i 5 errori commessi dalle aziende in fase di inserimento dei lavoratori flessibili.

17/10/2019 10:49:50

L'importanza di un efficace processo di inserimento aziendale dei dipendenti è innegabile e molte organizzazioni ne sono già ben consapevoli, visto che oltre la metà (54%) delle società che attuano tali programmi dichiara di osservare maggiori tassi di coinvolgimento dei dipendenti. Le ricerche hanno inoltre dimostrato che:

Il 69% dei dipendenti resterà con maggiore probabilità a lavorare per tre anni  per un datore di lavoro nel caso in cui abbia ricevuto un ottimo inserimento in azienda.

● Le società con procedure standard di inserimento aziendale registrano una maggiore produttività da parte dei neoassunti (50%)

Fino al 20% del turnover del personale si verifica nei primi 45 giorni.

Tali cifre evidenziano l'importanza di assicurare ai neoassunti il migliore inizio di carriera possibile presso il datore di lavoro.

Inoltre, nel mondo del lavoro moderno - in cui concetti quali flessibilità e gig economy non sono mai stati così rilevanti per i datori di lavoro - un processo efficace di inserimento aziendale è importante tanto per i lavoratori flessibili quanto per i dipendenti a tempo indeterminato.

Se l’organizzazione sta facendo sempre più affidamento sulla forza lavoro flessibile (chiamato
anche lavoro temporaneo) e prima di definire un contratto di lavoro flessibile, è necessario assicurarsi di evitare alcuni di questi errori comuni in fase di inserimento aziendale:

1. Non riuscire a far sì che i lavoratori flessibili si sentano i benvenuti  

I lavoratori flessibili non dovrebbero avere la sensazione di entrare a far parte della società come estranei e di essere lì soltanto per svolgere le mansioni assegnate il più velocemente possibile. Essi dovrebbero sentirsi benvenuti da tutti in azienda, dai responsabili senior ai membri del team con cui lavoreranno.

Un caloroso benvenuto aiuta gli ultimi arrivati a sentirsi a proprio agio nell'ambiente di lavoro e ad essere motivati a fare del proprio meglio per l’azienda, contribuendo così all'efficienza e alla produttività.

Saranno inoltre ben disposti a ritornare e a lavorare nuovamente per l'azienda in futuro, gettando le basi di un rapporto a lungo termine reciprocamente gratificante.

 2. Non fornire tutte le informazioni  necessarie

Sia che essi restino in azienda a tempo determinato o indeterminato, uno dei modi migliori per integrare i nuovi dipendenti nell'organizzazione è fornire loro tutte le informazioni sul proprio ruolo, sulla società e sulla sua attività. 

Oltre ad aiutarli a sentirsi a casa sul posto di lavoro, ciò contribuirà a fornire un quadro della cultura, degli obiettivi e dell’employer brand nel suo complesso.

Non fornire ai lavoratori flessibili una panoramica introduttiva completa dell'azienda, aumenta il rischio che essi non si sentano coinvolti rispetto al loro lavoro e, potenzialmente, che commettano errori dovuti alla mancanza di consapevolezza.

3. Trattare in modo diverso il personale sul lavoro temporaneo rispetto al personale fisso 

Un lavoratore che entra in azienda con un contratto di lavoro flessibile o di breve durata dovrebbe essere fatto sentire parte del team sin dal primo giorno. Nessuno vuole sentirsi un estraneo sul posto di lavoro, pertanto è buona norma stabilire politiche che incoraggino tutti i dipendenti a trattare ciascuno dei colleghi con pari rispetto, anche nel caso in cui si tratti di lavoratori con contratti di breve durata.

I lavoratori flessibili che si sentono immediatamente parte del team saranno più produttivi e si sentiranno anche sufficientemente tranquilli nel porre domande e richiedere aiuto in caso di bisogno.

4. Non fornire un supporto dedicato

Proprio come tutti gli altri neoassunti, un lavoratore flessibile dovrebbe avere accesso a tutte le risorse e tutti i mezzi di supporto necessari per svolgere correttamente il proprio lavoro.

Una delle insidie più comuni per i datori di lavoro che ricorrono al personale temporaneo è aspettarsi che la persona si metta immediatamente al lavoro ed esegua quanto ci si attende da lei, fornendole poche indicazioni dedicate o informazioni rilevanti.

Un collaboratore indipendente esperto di informatica, ad esempio, potrebbe disporre di tutte le competenze chiave richieste per il lavoro, ma potrebbe comunque aver bisogno di ragguagli sui software e sui sistemi della società prima di iniziare a lavorare.

5. Stabilire aspettative non realistiche

È naturale che si desideri ottenere il massimo dall'investimento che si effettua con un contratto di lavoro flessibile, ma è importante essere realistici rispetto a ciò che ci si aspetta dai collaboratori esterni e dal personale flessibile durante il periodo che trascorrono in azienda.

Fissare obiettivi che siano chiaramente non realistici porta con molta probabilità il lavoratore a sentirsi stressato e infelice sin dall'inizio, incidendo negativamente sulla qualità del suo lavoro. Lo stesso potrebbe verificarsi nel caso in cui il lavoratore debba lavorare per un tempo eccessivamente lungo per raggiungere gli obiettivi stabiliti, correndo il rischio di esaurirsi e commettere errori.

Le ultime tendenze in materia di HR e forza lavoro indicano che i collaboratori indipendenti e i lavoratori flessibili diventeranno nei prossimi anni una fonte sempre più vitale di competenze. Adottare pratiche positive e investire in un corretto processo di inserimento aziendale del personale flessibile aiuterà ad ottenere i massimi benefici da questa categoria di talenti.