dimissioni senza preavviso: come fare e quali sono i rischi per il dipendente.

25/11/2020 12:01:01

Come nei casi di licenziamento da parte di un datore di lavoro, anche per le dimissioni presentate spontaneamente da un dipendente si deve rispettare un determinato periodo di preavviso. A differenza di quanto avviene in caso di licenziamento, però, la decisione non deve essere motivata. 

Fatto salvo il caso in cui l’interruzione è sorretta da una giusta causa (ovvero da un inadempimento talmente grave da rendere impossibile la prosecuzione del rapporto), compito del lavoratore è quello di comunicare le proprie dimissioni con il preavviso stabilito dal contratto collettivo di categoria. Durante questo periodo, il lavoratore deve continuare a svolgere regolarmente la sua attività lavorativa, mentre compito dell’azienda è quello di corrispondergli la retribuzione sino all’ultimo giorno. 

In caso di mancato rispetto del preavviso, il dipendente è costretto a corrispondere al datore di lavoro un indennizzo pari ai giorni di preavviso mancanti. La mancata osservanza di questa norma non può comunque essere compensata da un cambio d'idea successivo: una volta presentate le dimissioni senza il preavviso non è più possibile proporre di lavorare rispettando i termini di legge.

Ci sono però casi in cui, il diritto del lavoro e la legge stessa, riconoscono al dipendente l’opportunità di interrompere il rapporto di lavoro. Ecco nel dettaglio quali sono le casistiche, quando il lavoratore può dimettersi senza preavviso e quali sono le conseguenze a livello economico.

dimissioni senza preavviso: quali sono le conseguenze.

In linea generale il periodo di preavviso viene calcolato in modo da consentire all'azienda di trovare una sostituzione e di permettere il passaggio delle consegne, e può oscillare tra i 15 ai 120 giorni di calendario. Se il lavoratore, però, non rispetta i termini di preavviso indicati dalla norma e dal contratto collettivo di riferimento, il datore di lavoro può richiedere un indennizzo pari alle retribuzioni dovute nel periodo di preavviso in cui il dipendente non ha lavorato (la cosiddetta indennità sostitutiva del preavviso).

quando non c’è obbligo di preavviso. 

Esistono tuttavia alcuni casi in cui è consentito dimettersi senza l'obbligo di preavviso. Si tratta di dimissioni per:

  • accordi collettivi di esodo,
  • giusta causa, ove non è consentita la prosecuzione del rapporto di lavoro, 
  • gravidanza, 
  • incentivi economici da parte dell'azienda, 
  • maternità o paternità sino ai 3 anni di vita del bambino, 
  • matrimonio dalla data delle pubblicazioni fino a un anno, 
  • mobbing, 
  • procedure di licenziamento collettivo.

Qualora ci si trovasse nell'impossibilità di rispettare i tempi richiesti dalla normativa, è sempre consigliabile evitare di arrivare a una situazione di scontro. La soluzione migliore è cercare di trovare un accordo con il proprio datore di lavoro richiedendo l'esonero dal preavviso senza dover corrispondere alcuna sanzione. Nel caso in cui le dimissioni siano dovute a una nuova occupazione, è possibile chiedere alla futura azienda di saldare al datore precedente la somma dovuta per il mancato preavviso.

Nel caso invece in cui il non rispetto dei termini di preavviso sia responsabilità dell'azienda attuale che impedisce il regolare svolgimento delle mansioni lavorative, il dipendente può presentare dimissioni per giusta causa senza dover incorrere nel pagamento dell'indennità. In generale, il consiglio è quello di optare sempre per una risoluzione consensuale del rapporto di lavoro al fine di non avere nessun tipo di problema. 

i termini di preavviso: cosa dicono i Ccnl.

I rapporti di lavoro possono concludersi per libera volontà del dipendente a condizione che questi fornisca il giusto preavviso all’altra parte. I termini di legge entro i quali si può concretizzare la cessazione di un rapporto di lavoro sono indicati sia dai singoli contratti collettivi nazionali sia dall’Inps. Inoltre, va ricordato che, secondo quanto introdotto dal Jobs Act a partire dal 12 marzo del 2016, tutte le procedure relative a risoluzioni contrattuali o dimissioni volontarie vanno effettuate in via telematica.  

i giorni da rispettare per il preavviso di dimissioni. 

Nella maggior parte dei contratti nazionali collettivi, il periodo di preavviso decorre a partire dal primo o dal sedicesimo giorno di ogni mese. Di conseguenza, la data del termine del rapporto di lavoro viene calcolata a partire dalla decorrenza più prossima ai due giorni del mese indicati dal contratto collettivo. Per cui una comunicazione inviata, ad esempio, il 5 luglio decorrerebbe a partire dal giorno 16 dello stesso mese. Qualora la comunicazione venisse trasmessa, invece, il 18 luglio la decorrenza scatterebbe dal primo agosto.

