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ghiaccio, arte e coraggio. le soft skills di una campionessa.
Ascoltare la storia di Carolina Kostner, Campionessa Mondiale 2012 e Medaglia di Bronzo Olimpica, non è solo ripercorrere i suoi successi in pista, ma scoprire le abilità umane che le hanno permesso di risalire dopo ogni caduta.
L'esperienza di Carolina , dall'emozionante scelta di lasciare casa a 12 anni fino alla gestione della pressione Olimpica, rivela 7 soft skills essenziali che sono vitali tanto sul ghiaccio quanto nel mondo professionale.
Lasciati ispirare dalla voce di una grande Campionessa: scopri le competenze trasversali che emergono specificamente dalle sue parole e dalla sua storia e che dimostrano come i valori dello sport siano le chiavi fondamentali per il successo professionale:
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coraggio e assunzione di responsabilità
Carolina ha dimostrato coraggio quando, giovanissima, ha deciso di trasferirsi a Oberstdorf per inseguire il suo sogno, sapendo che "il treno passa e bisogna avere il coraggio di salire".
Questo coraggio le ha permesso di prendere decisioni difficili, come il trasferimento in America, assumendosi la responsabilità del proprio percorso e della propria crescita, fondamentale per diventare un adulto maturo.
coraggio: come svilupparlo -
resilienza e gestione dell'errore
La campionessa sottolinea come l'insuccesso o il risultato non raggiunto debba lasciare in sé "quella curiosità di trovare la soluzione a quello che non sei riuscito a fare". La resilienza è il flusso naturale della vita: non bisogna lasciarsi definire troppo dal fallimento, ma imparare da esso, perché il miglioramento spesso inizia proprio quando le cose vanno male. Randstad celebra lo sforzo di rialzarsi dopo ogni caduta.
competenze trasferibili -
lavoro di squadra
Nonostante il pattinaggio di figura sia uno sport individuale, Carolina evidenzia come dietro la sua preparazione ci sia un lavoro di squadra enorme, che include il coreografo, l'allenatore, il preparatore atletico, lo staff medico e persino il tecnico delle lame ("il nostro angelo custode"). Nello sport di alto livello, l'obiettivo si raggiunge unendo le forze per realizzare gli obiettivi.
lavorare in team -
adattabilità e ricerca della soluzione
Di fronte alla difficoltà (come la chiusura del palazzetto a Ortisei), la capacità di cercare e trovare una quadra giusta è stata cruciale. Dopo una stagione difficile (post-Vancouver 2010), il fallimento ha aiutato lei e il suo team a capire cosa funzionava e cosa non funzionava, portando a una crescita esponenziale e alla soluzione per la stagione successiva.
motivazione sul lavoro -
mentalità aperta e apprendimento continuo
Carolina sottolinea l'importanza di imparare da ciascuno, incluse le avversarie, ammirando la loro forza mentale o scambiando consigli tecnici. Inoltre, il lavoro mentale deve essere personalizzato e non bisogna fermarsi se il primo mental coach non funziona, ma continuare a cercare la persona giusta.
il lifelong learning -
determinazione e impegno
Lo sport è metafora della vita, richiedendo pazienza e determinazione per raggiungere gli obiettivi, sapendo che la linea non è mai retta. L'impegno e lo spirito di squadra visibili negli atleti possono servire da ispirazione e motivazione per i giovani.
autodeterminazione personale -
gestione della pressione e maturità emotiva
Carolina Kostner ha imparato a gestire i momenti di euforia e di dramma con equilibrio, seguendo l'insegnamento del suo allenatore di non cadere negli eccessi. L'esperienza di vita da sola (come il periodo negli Stati Uniti) ha forzato una crescita umana e di maturità, che si è riflessa anche nell'evoluzione atletica successiva.
stress: come gestirlo
dalle radici all'oro Olimpico: l'importanza della casa per il campione.
Giuliano Razzoli, ex sciatore alpino, specialista dello slalom speciale, soprannominato "Razzo" si è ritirato a 39 anni, dopo una carriera che vanta 168 gare da professionista, la medaglia d'oro ai Giochi di Vancouver 2010 e undici podi in Coppa del Mondo.
Giuliano condivide la sua mentalità vincente, focalizzata sulla cura dei particolari e sulla progressione "un sogno alla volta". Affrontando infortuni e momenti difficili (i suoi up and down nella carriera), l'atleta racconta come la pressione si gestisce al cancelletto di partenza, dove conta solo il tracciato e la velocità.
Un percorso di successo che ha richiesto anni di allenamenti per tornare a giocarsi la vittoria, come dimostrato dalla sua resilienza sulla pista di Kitzbühel.
