come anticipare l'accesso alla pensione... in attesa dell'entrata in vigore dell'ape.

28/04/2017 16:38:21

Prossimamente entrerà in vigore il cosiddetto Ape, cioè la forma di anticipo pensionistico previsto dalla Legge di Bilancio 2017, che consente di ridurre l’orario lavorativo o di entrare direttamente in pensione già a partire dai 63 anni, a patto di essere in possesso di determinati requisiti. 

Sono previste due forme principali di Ape

  • Ape Sociale (Anticipo Pensionistico): potrà essere richiesto dai lavoratori svantaggiati, in condizioni di difficoltà o dipendenti che svolgono da almeno 6 anni un lavoro usurante. L’Ape Sociale è a carico dello Stato.
  • Ape Volontaria (Anticipo Volontario a Garanzia Pensionistica): consiste in un anticipo sulla pensione vera e propria, che però viene restituito alla maturazione dei requisiti per la pensione di vecchiaia tramite trattenute che l’INPS effettua al pagamento di ogni rateo pensionistico.  

Questi, però, non sono gli unici modi ai quali si può ricorrere per anticipare l’accesso alla pensione. Ci sono infatti alcune alternative a disposizione dei lavoratori. Vediamo le principali: 

  • RITA (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata): chi ha aderito ad una forma pensionistica integrativa può iniziare a riscuoterla - in tutto o in parte - a rate mensili già al compimento dei 63 anni, purché non manchino più di 3 anni e 7 mesi alla pensione di vecchiaia.  
  • Ricongiunzione: questo strumento consente di unire in un unico fondo i contributi che un lavoratore ha versato in due gestioni previdenziali differenti. In questo modo le somme verranno accorpate per arrivare al trattamento di vecchiaia con una pensione unica che viene calcolata secondo le regole del fondo in cui sono stati unificati i contributi. 
    La domanda di ricongiunzione può essere presentata dal lavoratore diretto interessato o dai suoi superstiti, ma può presentare costi anche elevati per il trasferimento dei contributi.
  • Cumulo: questo strumento funziona in modo simile alla Ricongiunzione, ossia sommando contributi versati in più casse della previdenza obbligatoria per raggiungere la pensione anticipata o la pensione di vecchiaia con i requisiti standard. A differenza della Ricongiunzione, però, la pensione verrà erogata secondo le regole applicate da ciascun fondo.  
  • Lavoratori precoci: chi ha lavorato in modo effettivo per almeno 12 mesi (anche in modo non continuativo) prima del compimento dei 19 anni di età, può usufruire di uno sconto di un anno sulla pensione anticipata, che quindi si può raggiungere col versamento di 41 anni di contributi invece di 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. 
  • Lavori usuranti: i lavoratori pubblici o privati che svolgono attività particolarmente pesanti e faticose (come ad esempio i lavori in cave, gallerie e miniere, i lavori ad alte temperature o i lavori notturni), possono ottenere la pensione anticipata raggiungendo una determinata “quota” data dalla somma degli anni di contributi e dell’età anagrafica. Questa quota varia a seconda della mansione svolta, ma quella minima per i lavoratori dipendenti è di 97,6 anni con età minima di 61 anni e 7 mesi e anzianità contributiva di almeno 35 anni. 
  • Opzione donna: le lavoratrici iscritte all’assicurazione generale obbligatoria che hanno compiuto 57 anni entro il 31 dicembre 2015 (58 anni nel caso delle lavoratrici autonome) e che entro la stessa scadenza hanno versato almeno 35 anni di contributi, possono richiedere la pensione anticipata, ma calcolata secondo il sistema contributivo e non secondo il sistema misto. Ciò comporta una decurtazione sull’assegno che oscilla in media tra il 25% e il 35% rispetto all’ultimo stipendio, a seconda dell’anzianità contributiva, dell’età e delle caratteristiche di carriera.