cosa cercano i lavoratori in un'azienda? generazioni a confronto.

14/05/2021 13:00:00

Una delle grandi sfide a cui ogni azienda oggi è chiamata a rispondere è sicuramente la ricerca di talenti da inserire nel proprio organico. Investire sui giovani di qualità, capaci e competenti, è infatti la chiave di volta per innovare a crescere. Allo stesso tempo, però, ogni società deve fare il possibile per trattenere i propri dipendenti (leggi anche: come migliorare la employee retention). 

L’obiettivo, quindi, è cercare di capire cosa cerchino i lavoratori in un’azienda in modo da mettere in campo tutti gli strumenti necessari a questo scopo. Il Randstad Employer Brand Research 2021 ha provato a far luce proprio su questi aspetti. Dai fattori più importanti nella scelta di un datore di lavoro fino alle differenze per fasce di età in campo professionale, ecco i risultati principali emersi dalla survey.

cosa cercano dipendenti

cosa cercano i lavoratori in un’azienda.

Così come emerso dall’indagine del 2020, anche nel 2021 il work life balance si conferma al primo posto tra i fattori che i lavoratori italiani tengono in maggior considerazione nella scelta di un’azienda (leggi anche: in quale azienda sognano di lavorare gli italiani: i vincitori dell’employer brand research 2021).

Il 66% degli intervistati, infatti, ritiene fondamentale che la propria azienda favorisca un buon equilibrio tra vita privata e vita lavorativa. Al secondo posto nelle preferenze degli italiani si colloca un’atmosfera di lavoro piacevole: elemento indicato dal 64% degli intervistati. Mentre al terzo, con il 61% delle preferenze, retribuzione e benefit aziendali

In questo particolare criterio di scelta, l’Italia si differenzia dal resto d’Europa, dove invece gli aspetti economici e i bonus vengono messi al primo posto.

Se da un lato Work life balance, atmosfera di lavoro piacevole, retribuzione e benefit attrattivi sono i requisiti che i potenziali dipendenti cercano più di ogni altra cosa, dall’altra sono anche gli aspetti nei quali ritengono che le aziende siano più carenti. In questo senso, la percezione dei lavoratori italiani non sembra essere cambiata rispetto all’indagine 2020.

stayers e switchers.

La top 3 della classifica dei fattori ritenuti più importanti per la scelta di un’azienda subisce leggere variazioni considerando i dati spacchettati tra stayers (coloro che non hanno cambiato lavoro nell’ultimo anno) e switchers (coloro che lo hanno cambiato).

Questi ultimi, infatti, nel 60% dei casi, ritengono l’atmosfera piacevole sul posto di lavoro e non il work life balance l’aspetto più importante da valutare nella scelta di un’azienda (leggi anche su career lab: work life balance, come raggiungere l’equilibrio tra vita privata e lavoro).

Il 60% degli stayers, dal canto suo, ritiene la sicurezza del posto di lavoro tanto importante quanto retribuzione e benefit.

fasce d’età a confronto.

I fattori che rendono più o meno attrattiva un’azienda cambiano anche a seconda delle fasce d’età interpellate. Il 49% della generazione Z, ad esempio, cerca un datore di lavoro che dia valore alla diversità e all’inclusione

Tale criterio di scelta è quello che fa registrare la differenza più marcata tra la popolazione di età compresa tra i 18 e 24 anni e tutte le altre categorie.

La percentuale, infatti, scende al 38% per la fascia d’età compresa tra i 25 ed i 34 anni, al 33% per quanto riguarda coloro che hanno tra i 35 e i 54 anni e al 34% per i dipendenti tra i  55 ed i 64 anni.

L’altro EVP driver che guida la scelta dei lavoratori, segnando un marcato distacco tra le varie fasce d’età, è la visibilità del percorso di carriera.  Questa voce, infatti, è ritenuta prioritaria dai più giovani (è stata indicata nel 64% dei casi tra i lavoratori della gen z e nel 61% tra i millennials), mentre occupa un posto di minor rilievo per gen x (50%) e boomers (45%).

La generazione X prevale come preferenze sulle altre solo nell’ubicazione del posto di lavoro (36%) come criterio di scelta prioritario di un’azienda. I boomers, invece, rispetto ai colleghi più giovani, sono maggiormente legati alla solidità finanziaria del datore di lavoro (58%), all’ambiente covid-safe (52%) e all’ottima reputazione aziendale (42%).

È evidente che conciliare le esigenze dei dipendenti di un’azienda, a maggior ragione quando hanno età differenti, è un’operazione molto complessa. Tuttavia, è proprio dalla capacità di saper gestire le proprie risorse interne in maniera coerente e trasparente che  dipende la crescita di un’organizzazione e, di conseguenza, il suo successo.

scopri i risultati del randstad employer brand 2021.

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