in quali aziende sognano di lavorare gli italiani: i vincitori dell'employer brand research 2020

08/07/2020 10:00:00

Cosa sognano i lavoratori italiani? Quali sono le aziende che vengono percepite come maggiormente attrattive? E perché i dipendenti hanno voglia di lavorarci? Anche quest’anno, Randstad prova a rispondere a queste e tante altre domande con l’Employer Brand Research 2020. L’annuale ricerca che misura il livello di attrattività percepita delle aziende italiane da parte dei possibili dipendenti. Ecco quali sono le migliori aziende dove lavorare in Italia nel 2020.

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randstad employer brand research 2020: la ricerca.

L’obiettivo è offrire uno studio rappresentativo sullo stato dell’employer branding basandosi sulle percezioni del pubblico generale. L’indagine è infatti stata condotta su un campione di quasi 185mila dipendenti, provenienti da 33 paesi del mondo, con un’età compresa tra i 18 e i 65 anni. A livello globale sono state 6.136 le aziende incluse nella survey. Per quanto riguarda l’Italia, invece, hanno partecipato al sondaggio 6.274 persone tra studenti, occupati e non occupati. Le interviste sono state realizzate a cavallo tra il dicembre 2019 e il gennaio 2020, prima che l’emergenza coronavirus diventasse globale. La fotografia non è quindi influenzata dalle conseguenze che la pandemia ha avuto sul mondo del lavoro. Nonostante ciò, i dati contenuti al suo interno restano quanto mai attuali: in uno scenario di crisi, infatti, sviluppare e coltivare il proprio employer branding è quanto mai cruciale, da un lato per attrarre i nuovi talenti, dall’altro per migliorare la propria employee retention e non perdere per strada risorse preziose. 

perché è importante l'employer branding.

Sempre di più, nell’accettare un nuovo lavoro, dipendenti e lavoratori guardano alla reputazione di una società. In un simile contesto, attento alle esigenze della persona, il rapporto lavorativo sta assumendo le caratteristiche di uno scambio. Da un lato, al lavoratore spetta il compito di adeguare e soddisfare le richieste del proprio datore di lavoro, dall’altro però, l’organizzazione deve riuscire a rispondere alle esigenze del proprio team e dei potenziali talenti presenti sul mercato. Come emerso dall’indagine, la quasi totalità dei soggetti intervistati preferisce lavorare per aziende che rispecchiano e si allineano a valori che ritengono a loro vicini. 

Sul fronte aziendale, invece, tutti concordano su un principio: un brand solido aiuta ad individuare candidati di qualità. Al contrario un’azienda che non può contare su una solida reputazione rischia di scontare questa mancanza sul fronte economico: per mantenere i propri talenti, infatti, è costretta a offrire retribuzioni più alte del 10%.

le migliori aziende in cui lavorare in Italia.

Secondo i dati emersi dalla ricerca, a guidare la classifica delle aziende più attrattive è Ferrero. L’azienda di Alba, specializzata nella realizzazione di prodotti dolciari, si è piazzata al primo posto con il 77,70% delle preferenze. Si tratta del secondo successo consecutivo, dopo quello ottenuto nel 2019. Nel campo culturale guida invece Feltrinelli (69,36%), mentre nei motori, Automobili Lamborghini vince lo scettro come datore di lavoro ideale per gli italiani, con il 69,28% delle preferenze.  

Più nello specifico, le tre aziende riescono a conciliare le principali caratteristiche ricercate dagli italiani in un posto di lavoro. Tra i fattori che hanno spinto Ferrero in prima posizione ci sono: 

  • l’attenzione per la sicurezza sul posto di lavoro
  • l’atmosfera piacevole che si respira in ufficio
  • l’ottima reputazione
  • l’attenzione per il work-life balance dei propri dipendenti

cosa cercano gli italiani in un datore di lavoro.

Proprio il buon equilibrio tra vita lavorativa e privata è infatti l’elemento più apprezzato dagli italiani nella ricerca del lavoro. Seguito a breve distanza dall’atmosfera piacevole in ufficio. Le due considerazioni hanno un peso notevole, persino maggiore rispetto all’aspetto meramente economico: retribuzione e benefits attrattivi sono infatti “soltanto” il terzo fattore a guidare i dipendenti nella scelta di una posizione di lavoro. A dimostrare che lo stipendio, pur importante, non è tutto: la qualità del tempo trascorso a lavoro è fondamentale. Anche se, a maggior ragione in una fase delicata come quella attuale, non sono da trascurare valori come la sicurezza del posto di lavoro e la possibilità di crescere e fare carriera. 

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