La carenza di commercialisti e contabili si sta trasformando in una vera e propria “crisi” per le organizzazioni, non solo a livello locale, bensì in tutto il mondo. La scarsità di questi professionisti, infatti, sta obbligando i team della finanza a ridisegnare le modalità in cui operano e pianificano il futuro.
La poca attrattività del settore, le prospettive di crescita poco chiare e le evoluzioni tecnologiche rendono il calo di commercialisti una sfida complessa per il settore finanziario, nonché un costo oneroso (e spesso nascosto) per le organizzazioni.
indice
- come si presenta oggi la “crisi” di commercialisti e contabili.
- gli effetti della carenza di commercialisti e contabili.
- i costi operativi nascosti della “crisi” di commercialisti e contabili.
- i costi strategici che (forse) stai trascurando.
- affrontare la carenza di commercialisti e contabili: da dove partire.
punti chiave da ricordare.
- la carenza di commercialisti e contabili è un fenomeno sempre più presente a livello globale
- i costi nascosti della cosiddetta “crisi” di commercialisti e contabili riguardano sia la produttività e il benessere del team, sia le opportunità di crescita e innovazione del business
- per far fronte alla carenza di commercialisti e contabili non basta pensare a strategie di reazione alla talent scarcity: è necessario pensare a nuovi modelli di lavoro
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invia una richiestacome si presenta oggi la “crisi” di commercialisti e contabili.
Secondo il rapporto annuale 2025 della Fondazione Nazionale dei Dottori Commercialisti, il numero di professionisti iscritti all’Albo è diminuito dello 0,4% nel 2024. Ma ciò che sorprende di più è il calo del numero di praticanti: le iscrizioni al registro del tirocinio sono diminuite del 5,7% rispetto al 2023 e, in media, solo un terzo prosegue e conclude il percorso di abilitazione rispetto a 18 anni fa.
La “crisi” di commercialisti non è un fenomeno solo italiano. Circa il 72% delle aziende tedesche fatica a trovare professionisti in contabilità, mentre negli Stati Uniti sono più di 300.000 i contabili che hanno lasciato il proprio lavoro negli ultimi anni. Allo stesso tempo, un numero sempre minore di laureati sceglie di diventare commercialista, con la Generazione Z che mostra un interesse più basso per i ruoli tradizionali nella finanza. In tutta Europa, le aziende stanno cercando talenti all’estero per coprire posizioni essenziali. Ad esempio, nei Paesi Bassi l’assunzione di contabili stranieri è aumentata.
Questi fenomeni sono il risultato di un settore che appare sempre meno attrattivo. Le cause di questa “crisi” di commercialisti si possono riscontrare, infatti, nel costo elevato e nella lunga durata dei percorsi formativi, in una fase iniziale di carriera poco remunerativa e nella competizione elevata tra studi contabili e aziende.
Tuttavia, non si tratta di fluttuazione di breve periodo: la carenza di contabili e commercialisti rappresenta un cambiamento strutturale nel modo in cui verrà organizzato e svolto il lavoro nella finanza.
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scarica il calcolatoregli effetti della carenza di commercialisti e contabili.
Per molte organizzazioni, gli effetti della “crisi” di commercialisti e contabili sono già visibili: i cicli di chiusura di fine mese si allungano, la preparazione alla revisione appare affrettata e gli straordinari diventano la norma.
Un team che prima dedicava tempo all’analisi e alla pianificazione, ora è oberato dal lavoro operativo. Inoltre, in Europa questa pressione è amplificata dal reporting ESG previsto dalla CSRD. Il carico normativo e burocratico legato ai dati sulla sostenibilità, infatti, richiede nuove competenze che molte organizzazioni non hanno.
L’impatto della carenza di figure contabili è anche culturale, in quanto i team si trovano a sostenere carichi di lavoro sempre più alti con il rischio sempre più elevato di burnout. Anche se la ricerca di professionisti in contabilità è continua, i tempi di assunzione sono molto lunghi e spesso le aziende sono costrette a rimandare i loro progetti di modernizzazione della funzione finanziaria.
La “crisi” dei commercialisti non riguarda solo ruoli senior. Anche le posizioni junior del settore finanziario stanno diventando sempre più difficili da coprire. Questo genera una crescente difficoltà nel ricambio generazionale nelle funzioni contabili: quando meno professionisti intraprendono questa carriera, i contabili più esperti sono costretti a dedicare più tempo ad attività operative anziché alla formazione trasversale e a progetti strategici.
Il risultato è un divario sempre più ampio tra le competenze finanziarie richieste dalle organizzazioni e i talenti disponibili. Ma come far fronte alla carenza di contabili e commercialisti? La soluzione non riguarda solo il numero di persone, ma considera la progettazione stessa del lavoro in ambito finanziario e contabile.
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scarica il calcolatorei costi operativi nascosti della “crisi” di commercialisti e contabili.
