La certificazione della parità di genere è un riconoscimento che attesta l’impegno concreto di un’azienda nel ridurre il divario di genere. Si basa sulla prassi di riferimento UNI/PdR 125, che definisce indicatori misurabili e un sistema di valutazione affidato a un ente terzo. Ottenerla significa dimostrare, dati alla mano, politiche eque in materia di assunzioni, crescita, retribuzione e conciliazione.
In questo articolo vediamo cos’è la certificazione della parità di genere e cosa prevede lo standard UNI/PdR 125, quali sono i requisiti e le aree di valutazione, quali incentivi e vantaggi offre e come ottenerla passo dopo passo. Analizziamo poi il legame con la cultura aziendale e come noi di Randstad affianchiamo le aziende nel costruire ambienti di lavoro più inclusivi.
indice dei contenuti
punti chiave da ricordare.
- La certificazione della parità di genere attesta con dati misurabili l’impegno di un’azienda nel ridurre il divario di genere.
- Si basa sulla prassi di riferimento UNI/PdR 125, che definisce sei aree di valutazione e una serie di indicatori misurabili.
- La valutazione è affidata a un ente di certificazione terzo e richiede il superamento di un punteggio minimo complessivo.
- Tra gli incentivi previsti dalla normativa ci sono un esonero contributivo e premialità nella partecipazione agli appalti pubblici.
- I vantaggi vanno oltre gli incentivi, con effetti positivi su reputazione, employer branding e capacità di attrarre talenti
- La certificazione è efficace quando si inserisce in una cultura aziendale realmente orientata alla diversità e all’inclusione.
cos’è la certificazione della parità di genere.
La certificazione della parità di genere è uno strumento che consente alle aziende di misurare e dimostrare il proprio impegno nel garantire pari opportunità tra donne e uomini. Non si basa su dichiarazioni di intenti, ma su indicatori concreti verificati da un ente esterno, che ne garantisce l’affidabilità.
lo standard UNI/PdR 125 spiegato in breve.
Il riferimento è la prassi UNI/PdR 125, un documento tecnico che definisce le linee guida per un sistema di gestione della parità di genere. Lo standard individua sei aree di valutazione, che riguardano cultura e strategia, governance, processi di gestione delle risorse umane, opportunità di crescita e inclusione delle donne, equità retributiva e tutela della genitorialità e della conciliazione tra vita e lavoro.
Per ciascuna area sono previsti indicatori misurabili. L’azienda viene valutata sul raggiungimento di un punteggio complessivo minimo, che attesta la maturità del proprio sistema di gestione della parità.
perché riguarda l’employer branding.
La certificazione ha un impatto diretto sull’immagine dell’azienda come luogo di lavoro. In un mercato in cui le persone scelgono anche in base ai valori, dimostrare un impegno reale sulla parità rafforza l’attrattività verso i talenti.
Per questo la parità di genere è una leva di employer branding e si inserisce in una più ampia strategia di diversità e inclusione. Comunicare in modo trasparente i risultati raggiunti contribuisce a costruire una reputazione solida e coerente.
come costruire un ambiente di lavoro inclusivo.
scarica la guidai requisiti e le aree di valutazione.
Ottenere la certificazione richiede di soddisfare i requisiti definiti dallo standard nelle diverse aree di valutazione. Conoscerli in anticipo aiuta l’azienda a capire su quali aspetti concentrare gli interventi.
gli indicatori previsti dallo standard.
Lo standard UNI/PdR 125 prevede un insieme di indicatori distribuiti nelle sei aree di valutazione. Alcuni sono di tipo qualitativo, e riguardano ad esempio la presenza di politiche e procedure, altri di tipo quantitativo, e misurano dati come la composizione del personale per genere o i differenziali retributivi, che chiamano in causa anche il sistema di total reward dell’azienda.
A ogni indicatore è associato un peso. Il punteggio complessivo determina il raggiungimento della soglia minima necessaria per ottenere la certificazione, secondo il meccanismo definito dalla prassi di riferimento.
come viene misurata la parità in azienda.
La misurazione parte dalla raccolta di dati oggettivi sulla situazione dell’azienda, dalla presenza femminile nei diversi livelli fino alle politiche di conciliazione. Questi dati vengono confrontati con gli indicatori dello standard per individuare punti di forza e aree di miglioramento.
L’obiettivo non è solo fotografare la situazione, ma innescare un percorso di miglioramento continuo. Il monitoraggio nel tempo permette di verificare i progressi e di mantenere i risultati raggiunti, un aspetto essenziale per conservare la certificazione.
gli incentivi e i vantaggi per le aziende.
