le pause al lavoro: quante e come prenderle.

01/07/2019 16:29:41

Quante pause puoi fare durante una giornata lavorativa? Quanto possono durare? E devono essere retribuite? La pausa al lavoro è una parte fondamentale di una giornata lavorativa, per il semplice fatto che è difficile – meglio, impossibile sul lungo termine – svolgere quotidianamente un'attività lavorativa senza effettuare alcuna interruzione. A risentirne, oltre alla salute e al benessere del lavoratore, sarebbero ovviamente anche i risultati, e dunque le performance. Vediamo, quindi, cosa dicono le normative riguardo la pausa da lavoro e la pausa pranzo obbligatoria, dedicando poi uno sguardo speciale alla pausa dei videoterminalisti.

La pausa al lavoro: cosa dice la normativa

A disciplinare le pause durante l'orario di lavoro sono da una parte la contrattazione collettiva e dall'altra le norme specifiche per alcune categorie di lavoratori. La disciplina generale di riferimento è quella del decreto legislativo 66/2003, nel quale tra l'altro si trovano le definizioni di “orario di lavoro” e di “periodo di riposo”: il primo termine si riferisce a qualsiasi periodo di tempo in cui il lavoratore è a disposizione del datore e dunque nell'esercizio delle sue funzioni; il secondo, invece, è rappresenta qualunque periodo diverso dall'orario di lavoro.

Pause al lavoro: quante e come prenderle

Detto questo, la legge ci dice che il lavoratore ha il diritto di beneficiare di una pausa dal lavoro non inferiore ai 10 minuti in tutti i casi in cui l'orario giornaliero supera le sei ore totali, così da recuperare le necessarie energie psicologiche e fisiche. Tale pausa, ovviamente, può essere più lunga, ma mai più corta. Tale periodo di tempo, essendo considerato di riposo, non va retribuito, perché il lavoratore è a disposizione del datore; al contrario, le soste legate a cause di forza maggiore, come possono essere le normali esigenze fisiologiche del dipendente, fanno parte dell'orario di lavoro, e vanno quindi retribuite (ma devono essere in ogni caso di durata inferiore ai 10 minuti).

La normativa sulla pausa pranzo

Il decreto 66/2003 non nomina espressamente la pausa pranzo obbligatoria, soffermandosi solo sulla pausa lavoro di 10 minuti. Il periodo di riposo dedicato al pasto è, invece, regolato dal CCNL di riferimento. Va peraltro sottolineato che, così come definito dalla circolare num. 8/2005 del Ministero del Lavoro, in nessun caso la pausa pranzo può essere eliminata, nemmeno a fronte di una maggiorazione salariale. Spetta dunque al datore di lavoro, in base a quanto espresso dal Ministro del Lavoro e dal CCNL, regolare l'orario della pausa pranzo.

La pausa dei videoterminalisti

Per quanto riguarda i videoterminalisti, esiste una normativa particolare relativa alla pausa lavorativa. Sono considerati  videoterminalisti coloro che svolgono la propria attività usando abitualmente un'attrezzatura con videoterminale (e quindi un computer)per almeno 20 ore alla settimana. Essi hanno diritto, qualora svolgano tale attività per almeno quattro ore consecutive, ad una pausa stabilita nelle modalità dalla contrattazione collettiva. In questo caso, è prevista una pausa di 15 minuti ogni due ore. Questo periodo, però, non è da considerarsi espressamente come di riposo: si può trattare anche di un semplice cambio di attività, che consente quindi al lavoratore di allontanarsi momentaneamente dal videoterminale. 

Le pause al lavoro, quindi, sono necessarie e importanti per svolgere al meglio la propria attività. Un eccessivo carico senza stop per tutta la durata della giornata in ufficio può essere deleterio per il benessere del lavoratore e per la produttività dell’azienda.