nuovi sgravi contributivi per le aziende che favoriscono il work-life balance dei dipendenti

09/10/2017 16:40:24

Il 14 settembre 2017 è stato firmato un nuovo decreto attuativo che introduce in via sperimentale alcuni sgravi contributivi ai datori di lavoro che inseriscono nei contratti collettivi aziendali le misure necessarie per una migliore conciliazione vita-lavoro dei dipendenti, ossia il cosiddetto work-life balance.

Il decreto interministeriale, firmato dal Ministro del Lavoro Giuliano Poletti e dal Ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan, prevede l’attuazione di quanto già previsto dal D. Lgs. 80/2015 “Misure per la conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro, in attuazione dell'articolo 1, commi 8 e 9, della legge 10 dicembre 2014, n. 183.”

Facciamo una breve panoramica di quanto viene stabilito nel nuovo decreto.

Che cosa prevede il nuovo decreto

Il testo prevede che possano accedere a sgravi contributivi i datori di lavoro del settore privato che tra il 1° gennaio 2017 e il 31 agosto 2018 hanno sottoscritto e depositato contratti collettivi aziendali al cui interno è prevista l’introduzione, l’estensione o l’integrazione di misure di conciliazione tra vita professionale e vita privata dei dipendenti. Tali sgravi vengono calcolati dall’INPS in base alla media dei dipendenti occupati nell’azienda durante l’anno precedente alla richiesta del beneficio. In ogni caso, lo sgravio contributivo non potrà superare il limite del 5% dell’imponibile previdenziale per il totale dei dipendenti.

Requisiti per accedere agli sgravi

Per accedere a questi sgravi, il contratto collettivo deve prevedere almeno 2 misure di conciliazione vita privata-lavoro, di cui una deve obbligatoriamente appartenere all’Area di intervento “genitorialità” e una all’Area di intervento “flessibilità organizzativa”. Un altro requisito necessario è che il contratto collettivo aziendale deve riguardare almeno il 70% della media dei dipendenti occupati dal medesimo datore di lavoro nell’anno civile che precede la domanda di accesso al beneficio.

Ecco di seguito tutte le misure di conciliazione definite dal decreto:

  • area di intervento “genitorialità”
    a. estensione temporale del congedo di paternità, con previsione della relativa indennità
    b. estensione del congedo parentale, in termini temporali e/o di integrazione della relativa indennità
    c. previsione di nidi d’infanzia, asili nido o spazi ludico-ricreativi aziendali o interaziendali
    d. percorsi formativi – e-learnig o coaching – per favorire il rientro dal congedo di maternità
    e. buoni per l’acquisto di servizi di baby sitting
  • area di intervento “flessibilità organizzativa”
    a. lavoro agile
    b. flessibilità oraria in entrata e in uscita
    c. part-time
    d. banca ore
    e. cessione solidale dei permessi con integrazione da parte dell’impresa dei permessi ceduti
  • area “welfare aziendale”
    a. convenzioni per l’erogazione di servizi di time-saving
    b. convenzioni con strutture per servizi di cura
    c. buoni per l’acquisto di servizi di cura

Il decreto firmato il 14 settembre stabilisce che per il biennio 2017-2018 saranno destinati al “Fondo per il finanziamento di sgravi contributivi per incentivare la contrattazione di secondo livello” circa 110 milioni di euro.

Come presentare domanda

Le aziende che desiderano accedere ai benefici previsti dal decreto dovranno presentare domanda online direttamente all’INPS entro la scadenza del 15 novembre 2017 per i contratti collettivi aziendali depositati entro il 31 ottobre 2017, ed entro la scadenza del 15 settembre 2018 per i contratti depositati entro il 31 agosto 2018.

Per sapere di più sulla documentazione richiesta e le modalità per accedere allo sgravio contributivo per i datori di lavoro che introducono misure per un migliore work-life balance dei propri dipendenti, è possibile consultare il decreto ufficiale.

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