cerchi un modo per tenere sotto controllo i costi della flessibilità?

23/10/2019 10:49:50

in uno scenario di crescente complessità la business agility è cruciale.

ecco alcune azioni per ridurre i costi.

Come accade ormai nella maggior parte delle organizzazioni, è probabile che anche nella tua azienda il ricorso alla flessibilità sia ormai la norma. Secondo Deloitte, 77 milioni di lavoratori in Europa, India e negli Stati Uniti si definiscono freelance e metà dei datori di lavoro intervistati riporta il ricorso a un significativo numero di consulenti. McKinsey stima che siano 162 milioni gli individui che svolgono lavori da freelance o afferenti alla cosiddetta gig economy. Staffing Industry Analysts ha calcolato che il fatturato dello human cloud sia cresciuto del 65% nel 2017.

Il talento flessibile sembra crescere a un ritmo più elevato rispetto alla forza lavoro dipendente e stabile. Le aziende, quindi, hanno maggiori opportunità di introdurre agilità nella loro strategia di reclutamento, di accedere a un crescente bacino di candidati e di assicurarsi significativi risparmi. A fianco a questi vantaggi, l’accesso alla forza lavoro flessibile pone anche alcune sfide da affrontare. 

I costi della flessibilità possono rappresentare per le organizzazioni una parte piccola o significativa dei loro budget. Indipendentemente dal numero dei lavoratori flessibili, molte aziende faticano a controllare i costi, beneficiare delle economie di scala, gestire correttamente la supply chain e ottimizzare i processi di reclutamento. Di conseguenza non beneficiano a pieno dei potenziali vantaggi in termini di risparmio ed efficienza e vedono salire i costi del lavoro. 

Quando esamini i costi della forza lavoro flessibile, per prima cosa distingui i costi diretti e indiretti.

Costi diretti.

Sono quelli più facilmente identificabili. Il costo dell’impiego di un lavoratore temporaneo dipende dalle ore lavorate su base giornaliera, settimanale o mensile. Spesso le decisioni sulle liste di candidati vengono prese unicamente sulla base di criteri economici, e - a parità di condizioni - la spunta la retribuzione oraria più bassa. Ma, come i manager sanno bene, la qualità dei candidati è un fattore determinante, poiché incide sui tempi in cui viene raggiunta la piena produttività, sui costi di formazione, sul clima dei team e non solo. Altri costi diretti sono relativi alle risorse interne dedicate a gestire i lavoratori flessibili, a tecnologie quali portali di gestione dei fornitori, all’assenteismo, alla formazione, al supporto all’HR.  

Costi indiretti.

I costi al di fuori di quelli facilmente tracciati possono pesare in modo significativo sul budget destinato alla flessibilità.Oltre ai responsabili dedicati alla gestione dei temporanei, non vanno dimenticate le ore spese dai dipartimenti HR, acquisti, legale e da tutte quelle funzioni coinvolte nell’inserimento di lavoratori. Controllo dei fornitori, tempi di reclutamento prolungati, turnover elevato, curva di apprendimento vanno a sommarsi al computo. Altri costi indiretti sono quelli relativi all’amministrazione del personale, alla gestione dei turni e alle tempistiche di copertura delle vacancy.  

 

Una voce che richiede risorse significative è la compliance. Che tu scelga di assegnarla a una risorsa interna o a un partner esterno, la verifica che tutte le pratiche assuntive rispettino le leggi è un compito che richiede tempo e competenze specifiche, soprattutto perché il legislatore regola con sempre maggiore dettaglio il ricorso a lavoro autonomo e temporaneo. Anche la comunicazione con i fornitori su questo tema è una voce importante della tua checklist.

Le aziende che esaminano con costanza queste voci di spesa riusciranno a evidenziare più facilmente gap e incongruenze nei loro sforzi di gestione della forza lavoro flessibile, e di conseguenza saranno in grado di identificare aree di risparmio e efficienza. Ma le organizzazioni hanno la competenza interna per adempiere a questo compito? E possono condurre queste analisi su base regolare?

Ci vogliono commitment, gestione del cambiamento e supporto del top management per farlo. Molte organizzazioni sono autosufficienti, ma è importante essere consapevoli dell’entità delle risorse interne necessarie. 

L’alternativa è affidarsi a un partner esterno che abbia la competenza tecnica, implementi l’eccellenza nei processi e fornisca una guida tecnologica. Soluzioni su misura aiutano le aziende a raggiungere velocemente i risultati ambiti tenendo sotto controllo i costi. Un partner esterno, inoltre, ha già sviluppato esperienza con un ampio numero di aziende con esigenze simili alla tua.

Se decidi di rivolgerti a un fornitore, inizia a chiedergli uno standard con il quale mettere a confronto i costi della tua forza lavoro flessibile. Potrai così definire degli indicatori che ti permetteranno di strutturare e misurare un processo di ottimizzazione continua che non solo tenga sotto controllo i costi, ma migliori anche le tempistiche di assunzione e la qualità dei profili. 

Quale modello è giusto per il tuo business? Ci sono diverse opzioni, inclusa quella di rivolgersi a un fornitore di servizi inhouse. Scegliere la soluzione migliore richiede un po’ di indagini; assicurati di fare un assessment rigoroso e una comparazione delle offerte punto per punto, per determinare il servizio migliore per le tue esigenze di business.