ghiaccio, arte e coraggio. le soft skills di una campionessa.

Ascoltare la storia di Carolina Kostner, Campionessa Mondiale 2012 e Medaglia di Bronzo Olimpica, non è solo ripercorrere i suoi successi in pista, ma scoprire le abilità umane che le hanno permesso di risalire dopo ogni caduta.

L'esperienza di Carolina , dall'emozionante scelta di lasciare casa a 12 anni fino alla gestione della pressione Olimpica, rivela 7 soft skills essenziali che sono vitali tanto sul ghiaccio quanto nel mondo professionale.

Lasciati ispirare dalla voce di una grande Campionessa: scopri le competenze trasversali che emergono specificamente dalle sue parole e dalla sua storia e che dimostrano come i valori dello sport siano le chiavi fondamentali per il successo professionale:

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dalle radici all'oro Olimpico: l'importanza della casa per il campione.

Giuliano Razzoli, ex sciatore alpino, specialista dello slalom speciale, soprannominato "Razzo" si è ritirato a 39 anni, dopo una carriera che vanta 168 gare da professionista, la medaglia d'oro ai Giochi di Vancouver 2010 e undici podi in Coppa del Mondo.

Giuliano condivide la sua mentalità vincente, focalizzata sulla cura dei particolari e sulla progressione "un sogno alla volta". Affrontando infortuni e momenti difficili (i suoi up and down nella carriera), l'atleta racconta come la pressione si gestisce al cancelletto di partenza, dove conta solo il tracciato e la velocità. 

Un percorso di successo che ha richiesto anni di allenamenti per tornare a giocarsi la vittoria, come dimostrato dalla sua resilienza sulla pista di Kitzbühel.

L'esperienza di Giuliano, dal piccolo sci club "Razzolo" all'oro Olimpico, evidenzia competenze fondamentali per eccellere anche nel contesto professionale, basate su un approccio pragmatico e orientato al risultato:

 

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creatività, coraggio e l'oro storico degli X Games.

Miro Tabanelli, il giovane talento italiano dello sci freestyle e slopestyle, nato sull'Appennino e cresciuto immerso nella natura. Classe 2004, è un pioniere della disciplina: è stato il primo uomo italiano a salire su un podio di Coppa del Mondo di Big Air, classificandosi secondo a Copper Mountain nel dicembre 2022. La sua impresa più eclatante è stata la conquista dell’oro ai Winter X Games di Aspen nel gennaio 2025, dove ha eseguito il primo “2340” (6,5 rotazioni) nella storia delle gare di sci.

L'esperienza di Miro Tabanelli nello sci freestyle e slopestyle evidenzia diverse competenze trasversali (soft skills) che sono preziose e direttamente trasferibili in qualsiasi ambiente lavorativo. Scopri come la sua storia di successo, fatta di adrenalina, lavoro duro e innovazione, incarni le competenze essenziali per eccellere anche nel contesto professionale:

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dalla pista al lavoro: le soft skill per il successo e l'impegno totale

Martina Valcepina, short tracker e vincitrice di tre medaglie olimpiche, incarna diversi valori e competenze che sono direttamente applicabili e fondamentali nel mondo del lavoro, dimostrando come sia possibile raggiungere grandi obiettivi sportivi grazie a decisioni consapevoli e impegno totale.
Di seguito sono riportate 5 competenze chiave estrapolate dal suo racconto:

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trasformare l'imprevisto in opportunità con visione e curiosità

Andrea Macrì incarna la capacità di guardare oltre l'immediato per costruire un futuro sostenibile. La sua storia personale, segnata da un grave incidente scolastico nel 2008 che ha stravolto la sua vita, è la testimonianza concreta di come un evento traumatico possa trasformarsi nell'occasione per scoprire "talenti che non sapevo minimamente di avere". Attraverso una "curiosità pazzesca" e la ferma consapevolezza che "non siamo fatti per reagire da soli", Andrea ha evoluto la sua esperienza sportiva in una carriera manageriale, con l'obiettivo di far sì che i Giochi lascino un'"eredità" tangibile e inclusiva per i territori e le persone.

la resilienza d’oro e la forza della condivisione

Michela Moioli, campionessa olimpica di Snowboard Cross a Pyeong Chang 2018, incarna l'equilibrio perfetto tra la grinta agonistica e una profonda sensibilità umana. La sua carriera, iniziata con l'esuberanza di una bambina che voleva "fare qualcosa di grande", si è trasformata in un percorso di maturazione dove le cadute sono diventate lezioni fondamentali. Michela dimostra che per vincere non basta essere veloci: bisogna saper adattarsi agli imprevisti, studiare come per un esame universitario e, soprattutto, capire che anche in uno sport individuale il successo è frutto della condivisione.

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