Modelli organizzativi, priorità aziendali e aspettative delle persone cambiano rapidamente e l’HR Manager è chiamato a trovare un punto di incontro tra esigenze di business e bisogni dei lavoratori. Ma quali sono le skills che fanno la differenza in questo ruolo? Scopriamo le 10 competenze HR oggi indispensabili per affrontare le sfide presenti e future, anche alla luce dei dati emersi dall’ultima HR Trends & Salary Survey.

punti chiave da ricordare:

  • l’HR Manager è un leader strategico che guida l’evoluzione delle imprese e rafforza il legame tra persone e organizzazioni
  • le principali responsabilità dell'HR Manager includono: politiche HR in linea con gli obiettivi di business, engagement, valorizzazione dei talenti e conformità normativa
  • le 10 competenze HR indispensabili per una gestione efficace delle risorse umane: agilità e flessibilità, analisi dati, comunicazione, empatia, senso etico, gestione del feedback, conoscenza normativa e dei trend, lavoro in team e inclusione, intuito e problem solving e leadership

Approfondisci i compiti e le competenze dell'HR Manager con i dati dell’HR Trends & Salary Survey.

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una donna che parla al cellulare in un parco -  competenze hr manager
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la portata del cambiamento: uno scenario in evoluzione.

La figura dell’HR Manager è indispensabile per guidare l’evoluzione delle imprese e rafforzare il legame tra persone e organizzazioni.

A confermare il crescente valore strategico delle competenze HR all’interno delle organizzazioni sono i dati del Bureau of Labor Statistics, secondo i quali l’occupazione per il ruolo di HR Manager è destinata a crescere del 6% entro il 2029, a un ritmo superiore rispetto alla media delle altre professioni. 

Ma il valore dell’HR Manager lo si coglie soprattutto osservando i trend che caratterizzano il mercato del lavoro.

Secondo l’HR Trends & Salary Survey - realizzata da Randstad Professional Leaders Search & Selection in collaborazione con l’Alta Scuola di Psicologia Agostino Gemelli (ASAG) dell’Università Cattolica - il quadro è piuttosto complesso. 

L’indagine rivela una crescente distanza tra la percezione degli HR e quella dei lavoratori, soprattutto in tema di benessere organizzativo. Il 38% dei lavoratori intervistati dichiara che, nell’ultimo anno, il proprio livello di benessere sul lavoro è peggiorato, a fronte di un modesto 24% che segnala un miglioramento. Un dato che si scontra con la visione più ottimistica degli HR: il 54% ritiene infatti che il benessere organizzativo sia migliorato e solo il 10% segnala un peggioramento.

HR e lavoratori riconoscono però lo stesso valore agli incentivi economici, alle opportunità di carriera e al work-life balance, considerandoli leve fondamentali per la motivazione. Compaiono infatti nella top 5 delle priorità condivise.

Molto meno allineate, invece, le percezioni sulle cause del malessere. I lavoratori individuano con chiarezza una serie di elementi critici: mancanza di collaborazione, carichi di lavoro eccessivi, assenza di riconoscimenti, disorganizzazione, stress, scarsa flessibilità, retribuzione inadeguata, mancanza di crescita personale e orari poco sostenibili.

Dal canto loro, gli HR tendono a inquadrare il problema in una prospettiva più ampia, attribuendo un peso rilevante a fattori di contesto come l’incertezza economica globale e la convivenza intergenerazionale, ritenuta una delle sfide più complesse da gestire

Un ulteriore segnale del disallineamento tra HR e lavoratori emerge nella valutazione delle azioni effettivamente messe in campo rispetto al passato. L’unico elemento su cui entrambi concordano è l’ascolto attivo dei bisogni. Le maggiori discrepanze emergono sulle iniziative per favorire lo scambio di competenze tra generazioni: il 41% degli HR afferma che siano state introdotte, ma solo il 19% dei lavoratori sostiene di averne visto traccia. Curiosamente, accade il contrario sul fronte dell’inclusività: il 31% dei lavoratori ritiene che siano state attivate azioni specifiche a riguardo, contro appena il 23% degli HR.

