green jobs: i profili top secondo il rapporto green italy 2015

15/06/2016 15:29:41

Gli investimenti nell’ambito della green economy, che fruttano ogni anno nuovi green jobs, sono in crescita nel nostro paese. A dimostrarlo vi sono i dati del rapporto Green Italy 2015 di Fondazione Symbola e Unioncamere, realizzato in collaborazione con il Conai, in cui si attesta che le nuove assunzioni in questo ambito solo quest’anno sarebbero di circa 300.000 unità, ovvero, il 59% dell’intera domanda di lavoro. 

Il settore green, che da solo oggi assorbe il 13,2% dell’occupazione nazionale, sembra destinato dunque a espandersi ulteriormente. Analizziamo nel dettaglio quali sono i green jobs più richiesti e i risultati del rapporto Green Italy 2015 regione per regione. 

Green jobs: i lavori più richiesti dell’ambito “verde”

La green economy si profila anche nel nostro paese come un’importantissima opportunità da cogliere sia per chi è alla ricerca di un lavoro, sia per chi intende costruire la propria carriera guardando al futuro. Ma cosa sono precisamente i green jobs?

Per green jobs si intendono tutte quelle professioni, sia nell’industria che nei servizi, connesse a pratiche di tipo ecologico o ecosostenibile. Lavorare per e nella green economy significa, in altre parole, mettere a disposizione le proprie competenze e abilità per produrre beni o servizi con tecniche che rispettino la natura e l’ambiente e che utilizzino energia proveniente da fonti rinnovabili. 

Si tratta, dunque, di professioni nel campo dell’agricoltura, dell’energia, dell’edilizia o della tutela ambientale, della gestione dei rifiuti o di beni preziosi come l’acqua. Inoltre, tra le figure più ricercate con un alto livello di specializzazione secondo gli ultimi studi spiccano in particolare ingegneri energetici, tecnici del risparmio energetico declinato in tutte le sue forme, energy e ecobrand manager, auditor ambientali, esperti di impatto ambientale e di acquisti verdi, programmatori di risorse agroforestali. 

Tutti i numeri del rapporto Green Italy 2015

Secondo il documento stilato da Fondazione Symbola e Unioncamere, dall’inizio della crisi almeno un’impresa su quattro avrebbe scelto di scommettere sulla green economy e su tutto ciò che è connesso con essa: innovazione, ricerca, qualità e rispetto per l’ambiente. Il 24,5% del totale delle aziende italiane dal 2008 hanno investito, o hanno intenzione di farlo, in tecnologie green per ridurre l’impatto ambientale e l’emissione di CO2. 

Questo, ovviamente, ha prodotto anche quest’anno nuovi posti di lavoro e nuove assunzioni. Il numero più elevato si registra soprattutto nel Nord-ovest con 26.000 unità, secondo il rapporto Green Italy, di cui 19.000 solo in Lombardia. Anche il Nord-est, tuttavia, non è da meno, con un numero di assunzioni previsto entro l’anno di 16.000 unità, di cui 6.210 in Veneto. 

Per quanto riguarda le assunzioni in green jobs nel resto dell’Italia, Sud e Isole si attestano sulle 17.600 unità e il Centro sulle 15.170. Analizzando il dettaglio delle singole regioni, tra i profili top dopo la Lombardia – prima in graduatoria – troviamo il Lazio e, a seguire, altre regioni virtuose come l’Emilia Romagna (6.390), il Veneto (6.210) e la Campania (5.030).

Infine, per quanto riguarda invece la classifica delle regioni stilata per numero di imprese e aziende green, il posto più alto sul podio spetta sempre alla Lombardia con 71.000 casi. Il secondo e terzo posto spetta a Veneto e Lazio, rispettivamente con 34.770 e 31.010 imprese green. A seguire, l’Emilia Romagna (30.710), la Campania (27.920), il Piemonte (27.330), la Toscana (26.770), e scendendo più a sud, Puglia (23.300), Sicilia (22.520) e Marche (10.800).