mobbing orizzontale: come gestire il clima aziendale

25/03/2016 13:26:24

Quello del mobbing, e in particolare del mobbing orizzontale, che indica comportamenti vessatori o aggressivi reiterati nel tempo perpetrati ai danni di un lavoratore da parte di colleghi di lavoro, è un fenomeno complesso su cui in Italia si sta iniziando a focalizzare l’attenzione, sia dal punto di vista psicologico che giuridico, da tempi relativamente recenti rispetto ad altri paesi europei. Mentre da un lato è necessario mettere a punto strategie per fronteggiarlo e prevenirlo, dall’altro se ne stanno ancora definendo i contorni in maniera più precisa, anche grazie all’aumento dei casi denunciati dai lavoratori.
Analizziamo in dettaglio quali sono gli aspetti che configurano mobbing orizzontale e quali sono le responsabilità del datore di lavoro in questi casi.

Come definire il mobbing orizzontale ai fini di una denuncia
Dal verbo inglese to mob che significa accerchiare, assalire, il fenomeno del mobbing orizzontale riguarda tutti quei lavoratori presi di mira dai propri colleghi con deliberati e reiterati atti di prevaricazione o persecuzione psicologica che non solo hanno un enorme impatto sulla persona che li subisce, ma possono essere a loro volta causa di atti inconsulti quali ad esempio le dimissioni.
Sembra, inoltre, che il fenomeno del mobbing orizzontale possa essersi acuito in tempi di crisi e di maggiore competitività tra i lavoratori. Tuttavia, non solo non esiste ancora in Italia (a differenza di Germania e paesi scandinavi) una legislazione specifica che affronti il tema del mobbing sul lavoro, ma proprio per quanto riguarda i comportamenti vessatori da parte di colleghi di lavoro, non è semplice riuscire a costruire un quadro probatorio chiaro dei vari casi. In particolare, secondo alcune recenti sentenze espresse dalla Corte di Cassazione, vi sarebbero alcune condizioni da soddisfare perché si possa parlare effettivamente di mobbing. Ad esempio:

- Gli episodi lesivi e vessatori devono avvenire sul luogo di lavoro
- Questo tipo di comportamenti deve essere protratto nel tempo e non occasionale
- Deve essere dimostrato un intento persecutorio consapevole
- Deve essere mostrato un certo sviluppo nella vicenda, dalle prime fasi del conflitto allo sviluppo di sintomi nella vittima che ne minaccino lo stato di salute e ne precludano la possibilità di continuare il lavoro

Responsabilità del datore di lavoro
Il mobbing orizzontale compromette il clima aziendale e ha un grande impatto anche sulla qualità e sul raggiungimento di risultati e obiettivi. Per questo l’azienda non può che essere coinvolta nell’affrontare eventuali casi di mobbing orizzontale con gli strumenti più adatti.
In particolare, secondo l’art. 2087 c.c., il datore di lavoro è soggetto per contratto a obblighi di protezione nei confronti del dipendente. In altre parole, tra le sue responsabilità vi è quella di assicurarsi della salute e integrità psicologica dei dipendenti sul luogo di lavoro e, soprattutto, di vigilare sul loro comportamento. Se ciò non dovesse accadere, in casi di mobbing orizzontale accertato, si rischia di incorrere in un procedimento per risarcimento dei danni provocati. In questi casi, è utile ricordare che i termini di prescrizione dell’azione di responsabilità dell’azienda decorrono sempre a partire dall’ultimo episodio di mobbing subito e non dal primo. In tal modo è garantita la possibilità che qualunque degli episodi subiti, anche l’ultimo, sia potenzialmente causa di lesioni autonome del diritto del lavoratore a essere protetto, e, dunque, idoneo a motivare una richiesta di risarcimento.