Numeri che parlano chiaro: la direzione imboccata dalle imprese va nella giusta direzione, ma manca ancora una piena sintonia con ciò che i lavoratori sentono, vivono e si aspettano.

scarica l'ultima edizione dell'HR Trends & Salary Survey di Randstad Professional Leaders Search & Selection.

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il ruolo dell’HR Manager.

Alla luce di questi dati, è evidente come la figura dell’HR Manager acquisisca una sempre maggiore rilevanza strategica per le aziende, diventando un attore centrale nel plasmare e guidare l'evoluzione aziendale.

Un ruolo che, sempre più, deve evolvere da una funzione principalmente gestionaleamministrativa a una più strategica, con la responsabilità di innescare il cambiamento e promuovere l'innovazione in azienda.

Questo significa presidiare una pluralità di ambiti operativi che vanno ben oltre la semplice gestione del personale. Cosa fa l’HR Manager? Le sue responsabilità oggi si articolano in diverse aree chiave, fondamentali per la crescita aziendale: 

  • definizione di politiche di gestione delle risorse umane coerenti con gli obiettivi di business;
  • promozione di interventi mirati a rafforzare l’engagement, la cultura interna e l’efficacia dei processi;
  • valorizzazione e crescita dei talenti, attraverso percorsi di sviluppo e piani di successione mirati;
  • conformità normativa, per garantire che l’azienda operi sempre nel rispetto delle leggi sul lavoro.

Per gli HR Manager, in particolare, diventa fondamentale riuscire a trovare un raccordo con la percezione dei lavoratori sui temi realmente rilevanti per loro.

Il focus principale, quindi, si sposta verso la valorizzazione dei dipendenti che costituiscono il nucleo dell'azienda. Ora più che mai, le competenze HR devono enfatizzare lo sviluppo di un’employee experience personalizzata, che non solo ingaggi ma anche valorizzi ogni singolo dipendente, promuovendo un ambiente lavorativo che sia al contempo produttivo e gratificante.

le competenze dell’HR Manager.

In un momento storico in cui le imprese si trovano a fronteggiare cambiamenti continui, innovazioni tecnologiche, trasformazioni culturali e ridefinizione delle priorità strategiche, il ruolo dell’HR Manager non può più essere interpretato secondo modelli del passato. 

La complessità del presente richiede figure capaci di coniugare visione strategica e comprensione profonda delle dinamiche umane, guidando l’organizzazione in modo consapevole, agile e coerente con i nuovi paradigmi del lavoro.

Sebbene il contesto, le dimensioni aziendali e il settore possano influenzare le responsabilità operative di ciascun HR Manager, esiste un nucleo di competenze che rimane trasversale e imprescindibile per ricoprire efficacemente questo ruolo.

Le skills HR oggi richieste sono il risultato di una crescente integrazione tra dimensione analitica e sensibilità umana, tra visione strategica e capacità operativa, tra approccio etico e orientamento al risultato.

Tra le competenze indispensabili per affrontare le sfide attuali nella gestione delle risorse umane, troviamo:

  • agilità e flessibilità;
  • Capacità di analisi e interpretazione dei dati;
  • capacità comunicative;
  • empatia;
  • senso etico;
  • capacità di fornire feedback costruttivi e orientati alla crescita;
  • conoscenza delle normative e dei trend del mercato del lavoro;
  • capacità di lavorare in team;
  • intuito e problem solving;
  • leadership.

Nei paragrafi che seguono approfondiremo nel dettaglio le principali skills delle Risorse Umane, per comprendere come si declinano nella pratica quotidiana e perché rappresentano leve strategiche per il successo di un HR Manager.

1. agilità e flessibilità.

L’agilità e la flessibilità sono soft skills irrinunciabili. In un contesto in cui i modelli organizzativi evolvono rapidamente, la tecnologia cambia il modo di lavorare e le aspettative dei lavoratori si fanno sempre più complesse, la capacità di adattarsi non è più un plus, ma una condizione essenziale.

