la somministrazione di lavoro da parte di agenzie appartenenti ad altro stato membro

12/12/2014 16:56:55

Il 2 dicembre il Ministero del Lavoro ha pubblicato la risposta alla richiesta di Interpello avanzata dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (vd Interpello n. 31/2014) sulla corretta interpretazione dell’articolo 5, comma 2, lett. c), D.lgs. n. 276/2003, norma che prevede in capo alle agenzie di somministrazione un preciso obbligo di deposito cauzionale “a garanzia dei crediti dei lavoratori impiegati e dei corrispondenti crediti degli enti previdenziali*.”

A fronte della specifica istanza, concernente la sussistenza di tale obbligo anche a carico delle agenzie già iscritte o autorizzate in base alla legislazione di altro Stato membro (nel caso specifico Slovenia), il Ministero ha chiarito quanto segue.

Ebbene, l’agenzia di somministrazione cui sia stata riconosciuta autorizzazione da altro Stato membro equivalente a quella rilasciato dal nostro Paese, sarà tenuta a presentare “una mera richiesta di iscrizione presso l’apposito albo del Ministero del lavoro italiano, e non anche una nuova richiesta di autorizzazione allo svolgimento dell’attività di somministrazione”; tuttavia, in ordine alla specifica questione concernente la garanzia fideiussoria, il Ministero chiarisce ulteriormente che laddove non vi abbiano già assolto nel proprio paese di origine le Agenzie sono comunque tenute a provvedere in tal senso; a tal proposito il riferimento all’adempimento di “obblighi analoghi” contenuto all’articolo 5, D.lgs. n. 276/2003 deve essere interpretato proprio avendo riguardo alla finalità della norma, ossia quella di garantire una effettiva tutela dei lavoratori somministrati.

Di conseguenza, i suddetti obblighi non potranno essere considerati rispettati laddove a titolo di garanzia fideiussoria risultino essere costituite “somme di entità non congrua a tutelare le posizioni giuridiche soggettive coinvolte”: una situazione che, precisa ancora lo stesso Ministero, comporterebbe un “grave pregiudizio anche delle condizioni di libera concorrenza del mercato”.

In definitiva se anche nel caso concreto dovesse essere ritenuta sufficiente una mera richiesta di iscrizione presso l’albo italiano, perché trattasi appunto di “agenzia di somministrazione in possesso di provvedimento autorizzatorio di altro Stato membro equivalente” a quella rilasciata dal nostro ordinamento, qualora la medesima agenzia non abbia già provveduto ad obblighi analoghi sulla base di quanto previsto dal proprio ordinamento, sarà comunque indispensabile la stipulazione di “una specifica garanzia fideiussoria”.   

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*“2. Per l'esercizio delle attività di cui all'articolo 20, oltre ai requisiti di cui al comma l, é richiesta:

a) l'acquisizione di un capitale versato non inferiore a 600.000 euro ovvero la disponibilità di 600.000 euro tra capitale sociale versato e riserve indivisibili nel caso in cui l'agenzia sia costituita in forma cooperativa

b) la garanzia che l'attività interessi un ambito distribuito sull'intero territorio nazionale e comunque non inferiore a quattro regioni

c) a garanzia dei crediti dei lavoratori impiegati e dei corrispondenti crediti contributivi degli enti previdenziali, la disposizione, per i primi due anni, di un deposito cauzionale di 350.000 euro presso un istituto di credito avente sede o dipendenza nei territorio nazionale o di altro Stato membro della Unione europea; a decorrere dal terzo anno solare, la disposizione, in luogo della cauzione, di una fideiussione bancaria o assicurativa o rilasciata da intermediari iscritti nell’elenco speciale di cui all’articolo 107 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, che svolgono in via prevalente o esclusiva attività di rilascio di garanzie, a ciò autorizzati dal Ministero dell’economia e delle finanze, non inferiore al 5 per cento del fatturato, al netto dell'imposta sul valore aggiunto, realizzato nell'anno precedente e comunque non inferiore a 350.000 euro. Sono esonerate dalla prestazione delle garanzie di cui alla presente lettera le società che abbiano assolto ad obblighi analoghi previsti per le stesse finalità dalla legislazione di altro Stato membro della Unione europea.”