del Continente:

  • retribuzione e benefit interessanti (59%)
  • atmosfera di lavoro piacevole (51%)
  • sicurezza del posto di lavoro (48%)
  • buon equilibrio fra vita lavorativa e vita privata (47%)
  • disposizioni flessibili (39%)
  • visibilità del percorso di carriera (36%)
  • stabilità/solidità finanziaria (31%)
  • contenuto di lavoro interessante (31%)
  • ubicazione (28%)
  • buona formazione (25%).

la differenza tra ciò che si cerca e ciò che le aziende offrono.

Non sempre, però, le aziende riescono ad intercettare i bisogni dei lavoratori. Uno degli aspetti più interessanti dell’indagine riguarda lo scollamento esistente tra domanda e offerta percepita. Tra ciò che i dipendenti cercano e quello che ritengono venga loro offerto dal datore di lavoro. 

L’indagine, infatti, non riguarda tanto quello che realmente le aziende mettono sul piatto, quanto piuttosto ciò che riescono a comunicare e trasmettere ai lavoratori. 

la percezione dell'offerta del datore di lavoro in italia.

Dallo studio emergono due modi diversi di intendere l’azienda. Due visioni notevolmente differenti. Per i lavoratori, infatti, le aziende italiane puntano soprattutto su aspetti come la stabilità/solidità finanziaria, l’ottima reputazione e sicurezza del posto di lavoro. Mettendo in secondo piano valori fortemente desiderati dai dipendenti come il work-life balance, la retribuzione (con relativi benefit) e l’atmosfera piacevole in sede. Tutte voci presenti nella top ten, ma ben lontane dal podio. 

Insomma, lo scollamento è evidente, e andrebbe appianato. Perché la ricerca del talento passa proprio da questa sfida e dalla capacità di rispondere in maniera puntuale alle esigenze dei volti che si nascondono dietro ogni successo. I dipendenti, il vero motore aziendale. 

In altre parole, la prospettiva della survey resta quella del dipendente e può quindi aiutare le aziende a guardarsi dall’esterno, osservarsi con gli occhi dei lavoratori per comprendere quali siano le differenze che devono essere equilibrate. Su quali valori si debba puntare maggiormente per aumentare il coinvolgimento del team con il proprio brand.  

Infatti i dipendenti tutto sommato in maniera chiara valutano come dettagli importanti che ritrovano in azienda o percepiscono più in generale come presenti la stabilità finanziaria e l'ottima reputazione insieme alla sicurezza del lavoro. Mentre il work-life balance, la retribuzione (e relativi benefit), l'atmosfera piacevole in sede - ossia quei valori fortemente desiderati dal dipendente - sono ben lontani dal podio (anche se presenti nella top ten).  

Dovrebbe stimolare fortemente le aziende ad adeguarsi forse uno degli ultimi tasselli messi in evidenza dalle valutazioni sulla propria impresa. Ossia il fatto che l'impegno nel dare alla società qualcosa in cambio è solo all'ottavo posto della classifica elaborata. Ossia i lavoratori non sono sufficientemente coinvolti e non si sentono legati al brand dell'azienda. Questo dovrebbe suonare tanto come un campanello d'allarme.  

Ora tocca al datore di lavoro definire la propria employee value proposition perché la ricerca del talento passa proprio da questa sfida, così da riuscire a compensare quanto viene portato all'interno di un'impresa in termini di capacità, creatività, esperienza, novità.

scarica l’employer brand research 2020

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categorie News Lavoro