Quando ero ragazzo andavo spesso a cena con alcuni ex compagni di scuola delle superiori (con cui ci troviamo ancora, per altro) e sempre, ogni santa volta, veniva fuori il discorso di “cosa fare da grande”.
Mi sembra di riascoltare la voce dei miei amici che, con la grande sicurezza che
contraddistingue quella età (in quegli anni) dicevano con estrema precisione cosa
avrebbero fatto della loro vita in base alle proprie caratteristiche, peculiarità, talenti e
predisposizioni ideologiche.
Chi voleva fare del volontariato in quelle che poi sarebbero state ONG, chi voleva fare l’impiegato in banca, chi il macellaio, chi l’imprenditore, il dottore… e poi c’ero io. Quando si arrivava a me io NON lo sapevo.


Le due questioni curiose di questo breve racconto sono che io non lo sapevo ma nessuno dei miei amici ha fatto quello che si era prefissato di fare. Come mai?
Una delle grandi fregature della nostra vita è che noi ci vediamo sempre e solo con i nostri occhi: abbiamo una percezione del tutto “deviata” della realtà visto che probabilmente gli altri non ci percepiscono come ci percepiamo noi. Solo che la percezione è un conto, la vita lavorativa un altro e se non riusciamo a scegliere in modo assennato non ci realizziamo come individui e non portiamo le nostre qualità “oggettive” sul mercato.


Quindi? A volte, ripensando a quelle cene, rifletto sul fatto che se avessi avuto qualcuno, un professionista che mi avesse consigliato ed indirizzato, non avrei “investito” anni della mia vita in cose che non mi sono piaciute e che, forse, mi hanno dato pochissimo. È altrettanto vero che, anche una volta cresciuti, avere qualcuno di fianco che ci dice in quale direzione si dovrebbe andare, sarebbe un aiuto straordinario, visto che cambiano le mansioni, i lavori e il mondo sotto ai nostri piedi.

non puoi puntare a nessun traguardo se non riesci ad individuarlo con precisione.

Rudy Bandiera

Su questa pagina ho letto la seguente frase “non puoi puntare ad alcun traguardo se non conosci a fondo il motore con cui intendi perseguirlo” il che è correttissimo ma mi permetto
di aggiungere che non puoi puntare a nessun traguardo se non riesci ad individuare il
traguardo con precisione.


L’attività di consulenza di carriera, o per dirla in modo più internazionale l’attività di career management, è una benedizione per chi si trova ad una svolta della propria vita.
La cosa bella è che non riguarda una particolare categoria di persone ma tutti i lavoratori che si trovino a quello che viene definito un “turning point” ad esempio, ovvero un impiegato, un quadro o un manager che vive un momento particolare del proprio percorso professionale, tipo il classico giro di boa.
Abbiamo tanto parlato di reskilling, nelle “puntate precedenti” ma dovremmo anche capire su cosa “reskillare” le persone, in che cosa cercare di dare nuova linfa ai percorsi professionali.
La consulenza di carriera è una di quelle pratiche prettamente “umanistiche” inserite nel mercato del lavoro negli ultimi anni, che aiutano le persone a costruire percorsi professionali più consoni alle proprie abilità e alla soddisfazione delle proprie necessità, e la cosa bella è che va bene per molti, come ad esempio chi non sa come muoversi sul mercato del lavoro perché non ha tempo o perché non l’ha mai fatto o chi desidera
semplicemente crescere nel proprio percorso lavorativo, sia economicamente sia professionalmente.
Essere un consulente di carriera è uno di quei nuovi lavori di cui vi sarà sempre più
bisogno nel prossimo futuro, visto che ognuno di noi vuole utilizzare al massimo le proprie caratteristiche in modo da vivere una vita più piena e felice.

Trovare sul proprio percorso professionale un consulente di carriera è una condizione necessaria perché la suddetta carriera sia il più gratificante possibile.