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Nel corso della vita tutti incontriamo numerose sfide, dai piccoli ostacoli quotidiani ad alcuni grandi eventi di maggiore complessità. Ciò accade tanto nella sfera privata, quanto in quella professionale. Anche perché, spesso, quando parliamo di coraggio i due ambiti s’intrecciano. Molte persone sono più coraggiose di quanto pensano: spesso lo scoprono solo quando devono necessariamente sfoderare quella marcia in più. Essere coraggiosi non significa compiere azioni straordinarie: è sufficiente cambiare qualche abitudine o sperimentare una soluzione mai provata prima per compiere un passo in una nuova direzione. Anche se esistono persone caratterialmente più inclini all’audacia, la buona notizia è che il coraggio si può allenare. Migliorando così la propria vita e ottenendo risultati soddisfacenti sul lavoro.

 

che cos’è il coraggio?

Il coraggio, secondo la definizione di Shelp (1984), è “la disposizione ad agire in modo volontario, probabilmente spinti dalla paura, in una situazione oggettivamente pericolosa, nel tentativo di ottenere o preservare risultati percepiti come positivi per sé o per gli altri”. Da questa definizione possiamo estrapolare alcuni elementi chiave che consentono di individuare l’azione coraggiosa:

  • la volontarietà di un’azione: non si è mai coraggiosi per caso o senza rendersene conto, bensì per scelta;
  • la presenza oggettiva di un rischio o di un pericolo: ogni scelta comporta una perdita e contiene in sé almeno qualche elemento imprevedibile e imponderabile;
  • la presenza della paura: coraggio non significa mai assenza di timori, ma la capacità di agire nonostante i timori;
  • un obiettivo: l’azione coraggiosa e la conseguente assunzione del rischio che questa comporta è motivata da un chiaro scopo da raggiungere.

Infine, possiamo aggiungere che il coraggio è raro, o perlomeno “fasico”: non può rappresentare la norma, altrimenti vivremmo in una condizione di costante tensione. Proprio in virtù della sua rarità o periodicità permette di compiere svolte radicali e salti di qualità.

il coraggio sul lavoro.

In ambito lavorativo, il coraggio si associa ad altre inclinazioni positive: la creatività, la perseveranza, l’apertura mentale, la resilienza, l’orientamento al futuro. Tendenzialmente, le persone coraggiose sono più motivate, perché credono in loro stesse: il coraggio richiede una buona autostima. Confidando nelle proprie capacità è decisamente più probabile riuscire ad affrontare di petto gli ostacoli e le situazioni scomode.

In un contesto aziendale o professionale, il coraggio si rivela una risorsa efficace – indispensabile per un leader - in quanto consente di:

  • agire anche in situazioni difficili, momenti di crisi e difficoltà;
  • manifestare perseveranza;
  • formulare progetti creativi, alternativi, non stereotipati;
  • non lasciarsi influenzare dalle pressioni sociali;
  • esplorare e curiosare ampliando le opportunità.

imparare ad essere coraggiosi.

L’abitudine al coraggio si può allenare. Semplicemente compiendo qualche piccola scelta controcorrente, a partire proprio dal lavoro. Ogni giorno, per alimentare il coraggio presente in ciascuno di noi, possiamo:

  • porci un obiettivo chiaro e raggiungibile; non scontato, non facile magari, ma in ogni caso razionale e realizzabile;
  • puntare sull’autenticità: essere sé stessi, evitare di copiare gli altri confidando nella propria unicità e originalità;
  • scegliere di essere liberi e compiere scelte autonome;
  • accettare il rischio e convivere con la paura: ne vale la pena in virtù dell’obiettivo da raggiungere;
  • imparare a gestire le emozioni: in circostanze difficili è fondamentale riuscire ad auto-regolarsi e a controllare le proprie sensazioni e reazioni;
  • puntare sulla rete sociale e sugli affetti: essere autonomi non significa essere soli; sapere di poter contare sul supporto degli altri riduce ansia e paura;
  • sfruttare le occasioni: talvolta basta trovarsi nel posto giusto al momento giusto e semplicemente accettare la sfida: sono queste le circostanze che consentono a molte persone di scoprire di aver sempre posseduto una buona dose di coraggio, anche se ancora inespressa.

Leader e dirigenti dovrebbero promuovere e sostenere margini di libertà dei dipendenti in modo che si sentano legittimati a proporre nuove idee, portando così un vero valore aggiunto all’impresa. Anche il riconoscimento di un lavoro ben fatto o di un’intuizione positiva sono importanti, perché alimentano l’autostima e spronano le persone a proseguire in questa direzione, con fiducia e proattività.

 

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autrice dell'articolo.
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Nicoletta Intelvi

project manager, senior change consultant, career counselor, executive career coach randstad risesmart.

Esperienza di 25 anni come career counselor ed executive career coach, nel supportare i manager in percorsi di sviluppo, consulenza e transizione di carriera. Project manager in progetti di sviluppo e miglioramento ambito HR per grandi aziende e multinazionali, è trainer in percorsi finalizzati all’ingaggio, al commitment e all’employability delle risorse aziendali. Nel corso degli anni, Nicoletta ha aggiornato costantemente la sua professionalità, partecipando a percorsi formativi con i più noti formatori, trainers e psicoterapeuti italiani