il reclutamento post-crisi: come cambierà il processo per l’assunzione?

16/12/2020 13:07:00

La maggior parte delle aziende in tutto il mondo è attualmente impegnata nella gestione delle conseguenze immediate che il Covid-19 sta avendo sull’attività lavorativa.

Negli uffici HR, i manager concentrano gran parte dei loro sforzi per far fronte alle sfide più urgenti, come facilitare il rientro in sicurezza sul luogo di lavoro o colmare le lacune nella forza lavoro

Tuttavia, la sfida più grande non riguarda tanto il presente, quanto il futuro: guardare oltre le priorità del momento è fondamentale. Solo in questo modo sarà infatti possibile capire come la pandemia influirà sulle strategie e dinamiche aziendali una volta che l’emergenza sarà superata. Ma soprattutto capire quali saranno gli impatti duraturi e i cambiamenti permanenti cui bisognerà far fronte. 

recruiting post-covid

aumento del recruiting online.

Il distanziamento fisico e le restrizioni imposte per tenere sotto controllo la curva dei contagi hanno portato un cambio di paradigma. Molte delle classiche attività aziendali sono state spostate nell’ambiente virtuale. Anche il reclutamento delle nuove risorse ha vissuto lo stesso fenomeno. Spesso la transizione è stata imposta, ma questo non vuol dire che si tornerà automaticamente indietro. Molte aziende hanno trovato questi nuovi metodi non solo efficaci, ma anche estremamente utili. 

Quello che è nato come un esperimento e una necessità potrebbe dunque diventare la regola nella tanto citata “nuova normalità”, che ci auspichiamo, arrivi presto. La tecnologia moderna offre un'ampia gamma di possibilità per interagire in remoto con i candidati, valutarne l'idoneità al ruolo in questione e far loro percorrere il processo di assunzione con la massima efficacia.

Il video colloquio, ad esempio, può rivelarsi più rapido, più semplice ed economico dell'alternativa fisica, non solo per l’azienda ma anche per lo stesso candidato. La possibilità di registrare l’intervista, inoltre, offre sia ai recruiter sia all’intervistato/a l’occasione per rivederlo in un secondo momento. Permettendo ai primi di verificare con attenzione aspetti che potrebbero essere sfuggiti; e ai secondi di fare un’autovalutazione della propria performance. 

Un altro vantaggio per chi sta sostenendo il colloquio online è la possibilità di rispondere alle domande dei selezionatori sfruttando un supporto video. Con questa tipologia di job-interview si ha infatti l’occasione di condividere il proprio schermo e mostrare qualche progetto passato o una presentazione alla quale si è lavorato. 

Anche altre pratiche guidate dalla tecnologia stanno diventando sempre più importanti in questo momento. Due esempi su tutti:

L'interazione personale e il coinvolgimento in persona rimarranno elementi fondamentali del processo di reclutamento, ma le aziende che hanno beneficiato di tecnologie di assunzione all'avanguardia saranno inclini a continuare a utilizzarle in futuro. Magari integrandole in quello che era il modus operandi pre-emergenza.

crescita del lavoro a distanza.

Lo smart working stava già conoscendo una rapida espansione prima di quest’anno. L’emergenza Covid-19 ha dunque soltanto accelerato un processo in atto.

Alcune ricerche condotte da FlexJobs e Global Workplace Analytics hanno dimostrato che negli Stati Uniti si è registrato un aumento del 159% del lavoro a distanza tra il 2005 e il 2017.

Uno studio separato condotto da International Workplace Group ha rilevato che più della metà degli intervistati (il 53%) ritiene più importante la possibilità di scegliere il luogo di lavoro piuttosto che lavorare per un'azienda prestigiosa.

E non è solo sul fronte candidato che stanno cambiando la percezione sul lavoro a distanza. Il sondaggio COVID-19 CFO Pulse della PwC ha dimostrato che, a giugno, solo il 26% dei leader di aziende della finanza ha previsto un calo di produttività a seguito del passaggio al lavoro a distanza. Un numero in netto calo rispetto al 45% registrato appena due mesi prima (leggi anche su CareerLab: come essere più produttivi lavorando da casa).

