come funzionano i buoni pasto elettronici? la normativa 2018

04/04/2016 09:29:30

Gli studi di settore hanno evidenziato che in Italia sono oltre 2 milioni i lavoratori che ogni giorno utilizzano i cosiddetti ticket restaurant. Questo perché i vantaggi dei buoni pasto sono molteplici, sia per le aziende che per i lavoratori. Di recente, con l’ultima Legge di Stabilità, sono stati introdotti alcuni cambiamenti che riguardano, in particolare, i buoni pasto elettronici o e-ticket rispetto a quelli cartacei privilegiati finora.

Come funzionano i buoni pasto elettronici?

I buoni pasto elettronici sono molto simili alle carte di credito che si utilizzano tutti i giorni: sono, infatti, tesserine di plastica dotate di banda magnetica. Anche il loro funzionamento è paragonabile a quello della carta di pagamento, in quanto sulla tessera magnetica dei buoni pasto viene accreditato l'importo del ticket da utilizzare per pagare i pasti che si consumano durante le ore di lavoro.

I buoni pasto elettronici verranno forniti al posto di quelli cartacei per consentire ai dipendenti di effettuare i propri acquisti in maniera più semplice e rapida; i pagamenti negli esercizi commerciali avverranno tramite POS, proprio come se si stesse utilizzando una vera e propria carta di credito. Nello specifico, però, la nuova normativa in fatto di buoni pasto elettronici introduce qualche importante novità a cui prestare attenzione.

Innanzitutto, per i buoni pasto digitali il valore massimo viene portato da 5,29 a 7 euro. Nel caso in cui il valore del pasto fosse superiore a quello previsto dal ticket, il lavoratore dovrà saldare in contanti la differenza.

Vantaggi fiscali dei buono pasto elettronici

Il Legislatore ha inoltre incrementato i vantaggi dal punto di vista fiscale in modo da favorirne la diffusione dei ticket digitali. Secondo le stime di Openeconomics, le imprese potrebbero investire oltre 500 milioni di euro grazie proprio alle agevolazioni di cui godrebbero, evitando anche di dover costruire una struttura interna da dedicare alla mensa.

I costi del servizio, poi, vengono considerati come spese per la gestione del personale e in quanto tali sono soggetti a deduzione; a ciò si va ad aggiungere il risparmio sugli oneri previdenziali poiché i ticket per i pasti non rientrano nel reddito imponibile.

Tuttavia, è utile precisare anche che, secondo alcuni dati, solo una piccola parte degli esercizi commerciali che accettavano finora i buoni pasto è attrezzata per la lettura dell’e-ticket. Inoltre, senza una modifica alla normativa che introduca la possibilità di strisciare tutti i tipi di buono elettronico in un unico POS, o senza un accordo tra le aziende produttrici di ticket e i circuiti bancari nazionali che permetta di gestire i buoni elettronici con il classico dispositivo, agli esercizi commerciali si richiederebbe di avere fino a sei lettori, dato che ogni società che emette i ticket digitali ha una propria tecnologia.

Buoni pasto elettronici: novità del 2018

Quali sono le novità sui buoni pasto per il 2018? Oggi, si possono cumulare fino a 8 ticket per fare la spesa. Questo vale sia per i buoni pasto cartacei sia per i buoni pasto elettronici. Lo scopo è quello di dare una regola a questo comportamento. Alcuni esercizi, infatti, prima ne prendevano solo uno, in altri invece si potevano spendere fino a 10 buoni contemporaneamente. Questa novità è ben vista dalla grande distribuzione e meno bene dai piccoli esercenti. 

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