festività in busta paga: tutto quello che c'è da sapere.

04/05/2019 18:17:11

Oltre alla domenica, considerata un giorno festivo, il nostro ordinamento prevede alcuni giorni di festa, ossia delle ricorrenze più o meno fisse da calendario, durante le quali non si lavora. Qual è il trattamento economico delle festività in busta paga? Qual è il trattamento previdenziale, fiscale e come si calcolano nel dettaglio? Scopriamolo insieme in questa guida anche con qualche esempio pratico.

Festività in busta paga: definizione

Le festività retribuite all’interno della busta paga sono tutte quelle giornate festive come la domenica e le feste nazionali, anche infrasettimanali, che sono previste dalla legge italiana. Bisogna fare subito una precisazione. Il nostro ordinamento non ha una nozione generale e onnicomprensiva di retribuzione, è per questo motivo che è data la possibilità ai contratti collettivi e all’accordo tra le parti di cambiare la base di calcolo per la retribuzione della festività. Per qualsiasi chiarimento, quindi, è necessario fare riferimento al CCNL di riferimento.

I giorni festivi durante i quali i dipendenti non devono recarsi in ufficio, percependo comunque la normale retribuzione, sono:

  • 1° Gennaio: Capodanno
  • 6 Gennaio: Epifania
  • Lunedì di Pasqua: Giorno dell’Angelo
  • 25 Aprile: Anniversario della Liberazione d’Italia
  • 1° Maggio: Festa dei Lavoratori
  • 2 Giugno: Festa della Repubblica
  • 15 Agosto: Assunzione della Beata Vergine
  • 1° Novembre: Ognissanti
  • 8 Dicembre: Immacolata Concezione
  • 25 Dicembre: Santo Natale
  • 26 Dicembre: Santo Stefano

A queste festività va aggiunto anche il giorno di riposo in onore del Santo Patrono del Comune in cui ha sede il lavoro, indipendentemente dal luogo di residenza del lavoratore, che varia ovviamente da Comune a Comune.

Festività in busta paga: il calcolo

Gestione previdenziale e fiscale delle festività in busta paga: come funziona

Le festività in busta paga sono trattate secondo la normale retribuzione giornaliera del dipendente, ma variano a seconda del giorno della settimana in cui cadono.
Vediamo com’è gestita la festività dal datore di lavoro:

  • La festività infrasettimanale sarà compresa nella retribuzione globale per impiegati e operai retribuiti in misura fissa ogni mese, mentre sarà considerata la retribuzione oraria per gli operai che percepiscono uno stipendio su base oraria.
  • Le festività che cadono di domenica verranno aggiunte in busta paga nella forma di un giorno in più per gli impiegati e gli operai retribuiti in misura fissa e con tariffa oraria. In quest’ultimo caso avremo, ad esempio, 6 ore e 40 minuti normalmente retribuite, se sono ad esempio previsti 6 giorni di lavoro settimanali per 40 ore totali.
  • Le festività cadenti il sabato sono incluse nella busta paga mensile per chi ha uno stipendio fisso e sono calcolate invece in busta paga con 8 ore per gli operai retribuiti secondo tariffa oraria.

Festività in busta paga: le eccezioni

La prima eccezione riguarda la Pasqua. Per questa festività, infatti, è prevista la retribuzione in busta paga solo per alcuni contratti collettivi. Nello specifico, la giornata di Pasqua sarà pagata agli operai, retribuiti a ore, e non agli impiegati, che ricevono uno stipendio fisso, a meno che non sia esplicitamente indicata nel relativo contratto di categoria una retribuzione extra. La Pasqua, quindi, nella maggior parte dei casi è una domenica di non lavoro (in virtù del fatto che cade sempre in questo giorno della settimana) come le altre, e per questo non viene prevista una retribuzione da festività non goduta.

Se il dipendente lavora in un giorno festivo, la retribuzione deve essere considerata in modo particolare. In questi casi, infatti, si parla di lavoro festivo e si prevede una maggiorazione nello stipendio, che cambia in base al CCNL applicato. In linea generale, se non è previsto un giorno di riposo compensativo, la festività in busta paga sarà composta dal lavoro svolto sommato alla maggiorazione per il lavoro festivo (nel CCNL commercio, ad esempio, la percentuale di maggiorazione è del 30%). Questo tipo di retribuzione è totalmente imponibile in termini di contributi previdenziali e anche dal punto di vista delle trattenute fiscali.

Se il lavoratore, infine, è in malattia, in maternità, in ferie o in permesso, dovrà ugualmente percepire la retribuzione per le festività.