Stai pensando di lavorare in sanità ma non sai da dove partire? Le professioni sanitarie rappresentano una delle strade più concrete per entrare nel mondo del lavoro con un impiego stabile e richiesto. Parliamo di infermieri, fisioterapisti, tecnici di laboratorio, logopedisti e molte altre figure che ogni giorno tengono in piedi il sistema sanitario italiano. Il problema? L’accesso è a numero chiuso, il test di professioni sanitarie si tiene una volta l’anno e la concorrenza è alta, ogni anno oltre 70.000 candidati si sfidano per un numero limitato di posti.

Se non ti prepari con metodo, rischi di perdere un anno intero. Non perché il test sia impossibile, ma perché senza un piano chiaro su date, materie e strategie di studio, ti ritrovi a rincorrere le scadenze invece di affrontarle. 

professioni sanitarie
professioni sanitarie

cosa sono le professioni sanitarie e quali sono.

Le professioni sanitarie sono tutte quelle attività professionali che si svolgono in ambito sanitario e che richiedono una laurea triennale specifica, abilitante all’esercizio della professione. In Italia sono riconosciute 23 professioni sanitarie, regolamentate dal Ministero della Salute e dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR). Non parliamo solo di infermieri, il ventaglio è ampio e copre aree molto diverse, dalla riabilitazione alla diagnostica, dall’ostetricia alla prevenzione nei luoghi di lavoro.

Per esercitare una professione sanitaria è obbligatorio superare il test di ammissione, completare il corso di laurea triennale (che include tirocini pratici) e iscriversi all’Albo professionale di competenza. La laurea ha valore abilitante, una volta conseguita puoi esercitare senza ulteriori esami di stato.

l’elenco completo per area: infermieristica, tecnica, riabilitazione e prevenzione.

Le professioni sanitarie si dividono in quattro classi di laurea:

Area infermieristica e ostetrica (L/SNT1): Infermieristica, Infermieristica pediatrica, Ostetricia. Sono i profili con il maggior numero di posti disponibili e la domanda più alta sul mercato del lavoro.

Area della riabilitazione (L/SNT2): Fisioterapia, Logopedia, Ortottica, Terapia occupazionale, Educazione professionale, Podologia, Tecnica della riabilitazione psichiatrica, Terapia della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva. Fisioterapia e Logopedia sono tra i corsi più selettivi in assoluto.

Area tecnica (L/SNT3): Tecniche di laboratorio biomedico, Tecniche di radiologia medica, Igiene dentale, Dietistica, Tecniche audioprotesiche, Tecniche audiometriche, Tecniche di neurofisiopatologia, Tecniche ortopediche, Tecniche di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare.

Area della prevenzione (L/SNT4): Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, Assistenza sanitaria.

sbocchi professionali e prospettive di lavoro.

Chi si laurea in una delle professioni sanitarie può lavorare in ospedali pubblici e privati, ambulatori, RSA, centri di riabilitazione, studi professionali, aziende sanitarie locali (ASL) e anche in libera professione. I concorsi pubblici nel Servizio Sanitario Nazionale (SSN) restano il canale di ingresso principale, ma negli ultimi anni le strutture private e le agenzie per il lavoro hanno aumentato la domanda di personale sanitario qualificato.

In Italia, nel settore delle professioni sanitarie abbiamo opportunità di lavoro concrete, soprattutto per chi è disposto a spostarsi tra regioni. Anche le figure tecniche e riabilitative registrano una domanda in crescita, spinta dall’invecchiamento della popolazione e dall’espansione dell’assistenza territoriale.

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il bando per l’ammissione: date, requisiti e iscrizione.

L’accesso ai corsi di laurea nelle professioni sanitarie è a numero programmato nazionale. Ogni anno il MUR pubblica un decreto che stabilisce la data del test, la struttura della prova e i criteri generali. I singoli atenei, poi, pubblicano i propri bandi con le informazioni su iscrizione, posti disponibili e formazione delle graduatorie.

quando escono i bandi e come iscriversi.

Il bando professioni sanitarie ministeriale viene pubblicato solitamente tra fine luglio e inizio agosto. Nel 2025 è uscito il 6 agosto e per il 2026 ci si aspetta tempistiche simili. Il test per i corsi triennali in lingua italiana nel 2025 si è svolto l’8 settembre, per il 2026 la data sarà comunicata dal MUR indicativamente a maggio, con il test previsto nella prima metà di settembre.

Per iscriverti devi registrarti sul portale dell’università scelta e completare la procedura online entro le scadenze indicate nel bando d’ateneo. Di solito le iscrizioni si aprono in estate e si chiudono circa una settimana prima del test. Al momento dell’iscrizione puoi indicare più corsi di laurea in ordine di preferenza (il numero di preferenze consentite varia da ateneo ad ateneo). È previsto il versamento di un contributo di partecipazione, generalmente tra 30 e 100 euro.

documenti necessari e requisiti di accesso.

