psicologo in azienda: ecco perché è importante.

06/05/2019 12:49:12

Il ruolo dello psicologo in azienda non si esaurisce semplicemente nelle pratiche di coaching, formazione e selezione del personale, ma rappresenta una figura chiave per supportare il benessere individuale dei dipendenti e per monitorare il clima presente nell’azienda. Le aziende che hanno introdotto la figura dello psicologo in ufficio sostengono, infatti, con grande soddisfazione di aver assistito a un significativo miglioramento dell’ambiente lavorativo con diversi vantaggi per tutto il team.

Migliorare la prestazione lavorativa e il clima in ufficio rappresentano un ottimo obiettivo da perseguire come mission aziendale e il campo d’azione si dovrebbe estendere anche oltre le ore trascorse in ufficio. Oggi è molto importante integrare lo sviluppo organizzativo con l’esigenza di sviluppare le skills personali dei dipendenti, per favorire in questo modo il benessere collettivo. Se la singola risorsa è felice e soddisfatta della sua vita, i risultati in termini di produttività non tarderanno ad arrivare e “contageranno” in modo positivo anche gli altri colleghi.

Psicologo in azienda: ecco perché è importante

Psicologo in azienda: perché è importante

Michael Gruneberg già nel 1979 nel suo “Understanding Job Satisfaction” scriveva:

La qualità dell’equilibrio psicofisico ha necessariamente ripercussioni sull’ambiente di lavoro. La soddisfazione nei luoghi di lavoro va coltivata, non c’è dubbio e non è un’utopia.

Introdurre la figura dello psicologo in azienda vuol dire, in questo senso, migliorare in modo concreto il welfare aziendale. Sono tanti gli psicologi che sostengono convintamente che le emozioni positive in ufficio predispongono in modo naturale alla cooperazione e all’onestà, migliorando di conseguenza anche i livelli di produttività. La soddisfazione del singolo dipendente diventa in questo modo di vitale importanza per iniziare a porre le basi per una condizione di benessere per l’intera collettività.

La soddisfazione personale senza alcun dubbio influisce in termini positivi sulla performance lavorativa: i dipendenti felici sono maggiormente propensi a impegnarsi, si sentono parte di un gruppo e percepiscono chiaramente il valore del loro lavoro. Con l’insoddisfazione si manifestano, invece, comportamenti negativi, malessere e stress; sentimenti che peggiorano la situazione in ufficio. È semplice immaginare come l’insofferenza nel recarsi e al posto di lavoro aumenti a causa di un cattivo rapporto con i colleghi e faccia insorgere altri disturbi psicosomatici e più lentezza nelle azioni, tutti indicatori che dovrebbero allarmarci.

L’ufficio è l’ambiente in cui si trascorre la maggior parte della giornata: avere a disposizione uno psicoterapeuta pronto ad aiutare in maniera professionale chi avesse bisogno di supporto è un valido aiuto sia per il datore di lavoro che per il dipendente. L’ufficio diventa così un luogo sicuro e questa figura è, inoltre, in grado di fare da filtro tra i dipendenti e i vertici aziendali, migliorando ogni situazione di contrasto.

Grazie al sostegno psicologico offerto dall’azienda, i dipendenti potranno migliorare in modo concreto il benessere personale e quello generale. Molto spesso i vertici non hanno un’immagine esaustiva della condizione reale dei propri collaboratori, ma assumendo un esperto si potrà misurare la soddisfazione del team in modo davvero semplice. In America esiste già da qualche anno “il manager della felicità”, una figura che assicura l’ascolto, capisce i bisogni dei dipendenti e sa come intervenire nelle situazioni più critiche. Tra i nuovi trend aziendali sta avendo sempre più successo la felicità e la piena soddisfazione della risorsa, e il modo migliore per rendere la tua azienda un posto più positivo è sicuramente pensare di assumere uno psicologo e far crescere l’appagamento personale dei dipendenti per trarne un beneficio collettivo.