Essere agili non significa soltanto reagire velocemente agli imprevisti, ma anche saper anticipare scenari futuri, ricalibrare le priorità operative e affrontare le transizioni con lucidità. Allo stesso modo, la flessibilità permette di uscire da schemi rigidi e trovare soluzioni su misura, anche in contesti ad alta incertezza o in momenti di discontinuità organizzativa.

Possedere una mentalità aperta al cambiamento e sapersi adattare a nuovi contesti e sfide può rivelarsi decisivo, soprattutto in un contesto come quello attuale, in cui le aspettative e le necessità dei lavoratori sono in continua evoluzione.

2. capacità di analisi e interpretazione dei dati.

La tecnologia sta assumendo un ruolo sempre più predominante nelle strutture aziendali odierne, influenzando profondamente anche la gestione delle risorse umane.

Le competenze analitiche diventano strumenti essenziali per:

  • comprendere e interpretare grandi moli di dati e analizzare i trend ad essi correlati e il contesto in cui si opera;
  • prendere decisioni informate e impostare obiettivi SMART;
  • identificare punti di forza e debolezza e colmare le lacune.

Dotarsi di adeguate competenze analitiche consente ai responsabili HR non solo di migliorare l'esperienza dei dipendenti, ma anche di illustrare ai leader aziendali come l'approccio basato sui dati (data-driven) possa trasformare radicalmente la gestione del personale, rendendo le decisioni più informate e strategiche.

3. capacità comunicative.

I responsabili delle risorse umane si trovano a interagire quotidianamente con una vasta gamma di persone, dai candidati in fase di selezione ai membri del team dirigenziale.

In questo contesto, l’HR Manager deve possedere ottime competenze comunicative, sia scritte che verbali. Le skills HR in ambito comunicativo sono fondamentali per assicurarsi che le politiche aziendali siano chiaramente articolate e facilmente comprensibili. È essenziale, infatti, che i dipendenti percepiscano un autentico impegno da parte dell'azienda verso il loro benessere e sviluppo professionale.

Più in generale, molte responsabilità inerenti a questo ruolo richiedono un uso accurato e sensibile delle parole, che diventano strumenti vitali durante processi come le interviste ai candidati, la conduzione di presentazioni e la gestione efficace delle situazioni conflittuali.

L’elemento principale della comunicazione efficace per un HR Manager risiede nella trasparenza. Ad esempio, se l’azienda sta attraversando un periodo di ristrutturazione o riduzione della forza lavoro, è bene comunicarlo tempestivamente ai dipendenti, sia verbalmente che per iscritto.

Anche in assenza di tutti i dettagli, i dipendenti devono essere costantemente aggiornati sugli sviluppi in corso: questi non devono trovarsi nella condizione di formulare ipotesi o di interrogarsi su cosa stia accadendo.

Una comunicazione trasparente e onesta non solo costruisce un rapporto di fiducia e lealtà con il team, ma si configura anche come un fattore chiave per favorire la produttività sul lavoro e il successo aziendale.

Saper comunicare in modo efficace non è solo una delle skills delle Risorse Umane più importanti, ma è ciò che permette a un HR Manager di guidare la gestione del personale con credibilità e autorevolezza.

4. empatia.

Nella maggior parte delle aziende, l’HR manager è visto come una persona affidabile alla quale i dipendenti possono rivolgersi per consigli o chiarimenti.

I migliori HR Manager lasciano sempre la “porta aperta” e creano un'atmosfera accogliente che incoraggi i dipendenti a sentirsi al sicuro e apprezzati. L'empatia funge da catalizzatore per costruire fiducia: qualunque sia il contenuto della comunicazione è fondamentale manifestare consapevolezza e sensibilità verso i sentimenti dei dipendenti per instaurare rapporti basati sul rispetto reciproco.