La certificazione della parità di genere non è solo un riconoscimento reputazionale. La normativa prevede incentivi concreti per le aziende certificate, a cui si aggiungono vantaggi competitivi meno immediati ma altrettanto rilevanti.
esonero contributivo e premialità negli appalti.
Tra gli incentivi previsti dalla normativa, in particolare dalla Legge 162 del 2021, c’è un esonero contributivo per le aziende in possesso della certificazione, gestito attraverso i canali dell’INPS. Si tratta di una riduzione dei contributi a carico dell’azienda, secondo le modalità e i limiti stabiliti di anno in anno dalle disposizioni ufficiali.
A questo si aggiunge una premialità nella partecipazione agli appalti pubblici e ai bandi, dove il possesso della certificazione può tradursi in un punteggio aggiuntivo. Per verificare importi ed entità aggiornati degli incentivi è sempre opportuno fare riferimento alle fonti ufficiali e alle circolari INPS in vigore.
impatto su reputazione e attrazione dei talenti.
Oltre agli incentivi, la certificazione produce vantaggi sul piano della reputazione. Un’azienda che dimostra un impegno concreto sulla parità rafforza la fiducia di clienti, partner e istituzioni e migliora la propria immagine complessiva.
L’effetto più significativo riguarda le persone. Un ambiente equo e inclusivo attrae e trattiene i talenti, aumenta il senso di appartenenza e riduce il rischio di perdere risorse di valore. In questo senso la certificazione è parte integrante di una strategia di diversity management.
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Con il team di Randstad Enterprise Talent Advisory, affianchiamo le aziende in progetti di inclusione aziendale e valorizzazione della diversità, attraverso uno studio delle best practice internazionali e partnership con importanti organizzazioni del settore.
scopri di piùcome ottenere la certificazione passo dopo passo.
Ottenere la certificazione della parità di genere è un percorso strutturato che coinvolge tutta l’organizzazione e si inserisce spesso in una più ampia strategia di sostenibilità aziendale. Conoscerne le tappe aiuta a pianificarlo in modo realistico e a evitare gli ostacoli più comuni.
preparazione, audit e mantenimento.
Il percorso si sviluppa in alcune fasi principali.
- Analisi iniziale. Si valuta la situazione dell’azienda rispetto agli indicatori dello standard, per individuare i divari da colmare.
- Preparazione. Si definiscono e si implementano politiche, procedure e sistemi di monitoraggio, coinvolgendo la direzione e le funzioni interessate.
- Audit di certificazione. Un ente di certificazione accreditato e terzo verifica il rispetto dei requisiti e il raggiungimento del punteggio minimo.
- Mantenimento. Dopo il rilascio, la certificazione richiede verifiche periodiche e un monitoraggio continuo per confermare i risultati nel tempo.
errori da evitare nel percorso.
L’errore più frequente è affrontare la certificazione come un adempimento formale, concentrandosi solo sui documenti senza un reale cambiamento organizzativo. Un altro è sottovalutare l’importanza della raccolta dei dati, che è la base di tutto il sistema di valutazione.
Va evitato anche un percorso guidato solo dalla funzione HR, senza il coinvolgimento della direzione e delle altre aree. La parità di genere riguarda l’intera azienda, e un impegno percepito come isolato difficilmente produce risultati duraturi.
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La certificazione è un traguardo importante, ma da sola non basta. Il suo valore reale dipende dalla capacità dell’azienda di integrare la parità di genere nella propria cultura organizzativa, trasformandola in un modo di operare quotidiano e non in un obiettivo isolato.
come integrarla nelle politiche di diversity e inclusione.
La parità di genere è una componente di una strategia più ampia di diversity, equity e inclusion. Integrarla in questo quadro significa affrontare in modo coerente tutte le dimensioni della diversità, evitando interventi frammentati e poco efficaci.
In pratica, questo comporta rivedere i processi di selezione e crescita, garantire equità retributiva, promuovere la conciliazione tra vita e lavoro e favorire una leadership inclusiva. Sono azioni che rendono la parità un valore vissuto, capace di sostenere nel tempo i risultati certificati.
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Noi di Randstad affianchiamo le aziende che vogliono ridurre il divario di genere e costruire ambienti di lavoro più equi. Ti aiutiamo ad analizzare la situazione di partenza, a definire politiche e processi HR inclusivi e a sviluppare la cultura necessaria per sostenere il cambiamento.
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