Un dipartimento finanziario sotto organico non si limita a rallentare la produzione di report, revisioni e riconciliazioni, ma può generare frizioni in tutta l’organizzazione. Il costo nascosto portato dalla carenza di contabili e commercialisti riguarda l’operatività, i requisiti di compliance e la cultura, generando un impatto negativo sulla performance generale.
calo della produttività e rischio burnout.
Il calo di contabili e commercialisti nei team finanziari determina un aumento importante del carico di lavoro. Le chiusure di fine mese e le revisioni diventano uno sforzo collettivo che coinvolge tutti, dettando un ritmo frenetico. Tutto ciò, favorisce fenomeni di burnout e aumenta il turnover, riducendo ulteriormente la capacità operativa.
Ricercare e assumere contabili e commercialisti qualificati può costare all’organizzazione da 6 a 9 mesi del suo stipendio, considerando i tempi di selezione, formazione e la perdita di produttività.
aumento del rischio di errore umano.
La stanchezza e lo stress fanno crescere la probabilità di commettere errori. Un valore errato in una previsione o una spesa classificata male può generare lavoro aggiuntivo per i team e persino danneggiare la reputazione dell’azienda. Un impatto con un costo decisamente superiore rispetto all’assunzione di un contabile in più.
rischi di conformità e revisione.
Le normative finanziarie si evolvono rapidamente, dai cambiamenti fiscali alla rendicontazione ESG. Team di commercialisti e contabili che si affidano a processi manuali rischiano di non tenere il passo con le evoluzioni del mercato, commettendo errori nelle dichiarazioni. Inoltre, il mancato rispetto dei requisiti di conformità comporta spesso sanzioni e rischi reputazionali.
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scarica il calcolatorei costi strategici che (forse) stai trascurando.
I costi operativi non sono gli unici effetti negativi della “crisi” dei commercialisti e dei contabili. Dal punto di vista strategico, la carenza di personale in questo settore potrebbe influenzare la crescita e l’innovazione della tua organizzazione. Vediamo come.
impossibilità di scalare e crescere.
Un team finanziario che fatica a gestire i carichi di lavoro diventa un vero e proprio collo di bottiglia per l’espansione. Iniziative come fusioni, ingresso in nuovi mercati o il lancio di nuovi prodotti dipendono da una modellizzazione accurata e da reportistica scalabile. Senza le capacità necessarie, le decisioni strategiche si bloccano e le opportunità sfumano.
mancanza di visione strategica.
Commercialisti e contabili sono formati per analizzare i dati e guidare la strategia dell’organizzazione. Tuttavia, quando il loro tempo viene assorbito da attività manuali come riconciliazioni e inserimento dati, il loro valore strategico va perso. I leader si trovano così a prendere decisioni basate su informazioni incomplete, indebolendo la competitività.
perdita di coinvolgimento tra i nuovi talenti.
La carenza di commercialisti e contabili mette le organizzazioni di fronte a una sfida ormai consolidata: trattenere la nuova generazione di talenti. I giovani della Gen Z si aspettano un lavoro significativo, potenziato dalla tecnologia e con prospettive di crescita chiare. Se si ritrovano in ambienti di lavoro poco dinamici e attrattivi, con elevati livelli di operatività, è più probabile che decidano di lasciare il lavoro, aggravando ulteriormente la “crisi” dei commercialisti e contabili.
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scarica il calcolatoreaffrontare la carenza di commercialisti e contabili: da dove partire.
La carenza di commercialisti e contabili non riguarda semplicemente il reperimento di nuovi talenti, ma richiede di ripensare completamente il modo in cui viene gestita la funzione finanziaria.
In questo, la tecnologia può essere di grande supporto. L’intelligenza artificiale può velocizzare l’inserimento dei dati, mentre l’automazione e gli strumenti digitali possono facilitare le riconciliazioni e la reportistica, riducendo sensibilmente il carico di lavoro manuale.
Tuttavia, queste soluzioni generano valore solo se affiancate da strategie orientate alle persone: potenziando le competenze della squadra, ridefinendo i ruoli e creando percorsi di carriera che trasformino la funzione finanziaria da operativa a strategica.
La chiave è cercare il giusto equilibrio tra competenze “umane” e tecnologia avanzata. L’obiettivo non è sostituire le persone con gli strumenti, ma permettere loro di generare un impatto più strategico.
Affrontando i costi nascosti della “crisi” di commercialisti e della carenza di contabili, le organizzazioni possono andare oltre le semplici strategie di reazione alla talent scarcity e costruire una forza lavoro pronta per una crescita resiliente e duratura.
come Randstad può supportarti a superare la carenza di contabili.
In questo scenario complesso, Randstad Finance si pone come il partner strategico ideale per le aziende che devono affrontare la crisi di commercialisti e contabili.
Non ci limitiamo a fornire personale, ma supportiamo le imprese nell’implementazione del nuovo modello operativo basato sulle competenze. Grazie a una conoscenza capillare del mercato italiano e a database proprietari, individuiamo i professionisti con il "digital mindset" necessario per governare l'automazione.
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