L'esperienza di Giuliano, dal piccolo sci club "Razzolo" all'oro Olimpico, evidenzia competenze fondamentali per eccellere anche nel contesto professionale, basate su un approccio pragmatico e orientato al risultato:
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determinazione e ricerca dell'eccellenza
Lo sci ha allenato nel Campione di slalom speciale la voglia di curare i particolari. Lo sport, in generale, lo obbliga a puntare sempre all'eccellenza in ogni cosa, anche la più banale.
cura del dettaglio al colloquio -
gestione della pressione e focus mentale
Lo sport amplifica le situazioni e costringe a risolvere i problemi all'improvviso. Giuliano ha allenato la gestione mentale delle situazioni e degli imprevisti. Al cancelletto di partenza, il suo focus era esclusivo sul tracciato, senza farsi sopraffare dalla pressione Olimpica.
work-life balance e stress -
pianificazione e obiettivi progressivi
Giuliano non sognava subito di vincere le Olimpiadi, ma di procedere "un sogno alla volta".
raggiungere gli obiettivi
I suoi obiettivi si sviluppavano in progressione: vincere i campionati regionali, poi quelli nazionali, per arrivare infine in nazionale giovanile. Questo è il suo modo di guardare avanti e al futuro. -
resilienza e perseveranza (rialzarsi dopo la caduta)
La sua carriera è stata caratterizzata da molti up and down, inclusi gravi infortuni (come problemi di ginocchio e schiena) che lo avevano costretto a pensare di smettere.
cambiare lavoro
La sua determinazione è stata cruciale: dopo essersi rotto il ginocchio a Kitzbühel nel suo momento migliore, la voglia di tornare a giocarsi quella vittoria è stata l'energia che lo ha spinto ad andare avanti per ben sei anni di allenamenti. -
consapevolezza del valore del lavoro e delle scelte
Il Campione di slalom speciale preferisce parlare di scelte piuttosto che di sacrifici, avendo avuto l'opportunità di fare dello sport la sua vita. Riconosce che, sebbene lo sport sia divertimento, trasformarlo in lavoro implica anche momenti duri; tuttavia, per raggiungere certi livelli sono necessarie capacità che si costruiscono solo con la costanza, soprattutto quando il divertimento viene meno.
lo sport allena il tuo futuro
creatività, coraggio e l'oro storico degli X Games.
Miro Tabanelli, il giovane talento italiano dello sci freestyle e slopestyle, nato sull'Appennino e cresciuto immerso nella natura. Classe 2004, è un pioniere della disciplina: è stato il primo uomo italiano a salire su un podio di Coppa del Mondo di Big Air, classificandosi secondo a Copper Mountain nel dicembre 2022. La sua impresa più eclatante è stata la conquista dell’oro ai Winter X Games di Aspen nel gennaio 2025, dove ha eseguito il primo “2340” (6,5 rotazioni) nella storia delle gare di sci.
L'esperienza di Miro Tabanelli nello sci freestyle e slopestyle evidenzia diverse competenze trasversali (soft skills) che sono preziose e direttamente trasferibili in qualsiasi ambiente lavorativo. Scopri come la sua storia di successo, fatta di adrenalina, lavoro duro e innovazione, incarni le competenze essenziali per eccellere anche nel contesto professionale:
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creatività e innovazione
Il freestyle si basa sulla capacità di distaccarsi dai canoni tradizionali per dare spazio alla creatività. La costruzione di un trick richiede di unire il gesto tecnico alla creatività. Questa abilità di pensare fuori dagli schemi e di sviluppare soluzioni inedite è fondamentale in contesti lavorativi che richiedono innovazione.
creatività sul lavoro -
lavoro di squadra e collaborazione
Sebbene il freestyle sia uno sport individuale, Miro sottolinea che il concetto di crew (squadra) è cruciale. Il suo è un ambiente di amicizia in cui gli atleti si spingono l'uno con l'altro a migliorarsi. Il lavoro di squadra include lo scambio di feedback tra atleti e tecnici, utile per migliorarsi di anno in anno.
lavorare in team -
organizzazione e self-management
Per bilanciare gli allenamenti ad alto livello e gli impegni scolastici (liceo), il Campione di sci freestyle ha dovuto frequentare lo Ski College. Questo processo ha aiutato lo sportivo a sviluppare capacità di organizzazione e programmazione. Inoltre, l'esperienza di viaggiare e diventare indipendente lo ha aiutato a maturare anche negli studi.