La chiave per esprimere autentica empatia e comprensione risiede, innanzitutto, nell'essere ottimi ascoltatori.

Consideriamo, ad esempio, un dipendente che si avvicina all'HR Manager per discutere delle difficoltà nel bilanciare le esigenze lavorative e familiari. Potrebbe organizzare un incontro, durante il quale esporre delle possibili soluzioni ai suoi dilemmi, proponendo una riorganizzazione del lavoro, una maggiore flessibilità oraria o altre strategie per gestire meglio la situazione.

In queste circostanze, piuttosto che mostrare di avere la risposta a tutte le domande, un buon HR Manager dovrebbe essere in grado di ascoltare attivamente e analizzare la situazione dal punto di vista del dipendente, prima di offrire una soluzione.

Come evidenziato dall’HR Trends & Salary Survey, gli HR riconoscono che l’ascolto attivo è una leva fondamentale per orientare in modo più efficace le strategie di miglioramento. La ricerca sottolinea inoltre che, rispetto al passato, proprio l’ascolto attivo dei bisogni è la pratica più implementata e riconosciuta sia dal management che dai lavoratori. Un segnale certamente incoraggiante.

5. senso etico.

Gli HR Manager hanno accesso a una quantità significativa di informazioni sensibili relative alla vita personale e professionale dei dipendenti. 

Tutte le questioni che riguardano il capitale umano devono essere gestite con assoluta discrezione. Le informazioni devono essere condivise soltanto con persone autorizzate, mettendo sempre il benessere dei talenti al primo posto.

È imperativo evitare ogni forma di negligenza in questo ambito; eventuali sviste o errori non solo possono minare la fiducia dei dipendenti, ma rischiano di innescare complesse ripercussioni legali. Operando con un forte senso etico, gli HR Manager possono preservare e potenziare la fiducia all'interno dell'azienda, cementando una cultura di rispetto e sicurezza.

6. capacità di fornire feedback costruttivi e orientati alla crescita.

Tra le competenze HR più rilevanti per la crescita delle persone e delle organizzazioni rientra la capacità di fornire feedback efficaci. Non si tratta semplicemente di valutare le prestazioni, ma di instaurare un dialogo continuo che aiuti i dipendenti a comprendere i propri punti di forza e le aree di miglioramento.

Un HR Manager che sa dare feedback in modo costruttivo e rispettoso favorisce un clima di fiducia, aumenta la motivazione e contribuisce al consolidamento di una cultura aziendale basata sull’apprendimento continuo. 

Fornire feedback non significa semplicemente correggere gli errori, ma valorizzare ciò che funziona e indicare con chiarezza quali competenze devono essere potenziate per raggiungere gli obiettivi individuali e collettivi.

In questo senso, la capacità di fornire feedback è strettamente legata alla gestione delle performance: un feedback efficace è il punto di partenza per definire nuovi traguardi, riallineare le aspettative e promuovere attività di formazione e piani di sviluppo delle competenze coerenti con il potenziale delle persone. 

Quando il feedback viene fornito con regolarità, trasparenza e attenzione all’interlocutore, diventa uno strumento strategico per trattenere le persone, prevenire situazioni di disagio e rafforzare il senso di appartenenza.

7. conoscenza delle normative e dei trend del mercato del lavoro.

Un buon HR Manager è anche un punto di riferimento competente per tutto ciò che riguarda norme contrattuali sul lavoro e dinamiche occupazionali. In un contesto in cui le leggi cambiano con rapidità e le tendenze e le ultime novità del mercato del lavoro influenzano strategie e priorità aziendali, la capacità di interpretare correttamente il quadro normativo e i cambiamenti in atto diventa un requisito essenziale.

Le competenze delle Risorse Umane includono oggi una solida conoscenza delle norme che regolano il mondo del lavoro. Si tratta di un ambito complesso e in costante aggiornamento, che richiede all’HR Manager la capacità di aggiornarsi costantemente, applicare con precisione le disposizioni vigenti e intervenire con tempestività, garantendo la correttezza delle procedure e il pieno rispetto delle regole.

