cosa sono i test psicoattitudinali durante un colloquio di lavoro?

25/09/2018 09:49:47

Test psicoattitudinali Siete seduti di fronte al selezionatore. Il vostro colloquio di lavoro si sta svolgendo nel migliore dei modi, fino a quando viene messo davanti a voi un foglio: è un test psicoattitudinale. Un rivolo di sudore attraversa la vostra tempia, la salivazione si interrompe e le parole proprio non vogliono uscire dalla vostra bocca. Ok, forse abbiamo esagerato, o forse no. Molti candidati, infatti, di fronte a test come questo potrebbero agitarsi ed entrare in un loop dal quale è difficile uscire. Per tutti loro, spieghiamo cosa sono i test psicoattitudinali e qual è l’atteggiamento migliore per superarli.

Test psicoattitudinali

Prima di iniziare, dobbiamo fare una precisazione. Molti aspiranti dipendenti potrebbero confondere i test psicoattitudinali con i test attitudinali. Non è un grandissimo errore, anche perché spesso le due tipologie possono presentarsi nella stessa situazione. È bene però sapere che si tratta di due approcci diversi. Nei quiz attitudinali, infatti, vengono indagate le abilità tecniche, logiche e matematiche del candidato. Mentre quelli psicoattitudinali si riferiscono alla sfera psicologica e hanno il compito di testare le qualità più soft del lavoratore e la sua attitudine - appunto - nel ricoprire un certo ruolo, al di là delle competenze di base specifiche. Di contro, i test psicoattitudinali vengono proposti nello stesso stile dei cugini attitudinali, ovvero: domande a risposta multipla e/o chiusa a cui rispondere in un arco temporale prestabilito. 

In genere, i quiz psicoattitudinali si sostengono per:

  • concorsi pubblici e per le forze dell’ordine;
  • test per l’ammissione universitaria;
  • colloqui con istituti bancari.

Le domande che si possono presentare in un test di questo tipo ruotano intorno alla comprensione verbale, di testi strutturati in modo particolare, e al ragionamento logico. Si basano, il più delle volte, su quesiti a trabocchetto, inseriti per testare la sincerità del candidato: si tratta, cioè, di domande la cui risposta è in contrapposizione con quelle inserite in precedenza. Se si cade nella trappola, potrebbero rendersi necessarie ulteriori verifiche. 

Test psicometrici

I quiz psicoattitudinali fanno parte dei test psicometrici. A loro volta questi ultimi si dividono in attitudinali, di abilità e della personalità. I test psicometrici sono strumenti standardizzati e validati, utili per indagini psicologiche: il loro scopo è quello di valutare il comportamento, l’attività psichica e la personalità. I risultati dei candidati vengono confrontati con specifici parametri statistici standard, grazie ai quali è possibile dare una valutazione obiettiva e statisticamente significativa. L’elemento fondante dei test psicoattitudinali è la retrospettività, ovvero certificano quello che il candidato ha acquisito nella sua esperienza e quello che è più portato a fare nel presente. 

In Italia, il test psicoattitudinale più diffuso è il ITAPI-G Test. I tratti comportamentali e caratteriali che indaga fanno tutti riferimento a soft skills, e sono i seguenti:

  • introversione;
  • empatia;
  • difensività;
  • dinamicità;
  • immaginazione;
  • coscienziosità;
  • vulnerabilità.

Come superare un test psicoattitudinale?

Il modo migliore per superare un test psicoattitudinale è mantenere la calma. Solo così, infatti, si avrà più possibilità di comprendere quello che si sta leggendo e di rispondere in maniera sincera. In libreria è possibile trovare diversi volumi che aiutano il candidato a conoscere meglio i  test psicoattitudinali, con esempi concreti da compilare. Anche internet è un grande alleato: in rete, infatti, è possibile reperire una serie di informazioni utili per prepararsi al meglio.
Quindi, niente panico: con il giusto livello di preparazione e una camomilla in più, riuscirete a passare un test psicoattitudinale senza problemi.

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