boomers, chi sono e come valorizzare la loro esperienza in un mondo del lavoro sempre più digital.

18/07/2020 08:00:00

In un mondo del lavoro in costante evoluzione, in cui ringiovanimento della forza lavoro e innovazione rappresentano sempre di più la chiave per la crescita di un’azienda, c’è una generazione che rischia di rimanere tagliata fuori. Si tratta dei cosiddetti “boomers”, ovvero le persone nate durante il boom demografico tra la metà degli anni Quaranta e Sessanta. Valorizzare la loro esperienza è però importante tanto quanto coltivare e attrarre i talenti più giovani. Per farlo, è fondamentale conoscere il loro profilo attitudinale e le loro esigenze, così da evitare che questo prezioso bagaglio di esperienza venga messo da parte con troppa leggerezza. Un’azienda che funziona, infatti, è quella che riesce a conciliare diverse anime. In cui l’ingresso delle nuove generazione si affianca alla valorizzazione delle risorse che sono da tanto tempo al suo interno. Perché solo dal giusto mix di esperienza e innovazione si può ottenere la crescita. Nella nostra nuova ricerca sull’ Employer Branding Research di Randstad è stato concesso ampio spazio a questa categoria generazionale. Dal profilo attitudinale alla loro esperienza professionale, scopriamo le caratteristiche e le esigenze da conoscere per valorizzare al meglio i boomers in un mondo del lavoro sempre più digitalizzato.

chi sono i boomers.

Nati tra la metà degli anni Quaranta e la metà degli anni Sessanta, la generazione dei boomers è così definita perché cresciuta nel periodo del boom demografico ed economico del secondo dopoguerra. È la generazione che, per la verità, ha stimolato la crescita economica contribuendo ad aumentare la domanda dei beni di consumo. In un mondo del lavoro in continua evoluzione i boomers giocano ancora un ruolo cruciale occupando una fetta importante del mercato con il loro bagaglio di esperienza e competenze. Rappresentano la memoria storica di un’organizzazione, una risorsa dalla quale non si può prescindere se si vogliono gettare le basi giuste per crescere. 

Sentono nei confronti dell’azienda un elevato grado di responsabilità che, in molti casi, li porta ad avere un livello di coinvolgimento maggiore nel proprio lavoro rispetto a chi muove i primi passi (leggi anche: il work engagement come fattore di successo per l’impresa). Trascurare questa generazione vuol dire trascurare una parte importante dell’azienda stessa. Così come gestire il passaggio generazionale con negligenza significa esporsi ad un percorso di crescita inevitabilmente monco.

cosa cercano i boomers in un’azienda.

Appurato che i boomers sono una parte ancora molto importante delle realtà aziendali, come fare a valorizzarli in un mondo che sta cambiando rapidamente? La risposta può arrivare sicuramente dalla corretta interpretazione dei loro profili. Secondo quanto emerso dall’Employer Bbrand R research 2020, sicurezza e stabilità sono i due termini fondamentali per descrivere le loro esigenze.

Per il 40% dei boomers è fondamentale la solidità finanziaria di un’azienda. Un dato decisamente maggiore rispetto a quello fatto segnare dai lavoratori più giovani: basti pensare che per i membri della gen Z, la percentuale scende al 24%.
Il risultato è ovviamente frutto del vissuto di questi lavoratori: molti dei boomers sono vicini o hanno già raggiunto l’età pensionabile. Per questo, da un lato continuano a lavorare con entusiasmo, dall’altro cercano comunuqe di assicurarsi le condizioni più vantaggiose per lasciare il mondo del lavoro, sfruttando un potere contrattuale solido che deriva da esperienza e anzianità di servizio. In questo senso, l’assistenza sanitaria diventa uno dei benefit più attrattivi e viene scelto dall’86% degli intervistati che appartengono a questo profilo generazionle.

la stabilità come punto cardine di un’intera generazione.

Il fatto che questa categoria continui a lavorare spesso più per piacere che per dovere, in particolare nella fascia d’età più vicina alla pensione, fa si che il 54% degli intervistati valuti positivamente la capacità di un’azienda di garantire un buon equilibrio tra vita lavorativa e vita privata (leggi anche su Career lab: work life balance: come raggiungere l’equilibrio tra vita privata e lavoro). 

Allo stesso tempo, però, i boomers comprendono anche lavoratori che per maturare la pensione devono ancora lavorare diversi anni. E in un mercato in rapida evoluzione, la mobilità cambia radicalmente a seconda delle generazioni: perdere il lavoro a 30 anni è molto diverso che farlo a 50. Ecco perché il 46% dei boomers intervistati valuta come cruciale la sicurezza del posto di lavoro. Un dato ancora più comprensibile se si pensa che questa generazione, nata nel periodo del boom economico, è cresciuta con il mito del posto fisso e della stabilità finanziaria. La stessa che i boomers ricercano nelle aziende per cui lavorano.

scopri i risultati dell'employer brand research 2020

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