Per partecipare al test serve un diploma di scuola secondaria superiore (o titolo equipollente). I cittadini non comunitari residenti all’estero devono seguire una procedura specifica tramite le rappresentanze diplomatiche italiane e, se ammessi, sostenere una prova di conoscenza della lingua italiana.

I documenti richiesti variano da ateneo ad ateneo, ma in linea generale servono: documento d’identità valido, codice fiscale, diploma (o autocertificazione se non ancora conseguito al momento dell’iscrizione), ricevuta del pagamento del contributo. Per i candidati con disabilità o DSA, il bando prevede misure compensative e tempi aggiuntivi, da richiedere in fase di iscrizione con la documentazione medica appropriata.

come è strutturato il test: domande, materie e durata.

Il test di professioni sanitarie segue una struttura definita dal MUR, uguale per tutti gli atenei. Le singole università (spesso con il supporto del CINECA) elaborano le domande in autonomia, il che significa che le prove non sono identiche da un ateneo all’altro, ma rispettano le stesse regole su numero di quesiti, materie e durata.

quante domande ci sono e quanto dura il test.

Quanto dura il test di professioni sanitarie? La prova dura 100 minuti e comprende 60 quesiti a risposta multipla, ciascuno con cinque opzioni di risposta. Le domande professioni sanitarie si suddividono così:

  • 23 quesiti di biologia – la materia con il peso maggiore, che copre genetica, biologia cellulare, anatomia, fisiologia
  • 15 quesiti di chimica – chimica generale, organica e inorganica
  • 13 quesiti di fisica e matematica – meccanica, termodinamica, elettrostatica, algebra, probabilità
  • 5 quesiti di ragionamento logico – capacità di analisi e problem solving
  • 4 quesiti di competenze di lettura – comprensione e interpretazione di testi

Significa poco più di un minuto e mezzo per ogni domanda. Per questo la gestione del tempo è una competenza da allenare durante la preparazione, non solo il giorno della prova.

come viene calcolato il punteggio.

Il sistema di valutazione è lo stesso per tutti gli atenei: +1,5 punti per ogni risposta corretta, –0,4 punti per ogni risposta errata, 0 punti per le risposte non date. Il punteggio massimo è quindi di 90 punti. Per essere inseriti in graduatoria bisogna ottenere un punteggio superiore a zero.

Questo schema penalizza le risposte date a caso, con 5 opzioni per domanda, tirare a indovinare è statisticamente svantaggioso. Se non sei sicuro di una risposta e hai eliminato almeno due opzioni, può valere la pena provare. Se è un salto nel buio, meglio lasciare in bianco. In caso di parità di punteggio, prevale chi ha ottenuto un punteggio più alto nelle domande di biologia, poi chimica, poi fisica e matematica.

come prepararsi al test di professioni sanitarie.

La differenza tra chi entra e chi no spesso non è il talento, ma il metodo di studio. La preparazione test professioni sanitarie va affrontata con un piano strutturato, partendo con anticipo e distribuendo lo sforzo sulle materie in base al loro peso nella prova.

cosa studiare e come organizzare il piano di studio.

Come prepararsi al test di professioni sanitarie? Parti dal peso delle materie. Biologia da sola vale 23 domande su 60: quasi il 40% del test. Se devi fare delle scelte su dove investire il tempo, biologia e chimica sono la priorità assoluta (insieme coprono 38 domande, cioè il 63% della prova).

Un piano realistico prevede almeno 2-3 mesi di studio, meglio se inizi in giugno. Nelle prime settimane concentrati sui fondamenti di biologia (cellula, genetica, anatomia) e chimica (stechiometria, legami, reazioni). Da luglio aggiungi fisica e matematica. Nell’ultimo mese dedica tempo alle simulazioni complete, lavorando sulla gestione del tempo e sulla tecnica di risposta.

Non sottovalutare ragionamento logico e comprensione del testo, sono 9 domande che spesso si possono affrontare bene anche senza preparazione specifica, a patto di esercitarsi con i quiz degli anni precedenti. Sono i punti che fanno la differenza quando i punteggi sono ravvicinati.

simulatori e risorse consigliate per la preparazione.

Un simulatore test professioni sanitarie è lo strumento più utile nelle ultime settimane di studio. Ti permette di affrontare la prova nelle stesse condizioni dell’esame reale cioè 60 domande, 100 minuti, punteggio calcolato con lo stesso criterio. Piattaforme come WAUniversity, TestBuddy e AlphaTest offrono simulazioni gratuite o a pagamento basate sulle prove degli anni precedenti.

