nuova ecdl: a cosa serve la nuova patente europea del computer

30/11/2017 14:48:26

Nuova ECDL Il mondo del lavoro è sempre più informatizzato, le nuove tecnologie digitali sono sempre più presenti nelle aziende e portano con sé la necessità, per chi lavora al loro interno, di acquisire sempre nuove competenze. Per questo, aggiungere al proprio CV un corso professionalizzante su materie informatiche oggi può davvero fare la differenza.

Cos’è l’ECDL?

La Patente Europea del Computer (ECDL) è uno strumento fondamentale per migliorare le competenze informatiche in ogni ambito del lavoro. Introdotta in Italia nel 1997, è stata utilizzata nel mondo della scuola per la formazione di maestri, professori e assistenti tecnici, e nella pubblica amministrazione ed anche nel settore privato per alfabetizzare i lavoratori all’approccio digitale. 


I test center dove viene rilasciato il certificato ECDL nel nostro Paese sono 2.876 e negli ultimi anni oltre 2 milioni di persone hanno scelto di seguire questo corso per affinare competenze essenziali da spendere sul mercato del lavoro. Garante del programma è l’Associazione Italiana per l’Informatica e il Calcolo Automatico (AICA), che fa parte dell’ECDL Foundation internazionale. 

Ad oggi, la Patente Europea del Computer è sicuramente la certificazione più riconosciuta per la diffusione sul territorio delle nuove tecnologie e dell’informatica applicata. La digital literacy – dimestichezza digitale – è l’obiettivo fondamentale da perseguire per la diffusione di nuove competenze tra i lavoratori e il percorso offerto dall’ECDL ha valore internazionale, garantendo la massima serietà e qualità dell’offerta formativa.

Nuova ECDL: tutto quello che c’è da sapere

Dal 2013 la vecchia ECDL Core è stata sostituita dalla nuova ECDL, un innovativo sistema che consente, dopo l’acquisto di una Skills Card, di sostenere tutti gli esami previsti e scegliere in autonomia l’ordine dei moduli da certificare, che saranno aggiunti sul Libretto delle competenze rilasciato ufficialmente dalle Regioni.

La certificazione ECDL sulle competenze legate all’uso del computer è l’unico corso accreditato rivolto a qualsiasi figura professionale e non solo nel mondo ICT. L’ECDL Full Standard - il piano più completo - è inoltre riconosciuto dal Sistema Nazionale delle Certificazioni e iscritto nel Registro Nazionale delle Competenze, contando sulla garanzia di Accredia (Ente Italiano di Accreditamento) e dallo Stato italiano. Sia le istituzioni pubbliche, sia quelle private hanno infatti la possibilità di scegliere un percorso formativo totalmente trasparente, che rilasci una certificazione nel pieno rispetto della legge. Il superamento degli esami previsti dal piano didattico - strutturato in moduli e livelli diversi in base all’attestato che si richiede - certifica l’acquisizione di specifiche competenze pratiche.

ECDL: vantaggi

Sia i lavoratori, sia le persone in cerca di occupazione possono accrescere la propria produttività grazie al miglioramento delle competenze legate all’uso del computer. Tra gli obiettivi dell’istituzione della certificazione ECDL c’è, infatti, la volontà di far entrare chiunque nella Società dell’Informazione e dell’uso cosciente delle tecnologie, poiché si tratta di:

  • l’unica certificazione riconosciuta a livello internazionale per la qualificazione informatica;
  • un sistema pratico per migliorare le proprie capacità informatiche seguendo moduli specificamente pensati per rispondere alle singole esigenze dei cittadini
  • un nuovo modello formativo efficace per alfabetizzare la popolazione all’utilizzo del computer;
  • un valido aiuto nella ricerca di occupazione alla portata di tutti per costi e modalità.

L’informatizzazione in Italia

Nel nostro Paese è in continua crescita il mercato dei dispositivi elettronici quali computer, Personal Digital Assistant e smartphone ma, nonostante la grande familiarità che soprattutto i più giovani hanno con questi apparecchi, manca ancora la piena coscienza sugli impieghi della tecnologia. “In Italia è necessario – ha sottolineato il Prof. Böhm, professore emerito dell’Università La Sapienza di Roma – allenare quei giovani dotati di fantasia e passione e rinforzati da solide basi teoriche, a risolvere i nuovi ed attraenti problemi che la tecnologia pone”. Con una popolazione sempre più anziana e poco avvezza all’utilizzo di Internet e computer, per essere competitivi a livello europeo è fondamentale puntare sull’informatizzazione delle persone. 

Anche nel mondo dell’impresa è necessario cambiare i processi e la formazione verso una maggiore digitalizzazione. Le PMI italiane sono ancora indietro rispetto alla media europea; da un’indagine condotta su un campione di 3.056 aziende dalla CNA è emerso che:

  • il 12% non possiede un computer;
  • il 23% non ha mai acquistato portatili per il proprio personale (quasi 1 su 5);
  • più della metà non utilizza i tablet in ufficio;
  • solamente il 26,5% delle PMI sfrutta le potenzialità offerte dal canale di vendita online come l’e-commerce;
  • non tutte le PMI comprendono il valore di possedere un sito web: nel 98% dei casi si tratta di aziende con più di 20 dipendenti, l’87% delle imprese con sito Internet ha tra i 10 e i 20 lavoratori e il 61% ha meno di 9 lavoratori in organico.

Nella maggior parte dei casi è il datore di lavoro a non cogliere a pieno il rapporto tra costi finanziari e opportunità offerte dalla digitalizzazione. Ad oggi, solo 16% delle PMI con meno di 10 dipendenti ha investito nella formazione ICT e il 35,4% in consulenze esterne. Aumentare i livelli di produttività e competitività delle PMI italiane attraverso un processo di alfabetizzazione sulle tecnologie dell’informazione sembra quindi l’obiettivo da perseguire nel breve periodo.