In caso di dimissioni, i giorni di preavviso da rispettare dipendono da diversi fattori quali la qualifica, il livello di inquadramento, la tipologia di contratto e l’anzianità di servizio. In caso di contratto a tempo indeterminato, solitamente, i giorni di preavviso per le dimissioni sono pari alla metà di quelli fissati per il licenziamento. In ogni caso, ciascun contratto collettivo nazionale può prevedere termini differenti.

dimissioni senza preavviso: ccnl settore commercio. 

In particolare, nel settore del commercio, con un’anzianità di servizio di cinque anni, i giorni di preavviso sono:

  • 60 giorni per i quadri e primo livello,
  • 30 giorni per secondo e terzo livello,
  • 20 giorni per quarto e quinto livello,
  • 15 giorni per sesto e settimo livello. 

Con più di cinque anni e fino a dieci anni di servizio compiuti, il periodo di preavviso è fissato a:

  • 90 giorni per quadri e primo livello,
  • 45 giorni per secondo e terzo livello,
  • 30 giorni per quarto e quinto livello,
  • 20 giorni per sesto e settimo livello.

Con oltre dieci anni di servizio, i giorni di preavviso per le dimissioni sono:

  • 120 per quadri e primo livello,
  • 60 per secondo e terzo livello,
  • 45 per quarto e quinto livello,
  • 20 per sesto e settimo livello.

dimissioni senza preavviso: ccnl metalmeccanici. 

I contratti nazionali dei metalmeccanici, con un’anzianità di cinque anni, fissano a:

  • due mesi di preavviso le dimissioni per sesta e settima categoria professionale,
  • un mese e 15 giorni per quarta e quinta categoria,
  • 10 giorni per seconda e terza categoria,
  • sette giorni per la prima categoria. 

Con un’anzianità dai cinque ai dieci anni il contratto fissa a:

  • tre mesi il preavviso di dimissioni per la sesta e settima categoria professionale,
  • due mesi per la quarta e la quinta,
  • 20 giorni per la seconda e terza,
  • 15 giorni per la prima.

Con oltre dieci anni di servizio nel settore metalmeccanico, i tempi di preavviso sono i seguenti:

  • quattro mesi per la sesta e settima categoria professionale, 
  • due mesi e 15 giorni per quarta e quinta categoria, 
  • un mese per seconda e terza, 
  • 20 giorni per la prima categoria professionale. 

dimissioni senza preavviso: ccnl terziario.

Nel settore terziario, i giorni di preavviso da dare in caso di dimissioni con un’anzianità di cinque anni sono:

  • 45 per quadri di primo livello,
  • 30 giorni per gli operatori di vendita,
  • 20 giorni per secondo e terzo livello,
  • 15 giorni per quarto e quinto,
  • 10 giorni per sesto e settimo livello. 

Con un’anzianità dai cinque ai dieci anni:

  • 60 giorni per quadri di primo livello,
  • 45 giorni per gli operatori di vendita,
  • 30 giorni per secondo e terzo livello, 
  • 20 giorni per quarto e quinto, 
  • 15 giorni per sesto e settimo.

Con oltre dieci anni di anzianità nel settore della distribuzione e dei servizi, i termini fissati sono:

90 giorni per quadri di primo livello,
60 giorni per gli operatori di vendita,
45 giorni per secondo e terzo livello,
30 giorni per quarto e quinto livello,
15 giorni per sesto e settimo livello.

preavviso di licenziamento: cosa spetta al lavoratore.

Caso diverso, invece, è quello in cui un datore di lavoro decida di licenziare un dipendente. Sarà necessario, infatti, un preavviso di licenziamento, pena il pagamento di un'indennità al lavoratore. Lo scopo è quello di dare alla risorsa il giusto tempo per trovare un altro lavoro e, soprattutto, per metabolizzare la cosa. Se il preavviso di licenziamento non arriva, il lavoratore ha diritto a un'indennità (chiamata appunto indennità di preavviso). I giorni di preavviso del licenziamento seguono le stesse regole delle dimissioni, ovvero per sapere quanti sono bisogna far riferimento al contratto nazionali sottoscritto. L'indennità di preavviso viene calcolata sulla base della retribuzione mensile percepita. Facciamo un esempio: se il datore licenzia con decorrenza immediata senza dare 2 mesi di preavviso, allora dovrà pagare lo stesso lo stipendio di quei due mesi al lavoratore. 

licenziamento senza preavviso.

Esiste, però, un caso in cui il datore può attivare un licenziamento senza preavviso. Si parla di licenziamento per giusta causa: ovvero quando si è di fronte a un comportamento scorretto e a discapito dell'azienda da parte della risorsa, tale che non si può più proseguire nel rapporto di lavoro. Questo vale per i dipendenti a tempo indeterminato. É possibile, inoltre, licenziare senza dare il giusto preavviso tutte le risorse che sono in prova, oppure quando la risorsa è in cassa integrazione.

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