cosa fare quando si commette un errore a lavoro? ecco come rimediare

04/04/2018 10:06:49

A tutti quanti può capitare di sbagliare sul lavoro, l'importante è riuscire ad affrontare gli eventuali errori in modo costruttivo. Ad eccezione di conseguenze molto gravi - come ad esempio l’incrinare irreversibilmente il rapporto con un cliente, causare seri problemi legali all'azienda o mettere a rischio l'incolumità di persone - è sempre possibile rimediare ad un un errore sul lavoro. Se capita di sbagliare, la reazione più controproducente è proprio quella di pensare che la propria carriera sia finita, rimanendo bloccati dallo stress e dalla preoccupazione delle conseguenze future. Non solo non è detto che un errore di lavoro porti al licenziamento, ma potrebbe invece essere colto come occasione per dare dimostrazione della propria capacità di problem solving e fare in modo di essere ricordati positivamente per le azioni messe in atto per porvi rimedio, piuttosto che per l'errore stesso.

A meno che non si tratti di un fatto poco rilevante privo di conseguenze o di qualcosa facilmente correggibile senza dover ricorrere all'intervento di un superiore, ammettere un errore a lavoro è la prima cosa da fare. Metterne al corrente il proprio capo prima che venga a saperlo in altro modo, assicurandogli che non accadrà di nuovo, dimostra infatti grande professionalità. 

Assumersi la responsabilità di un errore non significa, però, far nascere dentro di sé feroci sensi di colpa o rimproverarsi pubblicamente: meglio piuttosto reagire in modo costruttivo e mettere in mostra la propria capacità di risoluzione dei problemi presentando a chi di dovere un piano per correggere l'errore, preventivando nello specifico quanto tempo ci vorrà e gli eventuali costi. Ove possibile, è opportuno cercare di risolvere da soli il problema, anche lavorando oltre il proprio orario d’ufficio consueto, purché questo non implichi una maggiorazione dello stipendio data dalle ore di straordinario: in tal caso è sempre opportuno chiedere il permesso da parte del capo ufficio. 

Affinché non succeda di nuovo, uno step fondamentale in seguito a un eventuale errore sul lavoro è interrogarsi sul perché si sia verificato. Esclusi i casi di disattenzione o di mancanza di interesse verso il proprio lavoro, infatti, potrebbe trattarsi di un problema causato dall'insufficienza delle proprie competenze specifiche, dall'eccessivo carico di oneri e responsabilità o da una suddivisione inadeguata di compiti e ruoli all'interno dell'azienda. Nel caso in cui si riesca a individuare una di queste componenti, sarà allora opportuno parlare con il proprio capo aprendo un confronto su priorità, compiti e ruoli, elaborando insieme una strategia per colmare eventuali lacune, oppure per riequilibrare le responsabilità all'interno del team. A questo proposito si deve assolutamente evitare di puntare il dito verso colleghi denunciando mancanze e responsabilità altrui. Ognuno è responsabile del proprio operato e di questo dovrà rendere conto: se dovessero esserci co-responsabili verranno comunque individuati, mentre creare un clima di delazione non farebbe altro che incrinare i rapporti all'interno del team rovinando la possibilità di collaborazione tra tutti. 

Una probabile conseguenza di un errore sul lavoro è quella di sentirsi sotto pressione e con gli occhi puntati addosso per un bel po' di tempo, fino a che l'episodio negativo non verrà dimenticato o comunque fintanto che non si avrà avuto modo di riconquistare la fiducia del datore di lavoro o dei colleghi. È importante, dunque, fare in modo che non si ripeta alcun incidente simile e condurre un comportamento impeccabile, ad esempio arrivando in anticipo rispetto all'orario di inizio della giornata lavorativa o fermandosi di più se necessario.

categorie Fare Carriera