la gestione del cambiamento: un’opportunità in un contesto di incertezza.

19/06/2020 08:00:00

Come gestire il cambiamento e trasformarlo in un’opportunità anche in un contesto di incertezza. Il nostro nuovo webinar condotto da Rudy Bandiera ha cercato di dare una risposta a questo tema, divenuto centrale a maggior ragione in una fase di transizione come quella dovuta all’emergenza Coronavirus. Dal reskilling alla formazione continua, passando per la capacità di allargare la propria zona di comfort, ecco alcuni spunti dai quali ripartire per approcciarsi al meglio al mondo del lavoro in questa fase di ripartenza.

shut-in economy: come ripartire in 10 punti.

Un tema relativamente nuovo che è emerso con forza soprattutto a causa della pandemia da Coronavirus è quello della shut-in economy. Letteralmente “economia chiusa” si riferisce a tutte le attività e i servizi on demand, che possono essere fruiti online o da casa. Già in ascesa in diversi Paesi prima dell’emergenza, con il lockdown il modello della shut-in economy ha assunto una rilevanza di primo piano. Di conseguenza, tutte le attività e le realtà aziendali hanno dovuto adattarsi al nuovo contesto, trasformando questo grande cambiamento dettato dall’emergenza in un’opportunità. Come? Rudy Bandiera ha provato a rispondere nella sua introduzione al webinar con una sorta di manifesto programmatico in 10 punti:

  1. La tecnologia del “funziona e basta”: qualsiasi prodotto o servizio portato avanti va semplificato e reso il più possibile fruibile
  2. Gli addetti alla logistica sono gli operai della rivoluzione industriale: il ruolo di mediazione tra attività produttiva e cliente deve diventare centrale
  3. La formazione deve diventare infotainment
  4. Conciliare “local” e on demand: la vendita online dovrebbe diventare complementare rispetto a quella in presenza
  5. Turismo locale ad alto impatto tech (realtà virtuale e realtà aumentata per sopperire alle limitazioni del periodo di emergenza)
  6. Negozi esperienziali e acquisti promiscui: i venditori dovrebbero diventare consulenti di chi acquista
  7. Ristorazione tra delivery e dark kitchen (non c’è la sala a differenza dei ristoranti tradizionali)
  8. Meno viaggi in treno, aereo e più spostamenti con mezzi privati
  9. la presenza fisica per la fruizione dei servizi potrebbe diventare un lusso molto più costoso
  10. Privacy (i dati a chi vanno, cosa ne viene fatto e per quanto tempo vengono tenuti): è necessario avere tutte queste informazioni per poterla tutelare al meglio

collaborazioni tra aziende dello stesso settore.

Oltre alla shut-in economy, un aspetto cruciale per la ripartenza - sottolinea Roberto Zecchino, Vice President Human Resources and Organization Bosch South Europe - potrebbe essere anche la capacità di instaurare collaborazioni e stabilire alleanze. Una strategia che Randstad sta già percorrendo insieme ad altre aziende operanti nello stesso settore. La condivisione di criticità e possibili soluzioni comuni, infatti, potrebbe diventare la ricetta vincente per la ripartenza.

reskilling come chiave per la gestione del cambiamento.

Gestire il cambiamento richiede un approccio complesso e sfaccettato anche a livello individuale. In questo senso un aspetto chiave, soprattutto in ambito lavorativo, è il reskilling, ovvero la capacità di reinventarsi. Di questo hanno parlato sia Giacomo Sintini, Head of Randstad Sport sia Fabio Armellini, Ceo e Cofounder Lift4food.  “Il cambiamento – ha detto Sintini – porta un senso di inadeguatezza”. L’approccio migliore per trasformare questo sentimento, secondo l’Head of Randstad Sport, è non smettere mai di formarsi e apprendere, perché “più conosciamo più siamo in grado di reagire ai cambiamenti”. Anche perché un fattore esogeno che interviene a modificare il contesto in cui si opera può arrivare in qualsiasi momento. E la pandemia ne è la più evidente dimostrazione. Per poter fronteggiare al meglio il cambiamento, quindi, “devi avere degli ancoraggi, dei valori e poi rimetterti in gioco”, ha spiegato Armellini. Anche per il Ceo di Lift4food, la formazione continua dovrebbe rappresentare un aspetto preponderante della professione, occupando almeno il 20% del tempo di lavoro. Molto spesso, però, il problema non è solo reinventarsi, ma anche capire in che direzione vanno incanalate le proprie potenzialità. “Spesso – ha detto Armellini – le potenzialità restano inespresse perché non sappiamo dove incanalarle”. Ciò che va riadattato di fronte al cambiamento è l’approccio mentale. Cambiare, a volte, significa cambiare modo di pensare. Ciò che fa Risesmart, ha aggiunto ancora Armellini, è proprio questo: ricostruire il percorso di ciascun lavoratore partendo dai suoi ancoraggi professionali per capire quale sia la direzione più giusta da prendere.

gestione del cambiamento e comfort zone.

Nella maggior parte dei casi la gestione del cambiamento comporta soprattutto una ridefinizione della propria comfort zone (leggi anche su Career Lab: uscire dalla comfort zone, accettare gli errori e imparare: gli ingredienti perfetti per crescere). L’emergenza Coronavirus ha messo particolarmente in evidenza questo aspetto, costringendo gli operatori a prendere decisioni anche in un contesto di incertezza e senza elementi noti. Per descrivere questa situazione Valentina Sangiorgi, Chief HR Officer Randstad Italia, ha utilizzato la metafora del surf “sul mare dell’inadeguatezza”. “Non posso fermarmi – ha spiegato – perché il mare dell’inadeguatezza ci tira giù”. Di fronte alla pandemia che ha colpito tutti i settori del Paese, secondo Valentina, la leadership si è spaccata in due, tra chi è riuscito a rimanere sulla tavola da surf e chi, invece, si è bloccato cercando un possibile colpevole e non una soluzione.

Come ha spiegato Arnaldo Carignano, Head of Career Transition Randstad Risesmart, uno degli obiettivi di Risesmart è proprio quello di supportare le aziende nel prendere decisioni in un contesto di incertezza. “Siamo dei traghettatori, ma la transizione è un tema dinamico”. Per fare un cambiamento, secondo Carignano, è necessario essere i protagonisti del cambiamento. Riprendendo la metafora del surf utilizzata dalla Sangiorgi, “non si può trovare il proprio equilibrio in una situazione statica”, ha chiosato Rudy Bandiera. Così come non si può rimanere fermi, mentre tutto è in movimento, perché si rischia di cadere dalla tavola nel mare dell’inadeguatezza.

Risesmart Italia

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