Più della metà degli intervistati (il 52%) ha dichiarato che adotterà delle misure per migliorare l'esperienza del lavoro a distanza, rendendola un'opzione permanente per i dipendenti.

Molte economie iniziano lentamente a riaprire ed è sempre più chiaro che le aziende devono imparare a operare in parallelo con la minaccia del virus. Le imprese dovranno implementare delle misure per garantire la sicurezza dei propri dipendenti e allo stesso tempo considerare nuovi modi di lavorare per sopravvivere e prosperare, andando avanti.

Melanie Butler, partner PwC UK

Per quanto riguarda il reclutamento, le aziende che renderanno il lavoro a distanza una parte fondamentale della propria proposta di valore dei dipendenti (EVP) potrebbero diventare molto più attrattive e, di conseguenza, scovare candidati di alto livello (leggi anche: cosa cercano i lavoratori in un’azienda: generazioni a confronto)

la forza lavoro flessibile.

La crisi degli ultimi mesi ha anche reso evidenti i vantaggi di una forza lavoro interinale, che preveda l’utilizzo di dipendenti flessibili e a chiamata. Il primo e più immediato di questi vantaggi è la possibilità di accedere a talenti esperti e di sicuro affidamento quando è più necessario. 

In questo modo, senza avere ricadute sui costi fissi, si riesce a rispondere con puntualità alle esigenze fluttuanti del mercato. Una simile strategia è utile soprattutto quando, a causa di personale in malattia o assente per qualsiasi altro motivo, diventa difficile reperire le risorse all’interno del parco dipendenti dell’azienda. 

Lo staffing temporaneo è spesso la soluzione migliore.

Collaborare con un partner specializzato nei servizi HR può aiutarvi a trovare i talenti di cui avete bisogno in breve tempo, grazie alla conoscenza del mercato del lavoro e all’accesso ad un database di profili affidabili. 

È inoltre possibile sfruttare le soluzioni di pianificazione della forza lavoro, uno strumento che permette di rispondere alla stagionalità e facilita l’assunzione di personale temporaneo - altamente specializzato - per specifici progetti. In questo modo si garantisce la forza lavoro necessaria per il raggiungimento degli obiettivi aziendali, senza i costi e le complessità di un’assunzione permanente. 

Questi strumenti si sono rivelati particolarmente utili nella situazione straordinaria vissuta con l’emergenza COVID-19, ma continueranno a svolgere un ruolo importante per molti datori di lavoro anche dopo la fine della crisi.

più cura e più comunicazione.

La minaccia al benessere fisico non è l’unico rischio per la salute causato dalla pandemia. Tra i rischi ci sono anche diversi problemi di salute mentale come lo stress, l’ansia e la depressione (leggi anche: i sintomi che indicano se stai soffrendo di stress da lavoro). 

Questi sono fattori e problemi di cui ogni  responsabile aziendale dovrebbe tener conto. La tutela della salute dei propri dipendenti dovrebbe essere in cima alla lista degli obiettivi di ogni azienda.

Una ricerca condotta dall’Open University of Catalonia ha dimostrato che due terzi dei cittadini in Spagna (il 67%) e quasi sei su dieci del Regno Unito (il 57%) e dell’Italia (il 59%) si è sentito giù di morale, depresso o senza speranza in qualche momento della crisi sanitaria.

Sono diverse le iniziative che le aziende possono intraprendere per sostenere il benessere mentale della propria forza lavoro.

  • offrire un aiuto finanziario tramite un’assicurazione sanitaria
  • mettere a disposizione un canale per alleggerire la pressione psicologica parlando con colleghi o manager

Proprio come il lavoro a distanza, rendere queste opzioni una parte dell'EVP in fase di reclutamento aiuterà ad attrarre candidati forti e a rafforzare il proprio employer brand.

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