linkedin per le aziende: 3 consigli per migliorare l’employer branding

27/11/2015 14:23:47

Come attrarre i migliori talenti attraverso il social network professionale più utilizzato dai candidati? Lo spiega Adriano Solidoro, docente presso l'Università di Milano Bicocca


Quali sono i canali più utilizzati per selezionare candidati di talento? Secondo il Randstad Annual Salary Report, che ha sondato il polso delle aziende anche sulle attività di recruiting, le imprese continuano ad affidarsi perlopiù a società di ricerca e selezione (87%), anche se una su due ormai si affida anche ai social network professionali, fra cui Linkedin (54%), che offre la possibilità ai candidati di far emergere le proprie esperienze e competenze lavorative. Ma Linkedin è uno strumento anche per comunicare i punti di forza delle organizzazioni aziendali: è un ottimo canale per potenziare il proprio employer branding e attrarre i migliori talenti.
Che cosa si può fare allora per utilizzarlo al meglio? Secondo Adriano Solidoro, professore aggregato di Sistemi informativi per la gestione della conoscenza presso l’Università di Milano Bicocca, esperto di nuove tecnologie e social, sono tre i consigli da seguire:

1. Una comunicazione coordinata e integrata dei diversi mezzi digitali, basata il più possibile sulla trasparenza.


Non basta avere un profilo aziendale su Linkedin e postare un annuncio per risultare attrattivi verso candidati di valore, ma tutti i punti d’accesso a informazioni aziendali, come il sito istituzionale e la presenza su altri social, devono rinforzare l’immagine di trasparenza dell’azienda. La politica di trasparenza è cruciale per attirare sia gli investitori sia i talenti, che oggi vogliono sapere tutto dell’azienda in cui andare a lavorare per costruirsi un percorso professionale altrettanto attrattivo.

2. Una strategia attiva di comunicazione che coinvolga i giudizi dei dipendenti.

Quello che l’azienda dice di sé non funziona più. Linkedin non dev’essere una vetrina passiva, ma deve rimandare a forum e a profili di dipendenti che commentino il loro ambiente di lavoro. Come fare? È necessario creare una cultura di employer branding, con policy interne che incoraggino le persone a farsi portavoce con voce fresca e spontanea delle iniziative aziendali e del livello di benessere organizzativo.
Un modo per favorire questa cultura è decidere di stendere policy condivise con i collaboratori per incoraggiare l’uso dei social e della intranet in forma partecipativa, facendo capire le opportunità e le criticità.  L'obiettivo è creare e stimolare una cultura della comunicazione, un senso di appartenenza e di engagement, puntando non tanto sui giovani che temono di esporsi, quanto sui senior che hanno mantenuto entusiasmo, curiosità e voglia di comunicare.
Per un candidato, infatti, trovare un simile humus partecipativo, invece di un semplice annuncio, è ben diverso: consente di capire fin da subito l'atmosfera che si respira in azienda e le opportunità.

3. Affidare la gestione di Linkedin a persone con l’attitudine social.

Avere l’attitudine ai social significa saper sfruttare al massimo le potenzialità della rete. Non tutti coloro che si occupano di selezione hanno una buona conoscenza del digitale e una formazione specifica sui social media. È necessaria una cultura proattiva, che non si limiti a considerare solo chi risponde all’annuncio e all'invio del cv, ma che si occupi anche di verificare dove ha lavorato il candidato, che rapporto ha con il passato, con il presente e con la rete di relazioni che si porta dietro.

Approfondisci le tue conoscenze dell'employer branding con i nostri contributi

categorie Employer Branding