lavoratori rientrati dall’estero: incentivi e agevolazioni.

04/10/2019 18:10:42

La cosiddetta “fuga dei cervelli”, ovvero, la scelta di molti giovani italiani altamente qualificati di cercare lavoro all’estero – spesso frutto di un percorso tormentato, costellato da scarse opportunità di essere valorizzati o presi in considerazione – è un fenomeno in crescita costante da contrastare con ogni mezzo. Ed è proprio su questo fronte che si muove il Decreto Crescita n.34/2019 e successive modifiche, introducendo importanti novità per il rientro dei lavoratori all’estero in Italia, soprattutto al sud. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta. 

Rientrare in Italia dall’estero: ecco le novità

Tutto ciò che è stabilito dal Decreto Crescita del 2019 avrà effetto a partire dal 1° Gennaio 2020. 

In particolare, per i redditi da lavoro dipendente, quelli assimilati e quelli da lavoro autonomo, che saranno prodotti in Italia da lavoratori che qui trasferiranno la loro residenza, si prevede che:

  • La base imponibile Irpef passi da una riduzione del 50% a una del 70%
  • L’agevolazione sia estesa anche ai redditi di impresa derivanti dall’attività di quei soggetti che decidono di rimpatriare a partire dal periodo di imposta successivo al 31 dicembre 2019

Le principali condizioni per accedere all’agevolazione sono queste: è necessario che i lavoratori non siano stati residenti in Italia nei due anni precedenti il trasferimento e che si impegnino a restare in Italia per almeno due anni. Inoltre, l’attività lavorativa in questione deve essere svolta in prevalenza in Italia. 

Gli incentivi e le agevolazioni per i lavoratori rientrati dall’estero

Prolungamento dell’agevolazione e ulteriori benefici

Vi sono condizioni particolari che permettono di ottenere uno sconto sulla base imponibile per ulteriori periodi di imposta. Si tratta, in particolare, di un prolungamento fino a 5 periodi di per:

  • Lavoratori con un figlio minorenne a carico o in affido
  • Lavoratori che acquistino almeno un immobile residenziale sul suolo italiano anche nei 12 mesi precedenti al trasferimento

Per quanto riguarda il trasferimento in una regione del sud Italia (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Calabria, Sardegna e Sicilia), sono previsti benefici più ingenti. La riduzione della base imponibile, infatti, arriva fino al 90%, ed è possibile un prolungamento da 5 a 10 periodi di imposta nei casi suddetti, ovvero, qualora i lavoratori abbiano almeno un figlio a carico o in affido, o diventino proprietari di un immobile residenziale.

Tuttavia, l’estensione del beneficio per ulteriori 5 anni prevede un limite della riduzione della base imponibile del 50%, sebbene vi sia un’importante eccezione: con 3 figli minorenni a carico, infatti, questa sarà comunque ferma al 90%. 

Infine, è utile precisare che il trasferimento della residenza fiscale è condizione necessaria per accedere alle varie agevolazioni, con conseguente iscrizione all’AIRE. Per coloro che non siano iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero, l’accesso ai benefici fiscali è possibile solo se la residenza in altro Stato sia stata regolata da una convenzione contro le doppie imposizioni sui redditi.