quello che impari in campo: un tesoro per il futuro.

07/05/2021    10:00:00

Lo sport è spesso metafora della vita e, allo stesso tempo, i suoi principi possono essere facilmente applicati anche al mondo aziendale e del lavoro in generale. Di questo si è parlato nel webinar organizzato in collaborazione dalle divisioni education e sport di randstad, che ha visto come special guest Fabio Caressa e come ospiti i ragazzi del settore  giovanile delle nostre squadre partner: Juventus, Entella, Cosenza Calcio, Como 1907, Perugia Calcio, Sudtirol, Avellino Calcio, Powervolley Milano, Crema Basket, United Eagles e Hockey Trissino.

Partendo dal mondo dello sport, si è parlato di lavoro e futuro, con un focus particolare su alcuni temi specifici quali le skills for employability, la gestione del cambiamento e le dinamiche di gruppo. Il webinar ha rappresentato anche l’occasione per presentare il nuovo strumento digitale, sviluppato da randstad,  per restituire ai giovani in transizione verso il mercato del lavoro indicazioni utili a sviluppare le competenze per migliorare la propria ’occupabilità.

le competenze del futuro: skills for employability.

Il mondo del lavoro, così come la società in generale, cambiano ormai sempre più rapidamente. Le competenze richieste per svolgere la propria professione, di conseguenza, mutano con la stessa velocità. Addirittura, secondo le stime del World Economic Forum, il 44% delle competenze richieste ai lavoratori per svolgere una mansione cambierà entro il 2025.

La domanda, quindi, è scontata: come fare a stare al passo con la velocità dei tempi? La risposta va ricercata in quelle competenze trasversali che vanno al di là delle mere capacità tecniche. Si tratta delle cosiddette soft skills. Consistono in attitudini, modi di comportarsi e approcciarsi al lavoro e agli altri che possono fare la differenza in qualsiasi realtà organizzativa.

Per chiarire di cosa stiamo parlando, ecco alcuni esempi tra le soft skills più apprezzate e richieste:

  • capacità di adattarsi velocemente
  • propensione nell'affrontare nuove sfide
  • partecipazione attiva
  • empatia
  • doti di problem solving
  • team working
  • propensione all’apprendimento

il diritto al fallimento.

Come abbiamo detto, lo sport è spesso metafora della vita e da esso si possono estrapolare principi che hanno campi di applicazione trasversali. Tra questi c’è sicuramente il diritto al fallimento. Ogni giovane che si approccia allo sport, così come al mondo del lavoro, e avvia un percorso di crescita, deve poter commettere errori.

Nel processo di raggiungimento degli obiettivi, la possibilità di fallire è fisiologica, fa parte del percorso. Anzi, è un’occasione di cambiamento e di crescita. In alcuni casi è il fallimento stesso che consente il raggiungimento dei risultati. Questi sono solo la punta dell’iceberg, ciò che tutti vedono. Sotto la superficie dell’acqua, però, si nasconde tutto il resto: l’esperienza, la fatica, gli errori e i tentativi che hanno portato a quel traguardo.

i principi dello sport applicati al mondo del lavoro.

Nell’ambito delle soft skills entra in gioco lo sport che, come sottolinea Fabio Caressa, noto giornalista sportivo e telecronista, è foriero di metafore trasversali. 

Ce n’è una, in particolare, che ha sempre avuto una gamma di applicazione estremamente vasta. Si tratta della metafora della squadra.

La squadra, infatti, è un gruppo di persone con specifiche caratteristiche e esperienze personali che lavora insieme per raggiungere un obiettivo comune. La forza del team è data dalla somma delle qualità dei singoli, ma anche e soprattutto dalla capacità di farle coesistere per consentire che esprimano tutto il loro potenziale.

Per far sì che ciò accada, l’obiettivo deve essere chiaro e soprattutto condiviso da tutto il gruppo. Qui entra in gioco l’empatia. “In qualsiasi gruppo vi troviate – spiega Fabio Caressa – arriva un momento in cui bisogna affrontare discussioni difficili, in cui bisogna dirsi le cose”. Questo vale sia dall’alto verso il basso sia viceversa perché il leader del gruppo “deve essere attento alle emozioni che arrivano dal gruppo di lavoro”. Bisogna essere ben consapevoli che “qualunque lavoro si faccia, non si può vincere da soli”.

Lo scambio di idee e il confronto costruttivo sono fondamentali per poter andare avanti. “Per spiegare il successo, utilizzo la metafora del cerchio. Maggiore è la sua area e maggiore sarà il successo”. L’area del cerchio è data dal risultato della moltiplicazione del raggio per se stesso, il tutto a sua volta moltiplicato per pi greco. Il pi greco è un fattore fisso e immutabile. Uscendo fuori di metafora, potrebbe essere rappresentato da tutto ciò che nella vita sfugge al nostro controllo. I due raggi, invece, sono ciò su cui possiamo effettivamente agire. In un gruppo, potrebbero essere rappresentati dalla sua forza e dalla sua coesione. La forza è data dalla qualità dei singoli, che può essere aumentata attraverso investimenti in formazione o acquistando talenti. La coesione, invece, è data dal rapporto corretto nel gruppo, in termini di condivisione di una vision e dei mezzi per realizzarla.

Se la coesione non è pari alla forza, ovvero se il raggio non è uguale a se stesso, il risultato non sarà un cerchio. Se all’interno di un gruppo, una squadra o un team di lavoro, la forza dei singoli non è pari alla coesione tra loro, difficilmente i risultati potranno essere raggiunti.

Risulta evidente, dunque, che alla base del successo di un gruppo, che si parli di sport o di aziende, ci sono proprio quelle soft skills che ormai qualsiasi organizzazione richiede alle proprie risorse. 

Empatia, capacità di lavorare in gruppo, propensione al cambiamento e apertura all’apprendimento: sono le doti fondamentali che ogni giovane dovrà coltivare al meglio per prepararsi ad affrontare le sfide di domani. Nel lavoro e non solo.

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