colloquio motivazionale: consigli e possibili risposte.

18/03/2016 16:02:50

Se nel corso degli anni siete riusciti a costruirvi un curriculum interessante, e se ne avete inviato un numero sufficiente , arriverà il momento in cui qualche, azienda vi prenderà in considerazione e deciderà di contattarvi per conoscervi personalmente.

Per molti, magari appena usciti dall'università, si tratta di un'esperienza completamente nuova. E per le persone più ansiose e timide può rappresentare un momento di grande disagio.

Sul web girano molte informazioni riguardo alle domande che caratterizzano i colloqui di lavoro con le aziende, ma come spesso capita è bene non confondere gli elementi di verità dalle leggende metropolitane: se non è insolito che vi venga domandato quale sia il vostro piatto preferito, o quale sarebbe la vostra vacanza dei sogni, o ancora che veniate messi alla prova subito con un test pratico, è improbabile che vi sarà chiesto di cantare l'ultimo singolo di Adele, o di eseguire seduta stante una serie di flessioni con una mano sola!

Sappiate anche che avere un colloquio di selezione con un'azienda è un'occasione troppo preziosa per essere sprecata. E al fine di non gettare al vento quest'opportunità che vi viene concessa, sarà bene seguire alcuni consigli che vi permetteranno di sapere come reagire a tutte le domande più impegnative che vi potranno essere poste senza battere ciglio.

Colloquio motivazionale: consigli di base

Anzitutto, tranquillizzatevi. Se l'azienda vi ha contattato in seguito all'invio del vostro Curriculum Vitae, vuol dire che ha già visionato tutte le informazioni riguardo la vostra istruzione e le vostre esperienze lavorative, e le ha trovate interessanti. Quindi, relax!

La maggior parte del colloquio che andrete ad affrontare sarà volta a capire qualcosa in più su di voi, qualcosa che non si scrive sul CV: si tratterà, molto probabilmente, di un colloquio motivazionale o attitudinale.

Il colloquio in questione punterà a sondare in voi caratteristiche quali il carattere, l'emotività, l'attitudine al lavoro in team, la capacità di leadership o la resistenza a situazioni di stress.Per far questo i selezionatori potrebbero anche porvi domande insolite e fuori dagli schemi. Siate pronti!

Le peggiori domande che possono capitarvi: cosa rispondere

Ci siamo. Siete seduti alla scrivania del vostro esaminatore e state sudando più di un corridore all'ultimo giro. E adesso? Beh, sappiate subito che non esistono regole universali per quanto riguarda le risposte da dare ad un colloquio motivazionale: ogni azienda effettua le selezioni a modo suo.
Certo è che, dopo qualche frase di rito, ogni esaminatore che si rispetti cercherà di mettere alla prova il candidato con domande imbarazzanti.

Un classico: “cosa mi direbbe se le chiedessi di rimanere a lavorare qui tutta la notte?”
Non pensateci nemmeno per un istante: “chiamerei immediatamente mia moglie per dirle di non aspettarmi alzata!”
Un'altra molto gettonata è: “che ne pensa dei politici italiani?”

 Questa serve a vedere quanto self control siete in grado di sfoderare, quindi mantenete la calma: “Credo che sia ingiusto fare di tutta l'erba un fascio, pure se la categoria presenta delle gravi criticità”. Semplice ed equilibrata.
Alcune domande potrebbero vertere sulla sfera personale: .
“Lei è fidanzato o sposato?”
Se dichiarate di non esserlo, preparatevi alla fatidica domanda: “E come mai?”
A questo punto, esclamate con tutta la tranquillità del mondo: “Perché sto ancora aspettando una persona con cui valga la pena impegnarsi”.  Impeccabile. 

Questo tipo di domande può essere un buon termometro per valutare lo stile e la cultura dell’azienda per la quale stiamo facendo il colloquio. Un colloquio, infatti, non è un esame, ma un momento in cui ci si sceglie reciprocamente.

Il colloquio motivazionale di gruppo

C'è anche la possibilità che vi ritroviate a dover sostenere un colloquio di gruppo: esso coinvolge più persone che nella stessa giornata dovranno interagire tra di loro e lavorare insieme. Sempre più spesso le imprese prediligono questi metodi di selezione, in quanto consentono di accelerare i tempi del processo e di indagare in maniera approfondita le cosiddette soft skills dei candidati, capacità quali leadership, teamworking, negoziazione e comunicazione.

In questo caso dovrete tenere bene a mente alcune regole di buonsenso: tentate di far valere il vostro punto di vista, ma non dimenticate mai di ascoltare le opinioni degli altri. Urlarsi sopra a vicenda o ridicolizzare gli altri candidati non va bene: non siete in tv e quello davanti a voi non è un avversario di un gioco televisivo! Piuttosto, cercate sempre un punto di incontro con gli altri candidati e dimostratevi sempre disponibili al dialogo.

Come concludere il colloquio

Concludete sempre il colloquio esattamente come lo avete cominciato: con una cordiale stretta di mano ed un ringraziamento per il tempo che vi è stato concesso. Fate questo a prescindere dalle sensazioni che l'incontro vi ha lasciato! Mentre tornate verso casa, ricordatevi che un colloquio di lavoro non valuta il valore assoluto di una persona, bensì solo quanto un candidato corrisponde o meno ai requisiti richiesti da una specifica posizione lavorativa!
Quindi, prendete il tutto con serenità e fate un bel sorriso: se anche il colloquio non andrà come speravate, sarà comunque una preziosa esperienza che vi tornerà utile per il futuro, e vi aiuterà a capire meglio quello che state davvero cercando.

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