permessi di studio: come funzionano nel 2016.

15/03/2016 10:13:20

Cosa sono i permessi di studio?

Se anche voi fate parte della categoria degli studenti lavoratori, qui c'è qualcosa che può davvero interessarvi. Non tutti sono a conoscenza del fatto che i lavoratori dipendenti, sia privati che pubblici, possono usufruire di permessi o di particolari agevolazioni per la realizzazione del diritto allo studio, allo scopo di elevare la propria cultura e di sviluppare le proprie capacità professionali.

È la nostra Costituzione a sancire tale diritto come fondamentale, in particolare negli articoli 3, 33 e 34. E, a differenza dell'aspettativa per lo studio, tali permessi sono retribuiti.

Chi può usufruirne

Possono fruire dei permessi tutti i lavoratori studenti che frequentano regolari corsi di studio in scuole di istruzione primaria, secondaria e di qualificazione professionale, statali, parificate o comunque abilitate al rilascio di titoli di studio legali. Allo stesso modo possono usufruirne gli studenti universitari iscritti in atenei pubblici o privati (sempre se legalmente riconosciuti) sia per quanto riguarda i corsi di laurea, sia per i master, sia per i corsi di formazione professionale.

Durata dei permessi studio 2016

L’ammontare dei permessi studio retribuiti viene stabilita dai singoli Contratti Collettivi  Nazionali del Lavoro (CCNL), ma nella grandissima maggioranza dei casi nel 2016 consisterà in un massimo di 150 ore di permesso, da utilizzarsi entro un triennio. Vi sono però alcune eccezioni: se il titolo di studio che il lavoratore vuole conseguire rientra nella scuola dell’obbligo, le ore a disposizione possono diventare 250.

Cosa prevede il CCNL Commercio

Ogni tipologia di Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro ha previsioni e regole differenti. In particolare, il CCNL del settore commercio prevede che le aziende concedano permessi retribuiti ai lavoratori dipendenti che vogliano conseguire il diploma di scuola secondaria superiore o un diploma universitario, una laurea specialistica o un master.

I lavoratori con il contratto del commercio potranno richiedere fino ad un massimo di 150 ore di permessi retribuiti in un triennio, da poter utilizzare anche solo in un anno.

Per salvaguardare la realtà produttiva delle singole aziende, tuttavia, nelle realtà commerciali solo il 2% dei lavoratori potrà usufruire dei permessi studio contemporaneamente. Questo vuol dire che in un'azienda media, che abbia tra i 30 ed i 49 dipendenti, solo un lavoratore l'anno sarà effettivamente autorizzato ad usufruire di questi permessi.

Quando si possono utilizzare i permessi

I permessi studio possono essere utilizzati esclusivamente per la frequenza dei corsi a cui si è iscritti: le ore necessarie allo studio per la preparazione degli esami non potranno essere coperte. Il datore di lavoro potrà anche richiedere al dipendente le certificazioni comprovanti l’effettiva frequenza dei corsi, al fine di tutelarsi da eventuali abusi di tale strumento.

Come ottenere i permessi studio al lavoro

Il lavoratore che chiederà di assentarsi con permessi studio retribuiti dovrà anzitutto specificare il corso di studio al quale intende partecipare. Tale corso dovrà impegnare il dipendente per un numero di ore almeno doppio rispetto a quelle chieste come permesso retribuito.

Il lavoratore interessato dovrà presentare una domanda scritta all'azienda nei termini e con le modalità che saranno concordate con il datore di lavoro. Tali termini, di norma, prevedono un preavviso minimo di tre mesi.

Ulteriori agevolazioni per i lavoratori dipendenti che studiano

I lavoratori iscritti e frequentanti regolari corsi di istruzione hanno inoltre diritto ad essere agevolati dal proprio datore di lavoro tramite l'inserimento in turni personalizzati, ovvero con orari non in contrasto con l'attività di studio. Inoltre, questi lavoratori non potranno essere obbligati a prestare straordinari di alcun tipo. Sono infine previsti anche dei permessi giornalieri per sostenere i singoli esami.