le 5 qualità che distinguono un leader da un manager.

07/09/2016 17:15:56

Leader e Manager

ecco le 5 caratteristiche che fanno la differenza

Che cosa significa essere un buon capo? Quali abilità è necessario avere - o sviluppare - per mettersi in proprio e diventare un imprenditore di successo? Contano di più spiccate doti di management o più raffinate capacità di leadership? Oppure entrambe sono ugualmente necessarie per aumentare le probabilità di riuscire - è proprio il caso di dirlo - nell’impresa?

Una cosa è certa, sul lavoro sono fondamentali tanto le capacità manageriali quanto quelle di leadership, ma se il tuo sogno è quello di avviare un’attività che si affermi sul mercato, allora possedere le seconde è fondamentale. Se poi sei dotato di entrambe, tanto meglio, ma sappi che le attività di management possono essere delegate, mentre la leadership, sei tu che devi averla e saperla efficacemente esercitare, se intendi guidare un’impresa verso il successo.

Quali qualità fanno la differenza tra leader e manager?

In fin dei conti, dunque, i nostri interrogativi iniziali si riducono ad una semplice domanda: cosa distingue un “grande” Leader da un “semplice” Manager? Quali sono le caratteristiche che fanno la differenza? Scopriamole insieme, per capire com’è che si diventa un vero “Boss”.

1. Innovazione

Il Manager è, letteralmente, “colui che gestisce” (dall’inglese to manage, gestire), quindi colui che organizza, pianifica, amministra e controlla.
Per far questo, il Manager deve avere un’ottima conoscenza di regole e procedure, che sa come e quando far eseguire dai suoi collaboratori per ottenere risultati nel breve termine e risolvere problemi nell’immediato.
Il Leader, al contrario, non sa necessariamente come qualcosa debba esser fatto, ma è in grado di mostrare come dovrebbe svolgersi per raggiungere risultati nel lungo periodo: stabilire una direzione è il suo compito.
La sua principale dote è quella di avere una visione e di essere in grado di comunicarla efficacemente ai suoi collaboratori, per trovare insieme il modo migliore per realizzarla. E, per far ciò, non è necessario che segua alla lettera le regole: al contrario, sfruttare tutta la sua creatività per trovare soluzioni originali e alternative è un’altra delle sue doti distintive. “Fare la differenza”, “uscire fuori dagli schemi” sono le sue parole d’ordine.

2. Ispirazione

Avere una visione d’insieme innovativa che ispiri la propria attività è del tutto inutile, se non si ha la capacità di mostrarla ai propri collaboratori - quelli, cioè, cui sarà chiesto di realizzarla. Un vero Leader, dunque, è capace di ispirare, coinvolgere e convincere le persone a credere nel suo progetto e a dare il massimo per attuarlo. Leader non è chi comanda o infonde paura, bensì colui che influenza e rappresenta un modello, colui che motiva e incoraggia, colui che entusiasma e spinge chi lo circonda a seguirlo in avventure spesso rischiose sì, ma stimolanti e, soprattutto, necessarie se l’obiettivo è far sì che l’impresa emerga e si distingua dalla massa per l’originalità delle soluzioni offerte. A differenza del Manager, dunque, amante del comando e del controllo, il Leader non teme la crescita dei suoi collaboratori, anzi, la promuove, stimolandoli a divenire leader a loro volta.

3. Collaborazione

Dalla capacità d’ispirazione del Leader deriva un’altra sua caratteristica distintiva: la tendenza a promuovere la collaborazione con e tra i suoi collaboratori. Il Leader sa che, per realizzare la visione in cui crede, ha bisogno del contributo di tutti i suoi sostenitori. Il suo primo passo, dunque, è conquistarsi la loro fiducia e, soprattutto, far sì che ognuno di loro abbia fiducia nel collega. Non è dalla prevaricazione, infatti, bensì dalla collaborazione che derivano le soluzioni più innovative e le idee più originali. Mentre il Manager dirige e controlla i suoi sottoposti assicurandosi che eseguano i loro compiti, il Leader chiede, propone e non comanda, coltiva le personalità dei collaboratori, li coinvolge in un progetto comune e, a questo scopo, è abile nell’individuare tra loro i migliori cui delegare quei compiti (più prettamente di management, magari) che egli sa di non poter eseguire alla perfezione.

4. Costruttività

Un Leader non si concentra sugli errori dei collaboratori, bensì su ciò che, nello svolgimento delle loro attività, può essere migliorato; il suo obiettivo non è incolpare e punire, bensì ottimizzare e valorizzare. A differenza del Manager, il Leader stimola il restante 90% che collabora e coopera attivamente a fare ancora meglio. Una delle doti del Leader, dunque, è la costruttività, che non manifesta solo nel suo atteggiamento nei confronti dei colleghi, ma anche nella sua percezione generale dell’attività lavorativa: problemi e ostacoli non sono disastri in grado di mandare in rovina l’azienda, bensì occasioni di crescita. E un buon leader è anche colui che insegna a chi lo segue a saper trasformare le sfide in opportunità.

5. Passione

La dote principale di un leader convincente - dote che, in definitiva, le riassume tutte - è la passione. Solo il credere visceralmente in qualcosa ha il potere di scatenare negli altri quella stessa passione necessaria per rischiare e buttarsi a capofitto in un progetto condiviso. È proprio la passione, a ben vedere, a costituire un ottimo strumento per stringere relazioni decisive con collaboratori validi, con altri imprenditori o con preziosi finanziatori, e per convincerli a seguirci lungo la strada verso il successo.