competenze organizzative -
determinazione e focus sugli obiettivi
Miro ha sempre avuto una mentalità orientata alla competitività e al desiderio di diventare migliore in ciò che stava facendo. La sua aspirazione è sempre stata quella di raggiungere obiettivi, procedendo "un sogno alla volta" (sebbene questa frase sia stata usata da Razzoli, il concetto di crescita progressiva è un filo conduttore). Il Campione è ispirato dalla perseveranza di sua madre e si sforza di rimanere sempre concentrato sui suoi obiettivi.
fare carriera -
resilienza e accettazione del rischio
Il percorso di un freestyler comporta l'accettazione del rischio fisico, chiamato anche "pagare il tributo al trick", che comporta "botte e lividi". La preparazione non è solo fisica, ma include l'allenamento per assorbire gli impatti e riuscire a sviluppare la percezione del movimento in aria. Miro ha dovuto superare molti sforzi per azzeccare il nuovo salto storico.
come reagire alle sconfitte
dalla pista al lavoro: le soft skill per il successo e l'impegno totale
Martina Valcepina, short tracker e vincitrice di tre medaglie olimpiche, incarna diversi valori e competenze che sono direttamente applicabili e fondamentali nel mondo del lavoro, dimostrando come sia possibile raggiungere grandi obiettivi sportivi grazie a decisioni consapevoli e impegno totale.
Di seguito sono riportate 5 competenze chiave estrapolate dal suo racconto:
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caparbietà e orientamento all'obiettivo
Martina è descritta come una "forza della natura" con grande "energia e caparbietà" e la volontà di "arrivare sempre prima degli altri". Nelle sue gare migliori, il suo pensiero è concentrato sul "devi vincere, devi battere gli altri". Questa forte spinta competitiva e il focus sul risultato sono essenziali per guidare progetti e superare la concorrenza nel contesto lavorativo.
vuoi essere competitivo? -
lavoro di squadra e collaborazione
Martina sottolinea l'importanza di creare un legame fondamentale con i compagni di squadra, specialmente nella staffetta (che le dà molta più carica e la aiuta a gestire la pressione olimpica). Lei concorda che l'esperienza di lavorare in squadra è paragonabile a un lavoro di squadra nel mondo lavorativo.
teamwork -
responsabilità e consapevolezza delle scelte
La Campionessa distingue l'impegno sportivo come una "scelta" consapevole, non un "sacrificio". Sostiene che prima di affrontare la fatica ci sia sempre una decisione presa dall'individuo. Questo principio si traduce in un contesto lavorativo nella capacità di prendere decisioni ponderate e di assumersi la responsabilità delle proprie azioni e del proprio impegno.
sei pronto al cambiamento? -
gestione dello stress e della pressione
Nonostante la pressione dell'Olimpiade la mandi "in tilt" o le crei "problemi di pressione", Martina riesce a gestirla canalizzando l'energia attraverso la squadra ("farlo per la squadra mi dà molto più carica"). Questa capacità di funzionare e performare ai massimi livelli anche sotto forte stress, utilizzando il supporto del team, è cruciale nei ruoli ad alta responsabilità.
cos'è il burnout -
organizzazione e flessibilità
Martina Valcepina è l'esempio che si possono raggiungere grandi obiettivi sportivi (tre medaglie olimpiche) in contemporanea alla vita personale, essendo diventata madre di due gemelle nel 2014,. Incoraggia le sue figlie a imparare a gestire i loro impegni nello sport, con lo studio e con le amicizie. Questa abilità di bilanciare impegni complessi e di adattarsi a nuove sfide (come la maternità) è una soft skill di gestione del tempo e flessibilità inestimabile.
work-life balance
trasformare l'imprevisto in opportunità con visione e curiosità
Andrea Macrì incarna la capacità di guardare oltre l'immediato per costruire un futuro sostenibile. La sua storia personale, segnata da un grave incidente scolastico nel 2008 che ha stravolto la sua vita, è la testimonianza concreta di come un evento traumatico possa trasformarsi nell'occasione per scoprire "talenti che non sapevo minimamente di avere". Attraverso una "curiosità pazzesca" e la ferma consapevolezza che "non siamo fatti per reagire da soli", Andrea ha evoluto la sua esperienza sportiva in una carriera manageriale, con l'obiettivo di far sì che i Giochi lascino un'"eredità" tangibile e inclusiva per i territori e le persone.
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visione a lungo termine (strategic planning)
Nel suo ruolo di Legacy Manager, Andrea sottolinea l'importanza di non concentrarsi solo sull'"oggi", ma di pianificare per il "domani". Utilizza la metafora dei Giochi come un "treno" che passa, ma che deve lasciare qualcosa di concreto sul territorio quando ripartirà. Sul lavoro, questo si traduce nella capacità di guardare oltre la scadenza immediata per costruire progetti sostenibili e duraturi.
