Il calcolo delle ferie in busta paga è, probabilmente, l’informazione che interessa di più ai dipendenti dopo lo stipendio netto mensile. Entrambe le informazioni sono contenute nell’apposito cedolino di fine mese, ma non sempre sono di facile lettura. Accertarsi che tutti i dati siano corretti è un’operazione che richiede qualche attenzione in più, ma una volta compreso il meccanismo, le risposte alle domande più frequenti dei dipendenti arriveranno in automatico. E le domande sono pressoché sempre le stesse: quante ferie ho maturato quest’anno? A quanti giorni di riposo ho diritto? Sono stati calcolati correttamente nel cedolino? Ecco qui le risposte.

calcolo ferie busta paga
calcolo ferie busta paga

calcolo delle ferie: dove si trovano in busta paga.

Prima di entrare nel vivo della questione e mostrare nel dettaglio come si calcolano le ore di ferie in busta paga, è bene capire dove si trovino le informazioni necessarie all’interno del cedolino. Sono in fondo, nella parte bassa, accanto al dettaglio del totale delle competenze (ovvero la retribuzione). Il box delle giornate di riposo è composto da tre voci:

  • ferie maturate
  • ferie godute
  • ferie residue

Accanto troviamo anche i permessi che, a differenza delle ferie, sono espressi in ore e non  in giorni. Il datore di lavoro è tenuto a consegnare questo documento ai propri dipendenti contestualmente al momento in cui viene erogata la retribuzione.

come vengono calcolate le ferie in busta paga.

Il rapporto di lavoro, per ciò che attiene alla gestione delle ferie dei lavoratori, ha come riferimento normativo, in primis, la Costituzione. All’articolo 36, infatti, la Carta stabilisce che “il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi”. 

In seconda istanza, il Codice Civile stabilisce che ogni dipendente ha diritto a un periodo di ferie retribuito, possibilmente continuativo. Il decreto legislativo n. 66/2003, inoltre, fissa questo periodo a quattro settimane all’anno. Per calcolare esattamente quanti giorni di ferie spettano al lavoratore, in qualsiasi caso, è necessario fare riferimento ai contratti collettivi nazionali, che fungono da riferimento normativo. Ciascun contratto di categoria, poi, riporterà la relativa retribuzione.

Le ferie sono un diritto del lavoratore sancito dalla Carta costituzionale e, per questa ragione, non possono essere trasformate in denaro. Solo in caso di cessazione del rapporto di lavoro il datore di lavoro è tenuto a monetizzarle. In questa circostanza, infatti, il dipendente si ritroverà in busta paga sia le ferie maturate sia quelle che non ha speso. Ecco perché è molto importante fare un calcolo delle ferie non godute e verificarne la correttezza. 

come maturano le ferie.

Partiamo, innanzitutto, dalla definizione di ferie, che sono periodi di astensione dal lavoro retribuiti e garantiti dalla legge. È il legislatore, infatti, che fissa in generale un numero minimo di giorni di ferie che il dipendente matura durante un anno di lavoro e prevede le scadenze entro cui tali ferie devono essere godute.

La legge n. 66/2003 fissa a quattro settimane il periodo minimo di ferie da maturare durante un anno. Tale periodo deve essere fruito con le seguenti scadenze:

  • due settimane entro il 31 Dicembre dell’anno in corso (anno di maturazione)
  • due settimane entro il 30 Giugno dell’anno successivo a quello di maturazione

Per fare un rapido esempio di come maturano le ferie, può essere preso come riferimento il caso più generale: 26 giorni di ferie l’anno. È chiaro che alcuni lavoratori ne maturano di più e altri di meno, ma in questo caso bisogna dividere 26 per 12 mensilità,ottenendo così 2,16 giorni di ferie ogni mese.

come si calcolano le ferie residue in busta paga.

Per avere chiaro il calcolo delle ferie residue in busta paga, è necessario andare ad analizzare le singole voci presenti in calce al cedolino consegnato ai dipendenti contestualmente alla retribuzione mensile.

