Ai 13.708 volontari dei Giochi Olimpici e a 6.316 dei Giochi Paralimpici un patrimonio di skill trasversali come problem solving, lavoro in team, comunicazione interculturale e gestione dello stress.

Il secondo Rapporto dell’Osservatorio di Randstad Research - Milano Cortina 2026 sulla legacy di competenze ai volontari dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026.

I 13.708 volontari dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 e i 6.316 dei Giochi Paralimpici hanno acquisito un patrimonio prezioso di competenze soft e capacità trasversali, come problem solving, lavoro in team, comunicazione interculturale,. Una legacy che ora è trasferibile al mercato del lavoro, ai settori produttivi e al no profit.

Operare dall’interno nella macchina organizzativa di un evento di tale portata, infatti, ha consentito ai volontari  di vivere un percorso di apprendimento, che normalmente avrebbe richiesto mesi, grazie all’esperienza diretta del “learning by doing”. Mentre la collaborazione tra giovani (lavoratori e studenti) e senior, anche pensionati, ha favorito una palestra intergenerazionale, in cui lo scambio tra esperienza, resilienza e familiarità con linguaggi digitali e tecnologici è stato oltremodo prezioso. 

È quanto emerge dal secondo Rapporto dell’Osservatorio di Randstad Research - Milano Cortina 2026 dal titolo “In pista per il valore. la legacy di competenze dei volontari di Milano Cortina 2026”, che sarà presentato oggi presso la sede di Randstad Italia. Un’analisi realizzata da Randstad Research, il centro di ricerca di Randstad Italia, HR Partner dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, sul profilo dei volontari del grande evento, le competenze attivate e il valore tangibile del volontariato come motore di sviluppo delle soft skill.

Chi sono i volontari dei Giochi. Sono stati 13.708 i volontari che hanno prestato servizio alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 e 6.316 quelli alle Paralimpiadi, con un nucleo trasversale di 4.753 volontari che hanno operato in entrambe le manifestazioni. Tra gli iscritti che hanno completato l'iter per le attività di volontario alle Olimpiadi (comprese le riserve) il 90% aveva cittadinanza europea. In particolare, gli italiani sono stati il 78,9%, mentre il 21,1% proveniva dall’estero, soprattutto Francia (3,9%), Stati Uniti (2,7%) e Germania (2,5%), poi Gran Bretagna (1,3%), Svizzera (1,2%), Canada (1,1%), Cina (1,1%), Paesi Bassi e Spagna (ciascuno con lo 0,5%). Una distribuzione che dimostra come la macchina Olimpica mobiliti anche contingenti transatlantici ed asiatici.

Il 93% degli iscritti per le Paralimpiadi era europeo, ma qui c’è maggiore polarizzazione e radicamento locale. La quota dei residenti in Italia sale all’85,1%. Quelli dall’estero provenivano principalmente da Francia (3,2%), Stati Uniti (2%) e Germania (1,7%). 

Le donne sono state la maggioranza dei volontari: il 55,3% per le Olimpiadi e il 53,3% per le Paralimpiadi. Come nella media generale del volontariato, si confermano il motore principale dell'impegno civico e del supporto organizzativo.

Il bacino dei volontari si è rivelato estremamente giovane: il 35,5% aveva 18-25 anni, oltre la metà era composta da under 35. Il profilo dei volontari paralimpici era più maturo: sebbene la base giovanile rimanga rilevante (27,2%), sono più ampie le fasce dei "senior" e il 22,4% aveva tra i 56 e i 65 anni.

Il 45% degli iscritti come volontari era composto da lavoratori già occupati. Le Olimpiadi hanno raccolto una quota maggiore di studenti (36,4%) rispetto alle Paralimpiadi (27,8%). Specularmente, la quota dei pensionati quasi raddoppia nel passaggio dal bacino olimpico (13,5%) a quello paralimpico (20,7%). In entrambi i contesti, sono marginali i disoccupati (meno del 2%).

Le competenze attivate. Tra i diversi settori economici, i volontari delle Olimpiadi erano distribuiti principalmente nell'Area Comune che comprende attività di Comunicazione, Medicale e Risorse umane (45,24%), poi attività ricreative e sportive (19,65%), trasporti e logistica (17%), servizi turistici (15%), servizi digitali (1%). Anche per le Paralimpiadi, l'Area Comune ha rappresentato la quota maggiore (43,20%), seguita da Trasporti e logistica (22,05%) e Servizi di attività ricreative e sportive (18,35%). Per tutti i settori, la categoria di volontari-lavoratori è la più numerosa, poi vengono studenti e pensionati.