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collaborazione e interdipendenza (teamwork)
Andrea smonta il mito dell'uomo solo al comando affermando: "Non esiste nulla di tutto ciò fatto da soli... noi non siamo fatti per reagire da soli". Riconosce che ogni suo successo è stato possibile grazie al "tifo" e all'aiuto di infermieri, compagni e famiglia che hanno sistemato i "mattoncini" con lui. In azienda, questo significa riconoscere il valore della delega e del supporto del team.
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curiosità e apprendimento continuo
Il Campione Paralimpico attribuisce la sua rinascita a una "curiosità pazzesca" che andava alimentata. Ha provato 7 sport diversi prima di trovare la sua strada e applica lo stesso approccio nel lavoro in Fondazione, dove apprezza la velocità di apprendimento che l'ambiente gli offre. La curiosità è il motore dell'innovazione e della crescita professionale.
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gestione del cambiamento e adattabilità
Dopo l'incidente che gli ha stravolto la vita, Andrea non si è fermato a ciò che aveva perso, ma ha scoperto "talenti che non sapevo minimamente di avere". Sostiene che le difficoltà (come l'incidente) non creano abilità dal nulla, ma offrono l'opportunità di tirare fuori caratteristiche che erano già presenti ma latenti. Sul lavoro, è la capacità di fare pivoting e trovare nuove risorse durante le crisi.
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inclusione e comunicazione empatica
Andrea Macrì lavora per abbattere le barriere, spiegando che la disabilità sta diventando una nuova "normalità" e sottolinea l'importanza di "rompere il muro" della diffidenza attraverso una comunicazione genuina. Nel contesto lavorativo, questa è una competenza fondamentale di Diversity & Inclusion: creare un ambiente dove le domande sono benvenute e le barriere relazionali vengono abbattute per favorire la collaborazione.
Diversity & Inclusion
la resilienza d’oro e la forza della condivisione
Michela Moioli, campionessa olimpica di Snowboard Cross a Pyeong Chang 2018, incarna l'equilibrio perfetto tra la grinta agonistica e una profonda sensibilità umana. La sua carriera, iniziata con l'esuberanza di una bambina che voleva "fare qualcosa di grande", si è trasformata in un percorso di maturazione dove le cadute sono diventate lezioni fondamentali. Michela dimostra che per vincere non basta essere veloci: bisogna saper adattarsi agli imprevisti, studiare come per un esame universitario e, soprattutto, capire che anche in uno sport individuale il successo è frutto della condivisione.
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adattabilità e resourcefulness
Michela ha imparato fin da piccola a ottenere il massimo con le risorse a disposizione. Racconta di aver vinto i primi campionati italiani "con una tavola da noleggio" che cambiava ogni anno, dovendosi riadattare costantemente a un attrezzo nuovo. Sul lavoro, questo si traduce nella capacità di performare anche senza strumenti perfetti, adattandosi rapidamente ai cambiamenti e agli imprevisti.
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mentorship e generosità
Guardando al futuro, la Campionessa Olimpica di snowboard cross sente la responsabilità di trasmettere la sua esperienza alle nuove generazioni, come sta facendo con la giovane compagna di squadra Lisa. Il suo obiettivo è "evitare che facciano la stessa fatica" o commettano gli stessi errori, offrendo "qualche dritta in più". In azienda, questa è la figura del leader che coltiva i talenti junior per garantire la continuità e la crescita del team.
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resilienza costruttiva
La grave caduta e l'infortunio nella finale di Sochi 2014 non sono stati visti come una sconfitta, ma come uno "schiaffo" necessario per maturare: "Credo che quella finale, quella caduta... mi abbia formato molto". Michela ha trasformato un trauma in un'opportunità di crescita, una soft skill cruciale per gestire i fallimenti di business e ripartire con maggiore consapevolezza.
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team building empatico
Nonostante lo snowboard cross sia uno sport di contatto individuale, Michela Moioli promuove una filosofia di "Sharing is caring" (condividere è aver cura). Crede nel valore di condividere le difficoltà anche con le avversarie, creando un ambiente di supporto reciproco dove "ci si scanna dal cancelletto all'arrivo, ma poi ci si abbraccia con sincerità". Nel lavoro, questo crea un clima aziendale sano, dove la competizione non uccide la collaborazione.
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gestione dello stress e mindset
Michela applica le tecniche di concentrazione sportiva anche allo studio universitario, utilizzando lo stesso mindset per affrontare un esame o una finale olimpica: preparazione, focus e capacità di sdrammatizzare per sciogliere la tensione. Questa competenza è fondamentale per gestire la pressione delle scadenze lavorative e mantenere la lucidità nei momenti critici.
c’è una nuova casa davvero speciale
dove il mondo del lavoro e dello sport si incontrano.