  • ferie maturate nell’anno precedente: questa voce indica le ferie residue non ancora godute dal lavoratore al 31 dicembre dell’anno precedente

  • ferie maturate: questo dato è ottenuto dividendo il monte ore/giorni di ferie annuale per le dodici mensilità. Il risultato viene poi moltiplicato per i mesi effettivi di maturazione

  • ferie godute: indica le ferie godute dal primo mese dell’anno fino al mese di competenza della busta paga

  • ferie residue: indica il saldo all’ultimo giorno del mese di riferimento della busta paga e si ottiene sommando le ferie residue dell’anno precedente con quelle maturate nell’anno corrente

la tassazione delle ferie non godute in busta paga-

Nel caso in cui siano trascorsi i 18 mesi previsti dalla norma di legge senza che il lavoratore abbia goduto delle ferie maturate, è prevista una trattenuta per quanto riguarda i contributi Inps. Questi, infatti, vengono trattenuti dal datore di lavoro ed eventualmente restituiti nel momento in cui il dipendente ne fruirà effettivamente.  

ferie e part time

Il calcolo delle ferie per il lavoro part time cambia a seconda della tipologia di lavoro parziale instaurata (leggi anche: Differenza tra part time verticale, orizzontale e misto)

 

  • part time orizzontale: i lavoratori che fruiscono di una riduzione del monte ore su base giornaliera beneficiano degli stessi diritti dei dipendenti a tempo pieno. Non cambia quindi il calcolo delle ferie, ma solo la retribuzione che è proporzionale alle ore di lavoro svolte
  • part time verticale: nel caso in cui siano le giornate ad essere ridotte su base settimanale o mensile, il calcolo delle ferie viene tarato sui giorni in cui il dipendente ha effettivamente lavorato
  • part time misto: questa tipologia è un mix delle due precedenti

ferie e cassa integrazione

Prima di analizzare il caso specifico della cassa integrazione, è necessario tener presente che se nel corso del mese l’assenza del lavoratore supera i 15 giorni, le ferie non maturano. Ciò vale, quindi, anche per il dipendente in cassa integrazione assente dal lavoro per un periodo superiore a quello indicato dalla norma. 

entro quando devono essere consumate le ore di ferie.

Ogni contratto nazionale ha le sue regole. In questi casi,  è bene consultare direttamente il CCNL per fugare ogni dubbio. In qualsiasi caso, in assenza di diverse disposizioni in merito,  i dipendenti possono chiedere al datore di lavoro di andare in ferie almeno per due settimane consecutive nell’anno stesso in cui sono state maturate. Le altre due settimane, invece, possono essere accumulate, ma dovranno essere godute entro i 18 mesi successivi alla fine dell’anno in oggetto. Se questa regola non viene rispettata, e al termine del periodo indicato il lavoratore non si è assentato dal lavoro, i giorni accumulati andranno persi. 

È bene ricordare che le ferie si maturano fin dal primo giorno di attività, anche se il lavoratore è in prova. E si maturano anche in vacanza e in malattia: come diritto fondamentale del dipendente, non poteva essere altrimenti. 

come richiedere i giorni di ferie maturate.

Le ferie residue, quindi,  devono essere godute. Come fare? A chi chiederle? I giorni di assenza dal lavoro, così come il periodo di ferie retribuito, devono essere sempre concordati con il datore, che a sua volta dovrà autorizzarli. Questo dettaglio è molto importante, perché all’interno di un contesto di lavoro è necessario organizzarsi al meglio per non causare problemi al regolare svolgimento delle attività. Il dipendente, inoltre, può chiedere più ferie di quelle che ha maturato e di quelle che ha accumulato negli anni: in questo caso, i giorni in eccedenza verranno tolti dal monte ferie del mese successivo all’assenza (leggi anche: qual è la differenza tra rol e permessi?).

il piano ferie.

Il piano ferie è lo strumento pensato per  gestire le richieste di ciascun dipendente e, di conseguenza,  predisporre un ottimale collocazione temporale  dei periodi di ferie di ciascun lavoratore. Questo documento deve essere approvato in un’ultima istanza dall’azienda. Il lavoratore, dal canto suo, può indicare il periodo dell’anno in cui vorrebbe godere del riposo, ma l’ultima parola spetta sempre al datore di lavoro. Dunque, sebbene le ferie debbano essere obbligatoriamente fruite dal lavoratore, ciò non può avvenire in maniera unilaterale.

Esistono, infine, delle piattaforme ad hoc attraverso le quali il lavoratore può fare richiesta formale di ferie, dialogando in automatico anche con l’amministrazione e il reparto HR.

rimani aggiornato.

iscriviti alla newsletter