Il congedo mestruale è un permesso mensile che consente alle donne di assentarsi dal lavoro durante il periodo del ciclo mestruale, in caso di sintomi gravi o debilitanti, senza perdere il diritto alla retribuzione o subire conseguenze sul piano professionale.
La sua applicazione è ancora oggetto di discussione in molti Paesi del mondo. In materia di congedo mestruale in Italia, non si tratta ancora di un diritto riconosciuto a livello nazionale, ma alcune aziende hanno deciso di attuarlo autonomamente nell'ambito del proprio piano di welfare aziendale, come misura di attenzione al benessere delle lavoratrici.
indice dei contenuti:
punti chiave da ricordare:
- il congedo mestruale è un permesso che consente di assentarsi dal lavoro per alcuni giorni al mese in caso di dismenorrea invalidante, senza dover ricorrere ai giorni di malattia e senza perdere la retribuzione
- in Italia non è ancora un diritto riconosciuto per legge: dal 2016 si sono susseguite più proposte parlamentari, nessuna delle quali è stata convertita in legge
- il testo oggi in discussione è la proposta di legge C. 1523, che prevede fino a tre giorni al mese retribuiti al 100%, con certificazione medica e senza conteggio nel periodo di comporto per malattia
- in assenza di una norma nazionale, sono le singole aziende a introdurre il congedo su base volontaria all'interno del proprio piano di welfare aziendale
- la Spagna è il primo Paese europeo ad averlo riconosciuto per legge, mentre in Asia esistono da decenni modelli molto diversi tra loro, dal Giappone senza limite di giorni ma non retribuito a Taiwan con tre giorni al 50%
cos'è il congedo mestruale: definizione e significato.
Il congedo mestruale riguarda la possibilità per le donne di assentarsi dal lavoro per alcuni giorni al mese durante il ciclo mestruale, in presenza di sintomi dolorosi o debilitanti che impediscono lo svolgimento delle normali attività lavorative.
Questa misura tiene conto dei disagi fisici ed emotivi che molte donne sperimentano a causa della dismenorrea, una condizione che si manifesta con dolore intenso e crampiforme nel basso ventre, che può presentarsi prima o durante le mestruazioni.
Oltre che dal dolore addominale, la dismenorrea può essere accompagnata da una serie di altri sintomi, tra cui nervosismo, diarrea, lombalgia, tensione mammaria, nausea, capogiri e svenimenti.
Le donne che soffrono di questa disfunzione, nei Paesi in cui il congedo per ciclo mestruale non è ancora un diritto, sono costrette a fruire dei giorni di malattia per far fronte alla sintomatologia dolorosa, utilizzando un certificato medico rilasciato dal proprio medico curante.
Oggetto di discussione è proprio la disparità di trattamento rispetto agli uomini e alle donne che hanno un ciclo mestruale meno problematico: usare giorni di malattia per assentarsi dal lavoro a causa dei dolori mestruali può rappresentare un limite, sia in termini economici sia di percezione del proprio ruolo professionale.
congedo mestruale in Italia: cosa prevede la legge.
Quando si parla di congedo mestruale italia, attualmente non esiste una legge dello Stato che regoli questa misura, anche se nel corso degli anni sono state avanzate diverse proposte di legge per introdurla nell'ordinamento. Il tema è tornato al centro del dibattito politico, soprattutto in vista di una possibile congedo mestruale legge approvata entro il congedo mestruale 2026.
le proposte di legge sul congedo mestruale.
La prima proposta, recante "Istituzione del congedo per le donne che soffrono di dismenorrea", risale al 27 aprile 2016, quando fu presentata alla Camera dei Deputati da Mura, Sbrollini, Iacono e Rubinato.
Questa chiedeva che le donne affette da dismenorrea potessero usufruire di un congedo mestruale retribuito di massimo 3 giorni al mese, regolarmente pagati al 100%. La misura prevedeva che tale congedo fosse riservato alle sole lavoratrici dipendenti.
Per poter usufruire del congedo, le mestruazioni dolorose sarebbero dovute essere certificate da un medico specialista. Il testo specificava anche che il congedo non sarebbe stato equiparato ad altre forme di assenza dal lavoro, come la malattia.
La proposta di legge presentata nel febbraio 2023, recante "Introduzione di un congedo per le studentesse e le donne lavoratrici che soffrono di dismenorrea nonché disposizioni in materia di distribuzione gratuita di prodotti per l'igiene mestruale", riprende e amplia i contenuti della prima.
Il secondo dei tre articoli di cui si compone la suddetta proposta di legge è dedicato al congedo mestruale lavorativo e stabilisce che le lavoratrici che soffrono di dismenorrea hanno il diritto di assentarsi dal lavoro fino a 2 giorni al mese, con retribuzione piena, dietro presentazione di apposita certificazione medica.
