skill del futuro: quali competenze saranno richieste ai lavoratori nel 2020

29/03/2018 17:47:22

Secondo “The Future of Jobs”, il nuovo report del World Economic Forum, siamo ormai arrivati alla Quarta Rivoluzione Industriale o Industria 4.0, ossia quella che vedrà come protagoniste l’intelligenza artificiale, la robotica e la biotecnologia. 

Di fronte a tutto questo, è logico che a cambiare saranno anche i lavori, le competenze necessarie e il sistema di recruitment, perché bisognerà cercare persone con skill sempre più specifiche e aggiornate per ricoprire posizioni nuove, molte delle quali al momento probabilmente ancora non esistono.

Non sarà semplice per i responsabili HR dover ripensare tutte le strategie di recruitment, per questo motivo conviene tenersi al passo con i tempi e prepararsi per questa nuova sfida, prendendo in esame le skill che diventeranno le più richieste entro il 2020.

Le 10 skill che saranno indispensabili entro il 2020

1 – Capacità di problem solving in contesti complessi

Secondo quanto emerso, la competenza più richiesta sarà quella di risolvere problemi in contesti sempre più complessi e articolati. Ciò significa che occorre avere l’elasticità mentale per trovare una soluzione a problemi mai visti prima. È interessante notare che la necessità di possedere questa capacità è rimasta invariata rispetto alla stessa lista redatta nel 2015, dove si trovava sempre al primo posto.
In un mondo dominato da problemi di difficile risoluzione, come ad esempio la povertà, il terrorismo e i cambiamenti climatici, riuscire nel problem-solving anche in contesti di questo tipo vuol dire avere una marcia in più. Ovviamente questo non significa cambiare il mondo, ma semplicemente individuare nel minor tempo possibile le criticità e riuscire in qualche modo a intervenire e a fare la differenza. Bisogna ora capire come acquisire queste competenze: sebbene si possa avere per natura il cosiddetto pensiero critico, quella del problem solving è una skill che si acquisisce solo con il tempo e l’esperienza.

2 – Il pensiero critico

Al secondo posto tra le skill necessarie per lavorare nell’Industria 4.0 c’è il pensiero critico, vale a dire la capacità di utilizzare la logica e il ragionamento per venire a capo di un problema. In sostanza, bisogna essere in grado di individuare tutte le possibili soluzioni e tutti i pro e i contro di ognuna, ovviamente nel minor tempo possibile.

3 – Creatività

Con l’enorme mole di nuovi prodotti, nuove tecnologie e nuovi modi di lavorare, i dipendenti dovranno diventare più creativi per poter sfruttare al meglio tutte queste novità.
I robot, infatti, per quanto possano aiutarci a lavorare più velocemente, non possono essere creativi come gli umani, o almeno non ancora. La creatività non riguarda solo il campo artistico, non sono creativi solo i musicisti, gli scrittori o i pittori. Se una persona è in grado di unire le informazioni a disposizione per elaborare nuove idee e presentare qualcosa di nuovo, allora vuol dire che è una persona creativa. 

Il problema della creatività è che non esiste un solo modo di essere creativi: ci sono diversi modi per liberare la creatività di una persona e, di certo, essere curiosi e cimentarsi nell’esprimere sé stessi rappresentano una buona base per riuscirci. Facendo un confronto con la lista del 2015, si scopre che questa skill è passata dal decimo posto al terzo, un chiaro segno di quanto sia diventata rilevante nel mondo del lavoro di oggi e ancor di più in quello del futuro. 

4 – La gestione delle risorse

Nonostante lo sviluppo di automazioni e intelligenza artificiale, i dipendenti rappresenteranno sempre la risorsa più importante in un’azienda. Gli esseri umani sono creativi, riescono a comprendersi e a condividere e sfruttare le idee e le energie di ciascuno sul lavoro. Ma d’altro canto, proprio perché sono umani, tendono anche a distrarsi o a perdere la motivazione in ciò che fanno. 

Per questo motivo in futuro per i manager, i dirigenti e anche per i responsabili delle risorse umane sarà di vitale importanza motivare i propri team, ottimizzare la loro produttività e rispondere ai loro bisogni. La possibilità di diventare un grande manager è collegata al possesso dell’intelligenza emotiva, utile per riuscire a capire come delegare i compiti e come sviluppare un proprio modo di gestire le risorse.

5 – Collaborazione

Le cosiddette social skill acquisiranno un’enorme importanza in futuro, tanto da trovarsi al quinto posto della classifica: questo dato dipende dal fatto che le aziende stanno puntando molto sulle capacità relazionali per creare team forti, e per farlo hanno bisogno di dipendenti che lavorino e si relazionino bene con gli altri. 

La collaborazione è ancora un punto cruciale perché è qualcosa con cui i robot non possono contribuire, mentre gli esseri umani sì: l’interazione tra colleghi influisce molto sulla produttività, per questo motivo è importante avere forti doti comunicative e la capacità di lavorare con personalità diverse dalla propria.

6 – Intelligenza emotiva

Anche l’intelligenza emotiva sta diventando sempre più una competenza fondamentale in ogni ambiente di lavoro, sempre per la questione del team building: avere la capacità di comprendere le emozioni e gli stati d’animo dei colleghi e di modificare i nostri comportamenti di conseguenza per mantenere sempre un ambiente di lavoro ottimale significa, appunto, riuscire a lavorare in qualsiasi situazione e con qualsiasi tipo di persona, ottenendo sempre risultati positivi. Si tratta di una dote che non devono avere solo i dipendenti, ma anche e soprattutto i manager che devono gestirli e confrontarsi con loro ogni giorno.

7 – Capacità di giudizio e di prendere decisioni

Anche la capacità di giudizio e di prendere decisioni rivestirà un ruolo importante, soprattutto con lo sviluppo consistente dei cosiddetti big data, un’enorme mole di dati da utilizzare per stabilire strategie di business e per prendere decisioni importanti per l’azienda. Per non perdersi tra numeri e informazioni di varia natura, è necessario capire come utilizzarli al meglio: per riuscirci bisogna innanzitutto imparare a usare gli strumenti adatti allo scopo, e poi capire come questi tool possono aiutarci a rispondere a precise esigenze e a prendere determinate decisioni.

8 – Service orientation

La service orientation è la capacità di riuscire ad aiutare gli altri, ossia a individuare, riconoscere, analizzare i bisogni delle persone per soddisfarli al meglio, riuscendo anche ad anticipare i loro bisogni futuri. 
Questa capacità diventerà vitale in un mercato sempre più competitivo, dove bisognerà riuscire a intercettare e comprendere subito i bisogni dei consumatori, e dunque dei possibili clienti, per creare delle offerte ad hoc e proporre loro dei prodotti utili per soddisfare le loro necessità. Si tratterà, dunque, di riuscire a individuare la domanda e a fornire la risposta nel più breve tempo possibile.

9 – Negoziazione

Se molte attività lavorative potranno essere automatizzate, altre, invece, richiederanno sempre delle social skill, come ad esempio la capacità di interazione e di negoziazione, essenziale per confrontarsi con colleghi, superiori e soprattutto con i clienti.

10 – Flessibilità cognitiva

La flessibilità cognitiva consiste nel riuscire ad avere una mente elastica: è la capacità di destreggiarsi e muoversi tra diversi sistemi o metodi di pensiero. Più si è agili e maggiore sarà la possibilità di individuare nuovi percorsi e di creare nuove associazioni di idee.
Come riuscire a sviluppare la flessibilità cognitiva? Semplice, basta imparare sempre cose nuove, aggiornarsi e mantenere la mente attiva coltivando nuovi interessi.