le competenze del futuro: i nuovi media

25/03/2015 18:39:24

La conoscenza e l'utilizzo delle tecnologie digitali farà sempre più la differenza nel mercato del lavoro del futuro. E infatti si parla sempre più di smart working

New-media literacy. Ovvero, conoscere il linguaggio dei nuovi media. Secondo l’Institute for the future di Palo Alto è uno delle skill da sviluppare per avere successo nel mercato del lavoro del futuro.


Competenze professionali indispensabili

Sono indispensabili le competenze digitali, quindi. Non basterà sapersi districare con le slide di una presentazione in Power Point, si legge nel documento originale del centro ricerche californiano, ma occorrerà anche padroneggiare strumenti più all’avanguardia come video, blog e podcast.
Anche Tiziano Treu, recentemente, ha posto l’accento su questo aspetto. Secondo l’ex ministro del Lavoro, infatti, “…le nuove tecnologie faranno la differenza nel mercato del lavoro”. Pertanto è indispensabile che le nuove figure professionali possiedano un “set di conoscenze” al passo con i tempi: secondo l’Isfol – l’Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori – il 60% degli occupati italiani utilizza attualmente strumenti IT. Raccogliere la sfida tecnologica deve essere uno degli obiettivi principali della nuova forza lavoro. Un obiettivo da seguire fin dall'età scolastica.


Verso lo smart working

Magari i più giovani possono prendere esempio da Jack Dorsey, fondatore di Twitter, che ha dichiarato: “I don’t have a desk. I have my iPad” (Non ho una scrivania, ho il mio iPad). La frase-manifesto di Dorsey sembra essere stata presa alla lettera anche da numerosi lavoratori. Secondo la società di ricerca e analisi Gartner, il 40% dei dipendenti di grandi imprese statunitensi utilizza dispositivi di proprietà personale per lavorare, spesso fuori sede, magari da casa, in ambienti di co-working o in viaggio sul treno: l'importante è non esagerare. Siamo di fronte a un nuovo fenomeno che ha proprio nelle nuove tecnologie e nel suo sapiente utilizzo le sue radici: si chiama smart working e presuppone una serie di abilità tecniche per poter comunicare e collaborare all’interno di una organizzazione professionale moderna.


Le quattro tecnologie da conoscere

  1. Unified Communication & Collaboration. Infrastrutture VoIP (tecnologia che rende possibile effettuare una conversazione telefonica sfruttando una connessione Internet) e strumenti di webconference e instant messaging. Secondo il report le utilizzano il 70% delle aziende.
  2. Mobile Business Apps. Applicazioni per dispositivi mobili, diffuse nel 51% delle aziende.
  3. Utilizzo dei social per attività promozionali. Una pratica già diffusa tra il 25% delle aziende.
  4. Device mobili. Smartphone (introdotti dal 91% delle aziende) e tablet (utilizzati dal 66% delle imprese).

In Italia, questo modello avanzato è utilizzato dall’8% delle aziende (ma già il 67% lo ha introdotto almeno in parte). Nei prossimi due anni, però, la percentuale sarà più che raddoppiata e toccherà il 19%. È bene farsi trovare pronti.


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