trasferte di lavoro: come evitare le conseguenze negative.

21/09/2018 10:22:42

Valigia sempre pronta, cambiamento di abitudini, treni in ritardo, fretta e impegni che si accavallano: la vita del lavoratore in trasferta non è facile. Viaggiare è bello, ma farlo per lavoro a volte può essere fonte di stress. A dirlo non sono solo i dipendenti, ma anche alcune ricerche condotte sul tema. Uno studio del Journal of Occupational and Environmental Medicine, infatti, ha evidenziato tutti gli effetti collaterali e i rischi che i lavoratori con trolley al seguito corrono. 

Trasferte di lavoro: pro e contro

Nello specifico, chi si trova a passare almeno 21 notti al mese fuori casa per trasferte di lavoro può riscontrare una serie di problemi che hanno conseguenze sul benessere e sulla salute. Stiamo parlando di maggiore stress, difficoltà a dormire bene, irritabilità, sedentarietà, tristezza. Se si tratta di viaggi all’estero, poi, le eventuali ore di fuso potrebbero amplificare i disturbi. Questo non vuol dire che le trasferte fanno male e basta: spostarsi per lavoro rappresenta, soprattutto, una grandissima opportunità per il dipendente. Vedere posti nuovi, conoscere realtà diverse e incontrare persone interessanti, allarga i nostri orizzonti, ci fa crescere e ci responsabilizza. Questi aspetti sono fondamentali per svolgere al meglio una professione, e possono aiutare a ottenere una promozione.    

Viaggiare per lavoro può essere pesante per una serie di motivazioni, come:

  • sovraccarico di lavoro che si accumula ancora di più quando non si ha possibilità di svolgerlo in tranquillità seduti alla scrivania;
  • difficoltà ad avere un rapporto continuativo con i colleghi e conseguenti incomprensioni;
  • stati di ansia dovuti alle attese per eventuali ritardi di treni e/o aerei o per il traffico se la trasferta prevede spostamenti in macchina;
  • pressione relativa al raggiungimento degli obiettivi di business.

Il fatto, poi, di avere la valigia sempre pronta, di spezzare le abitudini, di dormire su un letto diverso dal proprio, è causa di disagio e agitazione. Anche i pendolari possono essere colpiti: chi, infatti, è costretto a spostarsi tutti i giorni per andare al lavoro potrebbe dover affrontare gli stessi disturbi.  

Come affrontare lo stress causato dai viaggi di lavoro?

Gli effetti collaterali dei business travel, però, possono essere neutralizzati. Molte aziende, infatti, prevedono dei programmi per supportare i dipendenti che sono spesso in trasferta. Una soluzione è senza dubbio rappresentata dallo smart working, ovvero dalla possibilità per il dipendente di lavorare da casa una volta alla settimana o secondo le esigenze aziendali. Secondo l’ultimo Randstad Workmonitor – indagine trimestrale sul mondo del lavoro che Randstad effettua in 33 Paesi del mondo su un campione di 400 lavoratori di età compresa tra 18 e 65 anni per ogni nazione - l’84% degli intervistati sostiene che il lavoro agile migliori la creatività, la produttività, l’autonomia e la soddisfazione a livello professionale. Più soddisfazione, meno stress.

Non solo l’azienda, anche il lavoratore può attivare una serie di comportamenti per allontanare stress e agitazione da trasferta. Prima di tutto, può assumere un atteggiamento positivo. Tutti noi sappiamo che le cose intorno cambiano a seconda del punto di vista dal quale le osserviamo. Questo vale tanto nella vita privata quanto in quella lavorativa. 

Oltre all’atteggiamento, il dipendente può neutralizzare eventuali stati di agitazione dovuti alle trasferte di lavoro con qualche piccolo accorgimento:

  • curare la salute attraverso alimentazione e sport;
  • non abusare di sostanze alcoliche;
  • concentrarsi nei momenti di pausa e nei week end solo su quello che ci piace e ci fa stare bene;
  • chiedere aiuto agli amici, ai parenti e anche ai colleghi;
  • organizzare in maniera dettagliata e strutturata gli impegni e le attività lavorative in modo da avere la situazione sotto controllo. 

Possono sembrare suggerimenti banali, è vero, ma spesso ci dimentichiamo che sono le cose più semplici a fare la differenza. Se impariamo ad ascoltarci di più, impareremo anche a capire come affrontare le situazioni meno piacevoli. E lo stress da trasferta di lavoro sarà solo un brutto ricordo.  

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