Anche in questo caso, il congedo non è considerato assimilabile ad altre forme di assenza dal lavoro come la malattia e si applica alle lavoratrici con contratto subordinato o parasubordinato, a tempo determinato o indeterminato.
congedo mestruale 2026: verso una legge approvata?
Il testo oggi al centro del dibattito è la proposta di legge C. 1523, depositata alla Camera il 31 ottobre 2023 a prima firma di Marco Furfaro, che prevede fino a 3 giorni al mese di congedo mestruale retribuito al 100%, con contribuzione figurativa, certificazione medica annuale ed esclusione dell'assenza dal computo della malattia. Dopo oltre due anni di attesa, il 13 aprile 2026 è stata assegnata in sede referente alla XII Commissione Affari sociali della Camera. Si tratta di un passaggio dell'iter parlamentare e non di un'approvazione: a oggi non esiste ancora una legge approvata sul congedo mestruale e numero di giorni, requisiti e coperture possono ancora cambiare durante l'esame.
il dibattito italiano sul congedo mestruale.
Il dibattito sul congedo mestruale italia è ancora aperto. Alcuni sostengono che questa misura potrebbe migliorare la qualità della vita delle donne lavoratrici, consentendo loro di gestire meglio i dolori mestruali senza dover ricorrere ai giorni di malattia, e rappresenterebbe un passo importante in materia di benessere sul lavoro.
Altri, invece, esprimono alcune perplessità: secondo loro, la soluzione dovrebbe essere innanzitutto di tipo medico e terapeutico, soprattutto in caso di dismenorrea patologica. Inoltre, alcuni temono che riconoscere un congedo dedicato possa avere un effetto controproducente sulle scelte aziendali in fase di assunzione, alimentando forme di discriminazione di genere nel mercato del lavoro. (Potremmo inserire link all’articolo sulla parità salariale)
il ruolo delle aziende e del welfare aziendale.
Di fronte a questo vuoto legislativo, alcune aziende italiane hanno deciso di implementare il congedo per ciclo mestruale su base volontaria, all'interno delle proprie politiche di welfare aziendale e di employer branding.
Offrire questa possibilità dimostra attenzione al benessere delle proprie collaboratrici e può tradursi in benefici come un aumento della produttività, una maggiore retention dei talenti femminili e un miglior clima aziendale. Misure come il congedo parentale, lo smart working e il congedo mestruale retribuito stanno diventando leve sempre più importanti per attrarre e trattenere le persone in azienda.
congedo mestruale nel mondo: i Paesi che lo riconoscono.
Solo alcuni Paesi nel mondo prevedono il congedo mestruale, consentendo alle donne di assentarsi dal lavoro durante il periodo del ciclo mestruale, tra cui Giappone, Indonesia, Taiwan e Zambia.
La motivazione risiede nella cultura di questi Paesi, basata sulla credenza per cui il riposo durante le mestruazioni tuteli la natività e il mancato riposo in quei giorni potrebbe portare a complicazioni future per la fertilità.
congedo mestruale in Asia: Giappone, Indonesia e Taiwan.
In Giappone, il congedo mestruale è stato introdotto nel 1947 e prevede che le donne possano assentarsi dal lavoro per un numero illimitato di giorni, senza però ricevere alcuna retribuzione. Alcune aziende, su base volontaria, decidono di pagare comunque queste giornate, trasformandolo di fatto in un congedo mestruale retribuito.
In Taiwan, invece, sono garantiti fino a 3 giorni di congedo per ciclo mestruale al mese, equiparati ai giorni di malattia e retribuiti al 50%. In Zambia, le donne possono usufruire di 1 giorno al mese di congedo, senza obbligo di certificazione medica.
congedo mestruale in Spagna: il primo Paese europeo.
Per quanto riguarda i Paesi occidentali, la Spagna è il primo Paese in Europa ad aver introdotto il congedo mestruale con la "legge organica per la tutela dei diritti sessuali e riproduttivi e per l'interruzione volontaria di gravidanza".
La legge, in vigore dal 1° giugno 2023, garantisce alle donne lavoratrici che soffrono di dolori mestruali invalidanti fino a 3 giorni di congedo mestruale retribuito al mese, a carico della previdenza sociale, che eroga un'indennità pari al 60% della base di calcolo e non al 100% della retribuzione, previa presentazione di certificato medico. Il modello spagnolo rappresenta oggi il principale riferimento nel dibattito europeo sul congedo mestruale in italia.
Sebbene nella maggior parte del mondo il congedo mestruale non sia ancora riconosciuto come un diritto, sono sempre più numerosi i Paesi dove la misura sta cominciando ad essere applicata su iniziativa privata, in particolare nelle aziende più attente al benessere sul lavoro e all'equità di genere.