domande a trabocchetto durante un colloquio: come rispondere.

13/05/2019 18:50:12

Durante un colloquio di lavoro può capitare di dover rispondere a qualche domanda che all’apparenza potrebbe sembrare innocua, ma è pensata in realtà per capire come il candidato reagisce a situazioni particolari, dove lo stress potrebbe incidere. I recruiter pongono questa tipologia di domande proprio per conoscere qualcosa in più sulla risorsa e scoprire qualche informazione che in un’intervista classica non salterebbe fuori. Sembrano domande molto semplici ma, in poche parole, sono delle domande a trabocchetto. Conoscerle può aiutarti di sicuro a preparare mentalmente le giuste risposte da dare. Ecco alcuni esempi di quelle più insidiose fatte durante i colloqui insieme a qualche consiglio per rispondere al meglio.

Come rispondere alle domande a trabocchetto durante un colloquio

“Parlami di te”

È sicuramente una delle prime domande che un recruiter deciderà di porre per iniziare un colloquio. Sembra una domanda standard, ma nasconde grandi insidie perché si potrebbe iniziare a parlare della vita personale o andare in tilt. Quello che l’azienda vuole però sapere è molto semplice: hai le giuste capacità che stiamo cercando? Sei consapevole delle tue abilità e sai elencarle con sicurezza? Rispondi elencando i risultati che hai raggiunto a livello professionale, accennando le soft skills che hai acquisito nel corso delle tue esperienze, senza cadere nel loro tranello.

“Come ti descriveresti in una parola?”

È la domanda perfetta per capire se sei sicuro di te stesso, timido o confusionario. Cerca, quindi, di trovare l’aggettivo giusto per descrivere la tua figura professionale, accostandola quanto più possibile a quella che sta ricercando l’azienda. Onesto, affidabile, dedito al lavoro e ottimista sono alcune delle parole più adeguate che si adattano ad ogni situazione professionale.

“Perché vuoi lavorare qui?”

“Perché vuoi lavorare qui?” è utile alle HR per conoscere il tuo grado di motivazione reale e per capire se vuoi davvero entrare nel team. Prima del colloquio cerca di informarti per bene sull’azienda e sul settore di riferimento in modo da avere una risposta pronta a questa domanda e non rispondere in modo generico.

Cosa pensi di questa posizione rispetto alle altre per le quali ti sei candidato?”

Questo quesito può essere un ottimo trabocchetto per capire se stai facendo domande anche per altre posizioni lavorative. Se sei disoccupato, l’intervistatore vorrà sicuramente sapere come vedi le altre aziende che hanno attirato il tuo interesse e valutare in questo modo la tua onestà. Evita di raccontare troppo sulle tue ricerche e non parlare mai male di altri datori di lavoro. Cerca, insomma, il giusto grado di onestà senza dire troppo, una risposta del genere sarebbe perfetta: “In questo momento sto svolgendo diversi colloqui con varie organizzazioni, ma non ho ancora deciso qual è la soluzione migliore per la mia carriera professionale”.

“Come mai vuoi cambiare lavoro?”

Se ti presenti al colloquio mentre hai già un contratto con un’altra azienda, può capitare che ti vengano chieste le motivazioni di questo cambiamento: evita in assoluto di raccontare tutti i problemi lavorativi che stai affrontando ed eventuali dissapori con colleghi o datore di lavoro attuale. Poni, invece, l’attenzione sulla tua ambizione e fai un elenco dei motivi per cui sei attratto da questa nuova organizzazione, facendo leva sulla tua voglia di fare carriera in ambiti diversi da quelli attuali.

“Per quale motivo un collega non vorrebbe lavorare con te?”

Attraverso questa domanda l’intervistatore ti sta chiaramente chiedendo quali sono i tuoi difetti: rispondi in modo sincero senza esagerare e poni sempre l’accento sulla tua voglia di raggiungere degli obiettivi importanti. Una buona risposta, in questo caso, potrebbe essere: “Sono molto risoluto, ma lo faccio per il bene dell’azienda, un piccolo difetto del tutto trascurabile”.

“Hai mai portato a casa una penna dall’ufficio?”

Questa domanda è tratta dal libro di James Reed intitolato “Why You? Il colloquio di lavoro: 101 domande di cui non avere mai più paura”. Per superare anche questo quesito e avere successo nel lavoro, ti consigliamo di essere onesto e dire “Sì, un paio di volte mi è capitato”. Dire che non è mai successo potrebbe far pensare infatti che sei un bugiardo, anche se affermare di farlo ogni giorno non darebbe comunque una bella immagine di te.

“Hai qualche rimpianto legato alla tua carriera?”

È la classica domanda a trabocchetto con la quale terminare un colloquio e chiedere velatamente se hai qualche difetto che non si vede. Evita di usare la parola “rimpianto” all’interno della tua risposta e concentrati invece sugli aspetti positivi che ti hanno portato fin lì e non rinnegare mai il tuo percorso professionale, perché è grazie alle scelte che hai fatto finora che sei arrivato dove sei adesso.

Tutto chiaro? In generale una risposta univoca che valga sempre, e in qualsiasi circostanza, non esiste: punta tutto sulla sincerità e sulla tua reale motivazione per la posizione lavorativa per la quale ti sei candidato. Così, tutto andrà per il meglio.