occhi puntati sulle competenze digitali, automazione e STEM: i risultati del Workmonitor.

09/07/2019 10:24:01

STEM, competenze digitali e automazione del lavoro. È su questi 3 pilastri che si concentra il Randstad Workmonitor, l’indagine trimestrale sul mondo del lavoro, condotta su un campione di lavoratori con età compresa tra i 18 e i 67 anni, a livello internazionale. Vediamo cosa è emerso in Italia.

Automazione e digitalizzazione

Il tema della digitalizzazione è molto sentito tra i lavoratori italiani, soprattutto se viene considerata come previsione di automazione della propria attività attuale. Alla domanda “Mi aspetto che il mio lavoro venga automatizzato nei prossimi 5/10 anni”, il 37% degli intervistati risponde sì, il 7% in meno rispetto alle rilevazioni del 2015. L’Italia, comunque, era e resta tutt’ora il primo paese europeo a temere (o auspicare?) che il lavoro attuale sia destinato a cambiare nel medio periodo. 

Il 68% dei lavoratori oggetto di indagine dice che si sente adeguatamente equipaggiato per affrontare la digitalizzazione della propria occupazione. Questo dato, però, non coincide con la disponibilità di strumenti/apparecchiature rispetto ai colleghi stranieri: il rapporto, infatti, è praticamente sempre in negativo (e quasi sempre con percentuali a due cifre). È per questo motivo che il 67% degli intervistati è convinto che la propria azienda non faccia gli investimenti necessari quando si parla di sviluppo delle competenze digitali. 

Ma c’è di più. Questo investimento in competenze, utile per la digitalizzazione delle imprese, se potessero lo farebbero i lavoratori stessi. Se solo avessero scelto un percorso di studi differente, però. Ecco quello che è emerso in merito:

  • il 75% sceglierebbe un settore di studio in ambito digitale/online;
  • con una sensibile differenza nei confronti della maggior parte dei colleghi europei (+9% vs media Europa, +11% vs Nord Europa, +19% vs Centro Europa). 
I risultati del Workmonitor su competenze digitali, automazione e STEM

La competenza tecnico-scientifica (STEM)

Il 72% degli intervistati ammette che se tornasse indietro, a 18 anni, sceglierebbe un settore di studi in ambito STEM (+4% rispetto al 2015). L’esigenza e la carenza, di conseguenza, di profili tecnico scientifici in azienda si fa sentire. Il 48% dei lavoratori, infatti, dichiara che il proprio datore di lavoro ha necessità di competenze STEM. 

Questi dati confermano che siamo di fronte a un cambio nei modelli di riferimento mentali, e non solo un aggiramento di eventuali e concrete difficoltà occupazionali. La differenza tra l’indirizzo del corso di studi e l’effettiva attuale domanda di profili STEM nel mondo del lavoro, testimonia proprio questo. 

L’opportunità di trovare lavoro 

Il Randstad Workmonitor fa luce, inoltre, sulla fiducia espressa dai lavoratori in merito all’opportunità di trovare lavoro entro 6 mesi. Ecco quello che è emerso: 

  • il 57% ha fiducia di trovare un lavoro analogo all’attuale (+3% vs trimestre precedente, +8% vs un anno fa);
  • il 53% ha fiducia di trovare un lavoro diverso (+4% vs trimestre precedente, +10% vs un anno fa). 

Va però fatta una precisazione. La percezione di un mercato del lavoro più vivo e accogliente è soprattutto maschile. Le donne, infatti, sono fiduciose il 12% in meno rispetto ai colleghi uomini.