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Il settore farmaceutico è rappresentato da tutte quelle attività relative a ricerca e sviluppo, produzione e commercializzazione di medicinali, cosmetici e integratori alimentari. In costante crescita e tecnologicamente all’avanguardia, l’industria farmaceutica italiana apre importanti prospettive a livello occupazionale. 

Negli ultimi due anni, caratterizzati da una profonda incertezza, ha saputo accelerare i processi di cambiamento e trovare nuovi modi per offrire ai pazienti prodotti e servizi efficienti, puntando sull’innovazione. Di conseguenza, le figure professionali maggiormente ricercate devono possedere competenze trasversali e sapersi muovere in un contesto tecnologicamente avanzato.

medico in ospedale che indossa mascherina
medico in ospedale che indossa mascherina

cos’è il settore farmaceutico e come funziona.

Il settore farmaceutico si muove su tre principali livelli: ricerca, produzione e marketing. La ricerca consiste nella vera e propria attività scientifica e mira alla scoperta di nuove formulazioni e sostanze da utilizzare per la prevenzione, la diagnosi e la cura delle malattie. Rappresenta quindi il cuore dell’industria farmaceutica, nonché il motore della sua costante evoluzione. Grazie all’introduzione di nuovi farmaci, i prodotti che questa industria offre si rinnovano frequentemente, aprendo nuovi mercati e contribuendo al progresso terapeutico. 

I professionisti che operano a questo livello sono 

  • chimici e biochimici
  • microbiologi
  • farmacologi
  • tossicologi
  • analisti e tecnici. 

Nei due livelli successivi, produzione e marketing (includendo in questo step anche la distribuzione), si amplia notevolmente il raggio delle figure professionali coinvolte.

il settore farmaceutico in Italia.

In base ai dati del report di Farmindustria, il valore della produzione del settore farmaceutico in Italia nel 2020 è stato pari a 34,3 miliardi di euro (+1% rispetto al 2019), collocando il nostro Paese al primo posto in Europa. 

Le produzioni biologiche ad elevata tecnologia rappresentano il 20% del fatturato con un 75% rivolto all’export (dato Istat). Negli ultimi 5 anni, il numero dei dipendenti è cresciuto del 12%, con 67mila dipendenti nella farmaceutica (+1,8% rispetto al 2019, per il 90% laureati o diplomati).

Le donne rappresentano il 43% dei dipendenti e spesso ricoprono ruoli apicali: un elemento che distingue positivamente il settore farmaceutico sul fronte della parità di genere. Inoltre, come riporta un’analisi di Euler Hermes, l’industria farmaceutica italiana è al primo posto per investimenti in open innovation per dipendente, per partnership con università e centri

pubblici di ricerca, per il livello di formazione e, secondo  l’indice Istat, per  competitività. Ulteriore caratteristica dell’industria farmaceutica in Italia è l’elevata presenza di PMI e di aziende farmaceutiche che producono farmaci per conto di grandi multinazionali.

settore farmaceutico: lavoro, stipendi e professioni più cercate.

Le aziende farmaceutiche italiane stanno investendo in intelligenza artificiale, biotecnologie e nuovi materiali, software e big data. I dati di Farmindustria mostrano che il 90% delle aziende sta adottando l’innovazione 4.0 nella fase produttiva. Di conseguenza, le professioni più richieste nel settore farmaceutico prevederanno un elevato grado di specializzazione. Oltre alle competenze strettamente connesse al settore,  in ambito scientifico, farmaceutico e medico, serviranno infatti conoscenze in ambito informatico e matematico.

In Italia, scontiamo ancora una carenza di laureati Stem (Science, technology, engineering and mathematics), specialmente tra le donne, mentre è proprio questo il settore sul quale occorre puntare con decisione.

 Nello specifico, si apriranno importanti opportunità per 

  • digital manager
  • data analyst
  • data scientist
  • informatici ed esperti di machine learning
  • cyber security
  • cloud e blockchain
  • ingegneri e tecnici delle telecomunicazioni
  • nonché ingegneri capaci di gestire la programmazione di algoritmi. 

Nell’area marketing, saranno richiesti i ruoli di 

  • digital marketing manager
  • web community manager
  • network builder. 

I rapporti di lavoro e le retribuzioni del settore sono regolati dal ccnl chimico farmaceutico

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il processo di digitalizzazione nell’industria farmaceutica.

Il settore dell’healthcare e dell’industria chimico-farmaceutica ha attraversato negli ultimi anni una rapida trasformazione digitale. Le sfide che molte aziende farmaceutiche italiane dovranno affrontare in questi anni riguardano:

  • l’introduzione di app per la salute
  • il miglioramento dell’esperienza del paziente digitale
  • la vendita di medicinali online (e-pharmacy)
  • il cambiamento del ruolo delle farmacie, da semplici rivendite di medicinali a primo punto di contatto con i pazienti
  • una crescente e sempre più consolidata collaborazione tra aziende farmaceutiche e aziende tecnologiche.

Al contempo, sta cambiando anche il modello organizzativo del lavoro all’interno del settore. Con la diffusione dello smart working, diventerà pratica comune lavorare per obiettivi, superando i più tradizionali modelli rigidi . Sarà quindi necessaria l’introduzione di nuovi strumenti, come l’agenda digitale condivisa o app per la salute. Altrettanto centrale è l’adeguamento della cultura aziendale, che passerà per la diffusione di un sistema valoriale in grado di valorizzare il cambiamento come forma di apprendimento, a fianco di una formazione digitale continua per tutto il personale.

come attrarre nuovi talenti.

Nonostante le importanti evoluzioni, il settore farmaceutico sconta - specialmente in Italia - una difficoltà strutturale nell’adeguarsi a nuovi modelli organizzativi. Le aziende che ancora faticano ad accedere ai concetti di flessibilità, smart working e ad una visione più fluida dei ruoli, rischiano di perdere l’opportunità di intercettare talenti dotati di competenze cruciali in un’ottica di digital transformation.

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cos’è la talent acquisition e perché è fondamentale.

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Ciò è dovuto in parte alla rigidità normativa che caratterizza il settore: per ricoprire alcuni ruoli è indispensabile, per legge, aver seguito un percorso specifico e possedere determinati titoli. É il caso, ad esempio, dell’informatore scientifico. 

D’altra parte, persiste l’abitudine a rivolgersi a persone provenienti esclusivamente dal settore farmaceutico anche per ruoli che non lo richiedono espressamente. Parliamo in particolare dell’area marketing e delle figure manageriali, gestionali e organizzative, nonché dell’area IT. 

Superare questo schema, introducendo (quando possibile) talenti con background diversi, anche molto lontani da quello medico-farmaceutico, può aiutare le aziende a intraprendere la strada del cambiamento e a posizionarsi in prima linea nel mercato del lavoro di oggi. 

Prima di scartare a  priori un candidato privo di una formazione strettamente legata al settore, è consigliabile valutarne i punti di forza, il valore aggiunto che può portare all’azienda. Ricordando che, per colmare alcune lacune a livello di conoscenze specifiche, si può ricorrere a progetti di formazione. Se per alcuni ruoli tecnici ciò non è possibile, per molte figure un corso mirato è sufficiente a trasmettere le competenze necessarie. Un’altra possibilità è quella di inserire una figura che si occupi di introdurre gradualmente un cambiamento organizzativo in azienda, dalla flessibilità oraria agli strumenti digitali per la forza vendita, coinvolgendo tutti i dipendenti e trasmettendo loro il significato di una cultura aziendale agile e pronta a cogliere le sfide attuali.

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