Allo stesso tempo, conoscere le tendenze del mercato del lavoro consente di anticipare i bisogni futuri dell’organizzazione, aggiornare le skills HR richieste e costruire piani di sviluppo coerenti con il mondo esterno. 

8. capacità di lavorare in team.

Per rispondere alla domanda “cosa fa l’HR Manager?”, occorre anche considerare il suo ruolo attivo nel costruire team uniti, responsabili e capaci di affrontare insieme le sfide del cambiamento.

Tra le skills HR più importanti c’è infatti la capacità di lavorare in team. L’HR Manager opera quotidianamente a contatto con funzioni diverse, interfacciandosi con il top management, i team operativi, i reparti amministrativi e gli stakeholder esterni. Non può agire in modo isolato: deve favorire connessioni, creare ponti e facilitare il lavoro di squadra, sia all’interno della funzione HR che tra le varie aree aziendali.

Ma non basta saper collaborare: è fondamentale anche saper promuovere la coesione di gruppo, soprattutto in contesti complessi. L’HR Manager deve essere in grado di leggere le dinamiche relazionali, cogliere segnali di disallineamento, risolvere conflitti e sostenere attivamente la costruzione di un clima positivo e partecipativo.

In quest’ottica, tra le competenze delle Risorse Umane più attuali rientra la capacità di creare le condizioni per un ambiente di lavoro inclusivo, dove ogni persona si senta valorizzata, rispettata e parte integrante del gruppo.

9. intuito e problem solving.

Spesso l’HR Manager si trova a dover prendere decisioni rapide in contesti ad alta complessità, senza avere tutte le informazioni a disposizione. È in questi momenti che entrano in gioco due skills HR determinanti: intuito e problem solving.

L’intuito permette di leggere tra le righe e intercettare segnali deboli che potrebbero sfuggire a un’analisi più superficiale. È una dote che si affina con l’esperienza e con la capacità di osservare le dinamiche organizzative con attenzione.

Il problem solving, invece, riguarda la capacità concreta di risolvere i problemi in modo strutturato: analizzare la situazione, individuare le cause reali, valutare le opzioni disponibili e agire in modo tempestivo ed efficace. 

10. leadership.

Guidare non significa semplicemente dare direttive, ma saper ispirare, coinvolgere e creare le condizioni affinché le persone possano esprimere al meglio il proprio potenziale. Per questo, la leadership è una delle competenze HR più rilevanti, soprattutto in un contesto in cui il benessere organizzativo, l’engagement e l’equilibrio tra performance e risultati attesi diventano temi centrali.

Un HR Manager con una leadership forte è in grado di agire come punto di riferimento autorevole e credibile, capace di orientare le scelte aziendali con visione e responsabilità. Ma è anche una figura che sa mettersi in ascolto e accompagnare il cambiamento, promuovendo una cultura aziendale fondata su valori condivisi e obiettivi comuni.

Oggi, le skills delle Risorse Umane legate alla leadership includono la capacità di costruire fiducia, stimolare la partecipazione, facilitare il dialogo tra funzioni diverse e gestire con equilibrio la complessità.

Saper esercitare una leadership efficace significa anche supportare lo sviluppo dei talenti, valorizzare le diversità e creare contesti in cui l’autonomia e la responsabilità individuale possano emergere.

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conclusioni.

Le competenze HR passate in rassegna nei paragrafi precedenti sono fondamentali per affrontare con successo le sfide legate al ruolo dell’HR Manager. Tuttavia, la rilevanza strategica di ciascuna skill può variare in base al contesto.

Ciò che conta, per tutti coloro che operano come HR Manager, è la predisposizione all’apprendimento continuo. Le skills delle Risorse Umane, infatti, devono essere aggiornate ed evolvere di pari passo con le trasformazioni del mercato del lavoro e i lavoratori, che sono portatori di bisogni sempre nuovi e sempre più esigenti.

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