Oltre ai simulatori è utile avere i manuali specifici per il test (Edizioni Simone, AlphaTest, EdiTEST sono tra i più usati), le prove degli anni precedenti scaricabili dai siti delle università (molti atenei le pubblicano con le soluzioni), e i gruppi di studio online dove confrontarti con altri candidati. Non servono decine di libri diversi ma un buon manuale unico con teoria e quiz, più le simulazioni, sono più che sufficienti per la maggior parte dei candidati.

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la graduatoria: come funziona e cosa fare dopo.

Una volta sostenuto il test, il passo successivo è la graduatoria professioni sanitarie. Qui il meccanismo è diverso da Medicina cioè non esiste una graduatoria nazionale unica. Ogni università pubblica e gestisce la propria graduatoria in modo autonomo.

come viene formata e come leggerla.

Gli atenei possono adottare due modelli diversi. Il primo è la graduatoria per punteggio dove tutti i candidati sono ordinati dal punteggio più alto al più basso, indipendentemente dal corso indicato come prima scelta. Il secondo è la graduatoria per preferenze dove vengono create classifiche separate per ciascun corso di laurea, tenendo conto dell’ordine di preferenza espresso in fase di iscrizione.

Le graduatorie vengono pubblicate sul sito dell’ateneo, generalmente entro una-tre settimane dal test. La pubblicazione ha valore di notifica ufficiale: non riceverai comunicazioni personali via email o posta. Devi controllare tu, con costanza, il portale della tua università.

scorrimenti, immatricolazione e cosa fare se non si entra.

Se risulti ammesso, hai un termine preciso per immatricolarti (di solito pochi giorni). Se non lo fai, perdi il posto. Questo genera gli scorrimenti, i posti liberati vengono assegnati ai candidati successivi in graduatoria. Può capitare che gli scorrimenti vadano avanti per settimane, da ottobre fino a novembre. Per questo è importante non arrendersi se al primo giro non sei dentro.

Cosa fare se il test non va come speravi? Puoi presentare domanda di ripescaggio presso altri atenei che hanno ancora posti liberi (il bando ministeriale lo consente). Puoi prepararti per riprovare l’anno successivo, magari iscrivendoti nel frattempo a un corso affine che ti permetta di sostenere esami utili. E con la riforma di Medicina, chi non entra a Medicina può immatricolarsi in soprannumero ad alcuni corsi di professioni sanitarie come Infermieristica, nei limiti del 20% dei posti eccedenti.

professioni sanitarie e mondo del lavoro: perché sceglierle oggi.

Scegliere una delle professioni sanitarie oggi è una decisione strategica. Il settore sanitario italiano sta attraversando una fase di trasformazione, tra carenza di personale, investimenti pubblici record e un fabbisogno destinato a crescere nei prossimi anni. Capire cosa sta succedendo nel mercato del lavoro sanitario ti aiuta a valutare con lucidità le opportunità concrete che hai davanti.

il mercato del lavoro sanitario in Italia.

Nel mercato del lavoro sanitario in Italia vediamo il fenomeno del talent shortage, cioè c’è più domanda di professionisti che offerta. 

La Manovra 2026 ha risposto con un piano di assunzioni con circa 6.300 nuovi infermieri e 1.000 medici previsti nel SSN. Per gli infermieri del pubblico è stata introdotta una flat tax al 5% sugli straordinari, per incentivare la permanenza nel sistema.

Questi numeri raccontano un settore che assume e continuerà ad assumere. Chi oggi investe in una laurea nelle professioni sanitarie sta rispondendo a un bisogno reale del Paese. I concorsi pubblici si moltiplicano, le strutture private cercano personale qualificato, e le agenzie per il lavoro come Randstad gestiscono selezioni dedicate al settore sanitario.

come Randstad supporta i professionisti della sanità.

Se stai cercando lavoro nel settore sanitario o vuoi orientarti dopo la laurea, Randstad può aiutarti concretamente. Attraverso i servizi di ricerca e selezione del personale, Randstad collabora con strutture sanitarie pubbliche e private in tutta Italia per individuare profili come infermieri, fisioterapisti, tecnici di laboratorio, OSS e altre figure sanitarie.

Non si tratta solo di trovare un posto, Randstad offre anche supporto nell’orientamento professionale, nell’analisi delle competenze e nella preparazione ai colloqui. Per le strutture che hanno difficoltà a reperire personale qualificato, Randstad mette a disposizione strumenti di analisi e pianificazione del personale e programmi di welfare aziendale che migliorano l’attrattività dei posti di lavoro nel settore sanitario.

Se vuoi saperne di più o hai bisogno di supporto nella tua ricerca, puoi contattare direttamente il team Randstad.

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