Progresso tecnologico e attività d’impresa: uno influenza l’altra, producendo un’interazione fautrice di grandi opportunità. Dall’ottimizzazione delle procedure aziendali all’apertura di nuovi canali di comunicazione con i clienti, l’evoluzione di processi e strategie accresce a sua volta le aspettative dei clienti stessi, generando in loro nuove esigenze. Ne è un chiaro esempio la richiesta di personalizzazione di prodotti e servizi, che negli ultimi tempi i consumatori esprimono con sempre maggiore insistenza.

Un contesto simile, in cui anche la competizione si fa sentire più forte che mai, spinge le aziende a ideare nuovi modelli di business per implementare l’innovazione di prodotti e servizi. L’impiego e l’evoluzione delle API si colloca esattamente in questo scenario. Ma cosa sono esattamente le API e perché le si sente sempre più spesso annoverare tra le opportunità di business più preziose per un’azienda? 

Cosa sono le API

API è l’acronimo di Application Programming Interface che, tradotto, significa “interfaccia di programmazione di un’applicazione”. Una API è proprio questo: un’interfaccia che permette al programmatore di interagire con un programma, un sito web o con parti di essi per realizzare al suo interno una determinata azione e/o per ottenere da essi determinati dati e informazioni. Una API è, dunque, un insieme di procedure e funzioni che permettono di comunicare con un programma o un sito web e di eseguire compiti specifici; uno strumento di programmazione che consente agli sviluppatori di estendere le funzionalità del programma o sito stesso in modi inaspettati persino per i suoi ideatori.

Uno di questi “modi inaspettati” è la realizzazione di applicazioni client da parte delle aziende - applicazioni che forniscano un qualche valore aggiunto agli utenti finali, utilizzatori dei loro prodotti. Gli sviluppatori informatici aziendali, infatti, possono creare API che consentano ad altri sviluppatori di reimpiegare i dati backend in nuove applicazioni web e mobile. In definitiva, lo scopo delle API è di velocizzare e semplificare il lavoro degli sviluppatori nella creazione di applicazioni destinate ai clienti dell’azienda. 

Il valore delle API in termini di business

Ecco spiegato, allora, il valore delle API come sfida tecnologica che rappresenta un’incredibile opportunità di sviluppo per le aziende. Queste, infatti, possono sfruttare le API per raggiungere una serie di obiettivi di business, quali: 

  • Generare nuovi profitti, se le API sono usate per facilitare la creazione di app pay-to-play o dell'e-commerce
  • Intercettare nuovi clienti o accrescere il valore aziendale, se le API sono impiegate per offrire i servizi esistenti su nuove piattaforme
  • Implementare nuove strategie commerciali e di marketing, se le API sono usate per realizzare nuove funzionalità che afferiscono all’ambito “digital
  • Favorire l’innovazione tecnologica e, di conseguenza, la crescita economica, se le API sono impiegate per sviluppare nuovi sistemi che diversificano l’offerta aziendale.

Le API si distinguono in private o aperte, a seconda che siano utilizzate solo da sviluppatori interni all’azienda per creare app di uso interno o esterno, o che siano rese pubbliche, accessibili a sviluppatori esterni autorizzati ad usarle per creare le proprie app. In termini di vantaggio economico nel breve termine, le API private consentono un risparmio notevole sui costi mentre, se si guarda alle reali opportunità di business, le API aperte sono certamente quelle che ne offrono di più grandi. Rendendo disponibili a terze parti le proprie risorse IT, le aziende possono infatti beneficiare di una conseguente maggiore diffusione dei loro software.

Basti pensare alla condotta diametralmente opposta tenuta da Microsoft nei riguardi delle sue API per le piattaforme PlayStation e Xbox o Windows: nel primo caso le API sono private per contrastare la pirateria e limitare la platea di sviluppatori che possono scrivere giochi per le console; nel secondo, invece, le API sono distribuite pubblicamente in una libreria separata fornita insieme al sistema operativo, proprio per favorire la scrittura di software per la piattaforma Windows e promuoverne l’uso. 

L’evoluzione delle API: dal Web al Mobile all’Internet of Things

L’utilizzo delle API da parte di colossi dell’e-commerce quali Amazon e eBay ha dato il via ad un impiego massiccio delle stesse nell’ottica di massimizzazione dei profitti e creazione di nuovi flussi di ricavi: grazie alle API web nasce un nuovo modello di business, quello del commercio elettronico, appunto. 

In un secondo tempo, con la nascita di nuove piattaforme web e, soprattutto, dei social network, si è assistito parallelamente a un’evoluzione della tecnologia delle API e a una loro conseguente, massiccia diffusione. Il comportamento di Facebook e Google al riguardo è esemplificativo.  

Google rende le API di Google Maps e di molti altri suoi servizi disponibili all’uso da parte di sviluppatori terzi. Ciò significa che questi possono usarle per realizzare nuovi programmi, come mappe personalizzate, nuove app per smartphone e tablet o per integrarle all’interno di siti web per ricerche geolocalizzate.

Allo stesso modo, Facebook rende pubbliche le sue API per permettere a sviluppatori esterni di realizzare nuove app da usare all’interno della sua stessa piattaforma, come avviene con la mole di giochi cui gli utenti possono accedere per godere di un’esperienza d’uso potenziata.   

Dai social network al mobile il passo è breve: Foursquare e Instagram colgono subito l’opportunità integrando le loro app con Facebook per accrescere l’offerta di valore dei propri servizi. Più recente è il caso di successo di Netflix, provider di contenuti video in streaming che sfrutta le API mobile per rendere più flessibile la sua infrastruttura IT e scalare i mercati internazionali. Anche il settore banking & finance sembra sempre più interessato alle API mobile: cresce il numero di istituti bancari che rendono pubbliche le loro API per promuovere la creazione di app che accrescano la user experience degli utenti. 

Cosa ci riserverà il futuro? Probabilmente l’impiego delle API nel mondo dell’Internet of Things, che sta vivendo, anche in Italia, una crescita inarrestabile. Non ci resta che aspettare: se i nostri pronostici sono giusti, c’è da scommettere che lo sapremo molto presto.