L’inserimento di manager temporanei è diffuso soprattutto nelle PMI (46%). Richiesti generalmente profili over 55 per la funzione di General Manager.

L’Interim Management è considerato strategico per la gestione del cambiamento, ma resta sottoutilizzato.

I dati di Randstad Professional Leaders Research & Selection.

Milano, 27 maggio 2026 – In un mercato del lavoro segnato da rapide transizioni e incertezza macroeconomica, l’Interim Management si afferma come risorsa strategica, anche se non pienamente utilizzata. L’opportunità di inserimento temporaneo (da pochi mesi a un massimo di due anni) di manager di alto livello per gestire situazioni di cambiamento o di crisi, per colmare vuoti di leadership o di competenze è conosciuto dall’81,9% delle imprese italiane, eppure solo il 35,1% lo ha effettivamente integrato nei propri processi organizzativi.

L’identikit dell’interim Manager è un dirigente di età superiore ai 55 anni, con una significativa esperienza di alto profilo in azienda, a cui viene richiesta soprattutto la funzione di General Management. 

Il ricorso a manager a tempo determinato non è una prerogativa assoluta delle grandi multinazionali. Oggi sono le PMI ad avere la maggior concentrazione di dirigenti in qualità di Interim Manager (46%). 

Sono alcuni dati raccolti Randstad Professional Leaders Research & Selection, la divisione di Randstad specializzata in ricerca e selezione di middle e senior management.

«L’Interim Management non è una ‘sostituzione temporanea’, ma un acceleratore di managerializzazione per le PMI che affrontano per esempio passaggi generazionali, internazionalizzazioni, lancio di nuove attività, senza voler appesantire la struttura di costi permanenti – dichiara Elisa Ansandri, Senior Manager Interim Management Randstad Professional -. In un'epoca di trasformazione costante, saranno vincenti le organizzazioni capaci di innestare figure ad alto valore aggiunto esattamente quando e dove servono, superando il concetto statico di organico aziendale per abbracciare quello dinamico di ecosistema di competenze. E l’Inter Management rappresenta per i talenti senior una nuova ‘frontiera carrieristica’, trasformando l'uscita dal mercato tradizionale in un'opportunità di valore per il tessuto delle PMI italiane».

Le dimensioni aziendali - I dati mostrano una forte penetrazione dell’Interim Manager nelle PMI, che rappresentano il 46% delle imprese che ne fanno uso, seguite dalle realtà a conduzione familiare (22%). Nel 70% dei casi, le aziende che attivano mandati di interim management hanno meno di 250 dipendenti.

Le funzioni più richieste - Oltre il 70% degli Interim Manager ha un’età superiore ai 55 anni, portando in dote un’esperienza consolidata in fasi di crisi o rilancio. Il General Management è la funzione più richiesta (31%), seguita dalle Operations (20%) e dall'area Finance/HR (16%).

Le prospettive future - Il futuro dell'Interim Management in Italia appare in crescita: il 30% delle aziende intervistate prevede di utilizzare questo strumento nei prossimi mesi, con un buon tasso di fidelizzazione (il 50% di chi lo ha usato lo rifarebbe). La sfida per il 2026 sarà spostare l'asse dal "canale diretto" a una selezione qualitativa, basata sul fit culturale e sulle soft skills, garantita da provider professionali.

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