Ciascun volontario ha ricevuto una formazione obbligatoria sulla sicurezza sul lavoro e una formazione di base focalizzata sui temi dello sport, della conoscenza della storia dei Giochi Olimpici, del Team26 e su elementi di diversity & inclusion. Successivamente, ad ogni volontario è stata somministrata una formazione aggiuntiva sul proprio specifico ruolo e ulteriori moduli aggiuntivi, a seconda del profilo.

Analizzando le figure professionali per ciascun settore, negli annunci per volontari emerge che il processo di upskilling e reskilling ha interessato due tipologie di competenze: quelle tecnico-professionalizzanti specifiche del settore di impiego, rafforzate da un contesto sfidante in termini di clima e complessità organizzativa, e poi quelle trasversali, come comunicazione, collaborazione, reattività, problem solving e gestione intergenerazionale e interculturale.

Le legacy di competenze nei settori. Per i volontari del settore trasporti e logistica, i Giochi hanno permesso di fare esperienza nella gestione della complessità, acquisendo competenze chiave come governance della logistica intermodale in condizioni di criticità, capacità di operare secondo protocolli di sicurezza internazionali e fleet management dinamico, spendibili nell'industria della logistica integrata e del trasporto multimodale.

Nei servizi turistici, i volontari hanno acquisito competenze in gestione dell'accoglienza Olimpica e Paralimpica con rigore operativo e personalizzazione del servizio, attitudine al servizio di alto profilo e mediazione linguistico-culturale, asset fondamentali per l’innalzamento dell’offerta turistica nazionale.

Nei servizi digitali, sono stati formati professionisti ibridi, con profili tecnici dotati di skill come business continuity in ecosistemi interconnessi, distribuzione e monitoraggio di asset tecnologici su vasta scala e cybersecurity, arricchite da competenze soft come risoluzione di problemi complessi in tempo reale

Nelle attività ricreative e sportive, l’eredità viene in particolare dalle competenze tecniche nella preparazione delle aree di gara e nella gestione dei regolamenti: rigore procedurale, conoscenza dei regolamenti internazionali e gestione della compliance in contesti che richiedono precisione estrema.

Nel Medical, sono state attivate capacità ibride in etica professionale e integrità delle procedure, che hanno permesso ai professionisti di acquisire un patrimonio di competenze nel rigore normativo e vigilanza, direttamente trasferibili in ambiti aziendali di Compliance e Audit nei settori farmaceutico, legale e della certificazione di qualità.

Nelle Risorse Umane, l’esperienza di profili agili con competenze avanzate nella gestione del capitale umano e del clima organizzativo, ha permesso ai volontari di acquisire competenze chiave di Corporate Welfare e Diversity & Inclusion, gestione HR su larga scala.

"La ricerca evidenzia chiaramente come per i volontari i Giochi di Milano Cortina 2026 si siano rivelati un utile strumento complementare ai canali di apprendimento tradizionali - afferma Emilio Colombo, Coordinatore del Comitato scientifico di Randstad Research -. Il percorso nel volontariato Olimpico e Paralimpico, infatti, è stato un vero e proprio ‘incubatore’ di competenze trasversali e sociali, che al termine dell'evento si sono riversate sui territori e nelle comunità di appartenenza. E questo non è avvenuto solo in modo unidirezionale: con oltre metà dei volontari composta da lavoratori attivi o da pensionati con una carriera alle spalle, si è riusciti a valorizzare e mettere a sistema il bagaglio pregresso, attraendo expertise anche molto complesse per restituirle potenziate al tessuto sociale. Oggi il capitale umano mobilitato e formato durante i Giochi rappresenta una riserva di competenze preziose e pronte all'uso sia per il no profit che per le aziende”. 

"I volontari sono stati il cuore pulsante di Milano Cortina 2026 - commenta Diana Bianchedi, Chief Strategy Planning & Legacy Officer di Fondazione Milano Cortina 2026. Questo Rapporto conferma ciò che abbiamo visto ogni giorno sui campi di gara e nei luoghi operativi: migliaia di persone che hanno messo a disposizione tempo, energie e talento, e che in cambio hanno acquisito un patrimonio di competenze che oggi rappresenta una vera legacy per il Paese. Insieme hanno costruito una comunità intergenerazionale capace di apprendere velocemente, adattarsi, collaborare e gestire situazioni complesse con una maturità sorprendente. Il “learning by doing” dei Giochi ha accelerato processi che normalmente richiederebbero mesi, trasformando ogni ruolo in un’occasione di crescita personale e professionale. Questa legacy non è astratta: è concreta, misurabile, spendibile. Parliamo di competenze che oggi possono essere trasferite nei territori, nelle imprese, nel terzo settore, nella scuola, nello sport. Problem solving, comunicazione interculturale, gestione dello stress, lavoro in team ad alto coordinamento: sono skill che rendono più forte il capitale umano del Paese e che testimoniano come un grande evento possa generare valore ben oltre i giorni di gara".

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