come diventare consulente del lavoro: tutto su studi ed esame di stato.

20/02/2018 10:22:04

Come diventare consulente del lavoro La figura del consulente del lavoro è ormai di grande rilievo, soprattutto per le aziende. Non è, però, un’attività che possono intraprendere tutti. Servono, infatti, dei requisiti specifici e l’abilitazione all’esercizio della professione. Vediamo allora quali sono le caratteristiche e le mansioni di questa figura professionale.

Chi è il consulente del lavoro

Gestire il personale e tutta la parte burocratica relativa ad assunzioni, stipendi e contributi, non è un’impresa semplice: per questo motivo oggi sempre più aziende si affidano a un consulente del lavoro. Questa particolare figura professionale si occupa, in sostanza, della gestione del personale rispettando le leggi vigenti in materia. 

Avvalendosi della professionalità del consulente del lavoro, l’azienda potrà così essere certa di essere sempre in regola con tutte le attività riguardanti la gestione del personale; nello specifico, il consulente si occupa dell’elaborazione delle buste paga, del versamento dei contributi previdenziali e di tutte le comunicazioni con gli enti come l’INPS, l’INAIL e l’Agenzia delle Entrate.

Viste le sue mansioni molto delicate, ovviamente il consulente del lavoro dovrà sempre tenersi aggiornato su tutte le eventuali modifiche della normativa in materia di lavoro o sulle novità che riguardano, ad esempio, i bonus occupazionali o le tipologie di contratto.

Requisiti per diventare un consulente del lavoro

Quella del consulente del lavoro è una professione sempre più richiesta, in quanto le aziende non hanno una risorsa interna che si occupi solo degli aspetti legali e contributivi della gestione del personale. Tuttavia, diventare un consulente del lavoro non è semplice, in quanto l’iter da seguire si compone di tre fasi distinte. Vediamole.

1 – Titolo universitario

Il primo passo per diventare un consulente del lavoro consiste nel conseguimento di un titolo universitario. Non esiste una laurea specifica ma di certo ci sono delle materie economiche e giuridiche che bisogna conoscere a fondo per svolgere questo lavoro. Dunque, le facoltà consigliate per intraprendere questo percorso professionale sono: scienze dei servizi giuridici; scienze dell’economia e della gestione aziendale; economia; giurisprudenza; scienze politiche e delle relazioni internazionali; teoria e tecniche della formazione e dell’informazione giuridica.

2 – Praticantato

Dopo aver conseguito la laurea, il passo successivo è il praticantato, necessario per poter accedere all’Esame di Stato ed essere così inseriti nell’Albo di categoria. Secondo quanto disposto dall’art. 9 comma 6 del DL 24/01/2012 e successive modificazioni, il praticantato del consulente del lavoro consiste in un tirocinio non superiore ai 18 mesi, presso lo studio di un consulente o di uno dei professionisti indicati dall’art. 1 della legge 12/1979. 

Bisogna, inoltre, iscriversi al registro dei praticanti, che servirà ad attestare il periodo di tirocinio presso uno studio accreditato, sotto la supervisione di un esperto. È possibile, in realtà, svolgere la pratica anche durante gli studi, ma per farlo gli aspiranti consulenti dovranno richiedere un accordo siglato tra il Consiglio nazionale dell’Odine, il MIUR e il Ministero del Lavoro.

3 – Esame di Stato e iscrizione all’Albo 

Dopo aver concluso il praticantato, l’aspirante consulente dovrà affrontare l’Esame di Stato per poter esercitare la professione e iscriversi all’Ordine dei Consulenti del Lavoro e al relativo Albo professionale.

L’Esame di Stato  si svolge nelle commissioni territoriali, formate da membri del Ministero del Lavoro, dell’INPS, dell’INAIL e da un professore ordinario di materie giuridiche. Sono previste due prove scritte e una orale: la prima prova scritta è un tema sul diritto del lavoro e sulla legislazione sociale, mentre la seconda è una prova teorico-pratica sul diritto tributario, a scelta della Commissione. Per le prove scritte, i candidati avranno a disposizione 7 ore di tempo e potranno utilizzare testi giuridici non commentati.

La prova orale, invece, verterà su varie materie inerenti alla professione che si andrà a svolgere, come diritto del lavoro, legislazione sociale, diritto tributario, elementi di diritto privato, pubblico e penale, ragioneria, rilevazione del costo del lavoro e formazione del bilancio.

Cosa fare dopo l’esame

Dopo aver superato l’Esame di Stato, è il momento di iscriversi all’Albo professionale per diventare un consulente del lavoro a tutti gli effetti ed essere finalmente abilitato all’esercizio della professione. Tuttavia, bisogna ricordarsi che, come tutti i lavoratori appartenenti a ordini professionali, anche i consulenti sono tenuti a osservare l’obbligo della formazione continua, che comprende un tetto di 50 crediti formativi da conseguire nell’arco di due anni.
Una volta aver completato questo iter, si potrà avviare la professione aprendo un proprio studio e iniziando a prendere contatti con le aziende. In alternativa, all’inizio potrebbe essere meglio appoggiarsi presso uno studio già avviato, magari lo stesso dove si è svolto il praticantato, per poter poi cercare dei clienti propri. Con il tempo e l’esperienza, quella del consulente del lavoro può diventare una professione molto remunerativa.