categorie protette: cosa devono fare le aziende per assumere

04/07/2016 10:32:28

L’inserimento delle persone disabili nel mondo del lavoro è un processo di rilevanza sociale e uno degli aspetti più delicati sul fronte delle assunzioni da parte delle aziende, pubbliche e private. Il nostro ordinamento giuridico prevede un collocamento mirato per gli appartenenti alle categorie protette, al fine di promuoverne la reale integrazione lavorativa. Si tratta della Legge n. 68/1999 “Norme per il diritto al lavoro dei disabili”, che stabilisce criteri di assunzione e obblighi dei datori di lavoro. Di recente la crisi economica ha avuto ricadute negative sui numeri delle assunzioni dei disabili ed è anche per questa ragione che il Governo, nell’ambito del Jobs Act, ha ritenuto di dover metter mano alla suddetta Legge. 

Il Decreto Legislativo n. 151/2015, in vigore dal 24 settembre 2015, “Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità”, ha introdotto alcuni cambiamenti in materia, volti a potenziare l’inserimento lavorativo delle categorie protette - anche quello delle persone con disabilità più gravi - alleggerendo gli adempimenti burocratici a carico delle aziende e potenziando gli incentivi alle assunzioni.

Vediamo cosa prevede oggi la legge e gli obblighi che i datori di lavoro sono tenuti a rispettare per evitare d’incorrere in sanzioni.   

Quote di riserva

Le aziende pubbliche e private devono osservare precisi obblighi quantitativi di assunzione. Il numero di persone disabili da assumere è stabilito in base alle dimensioni aziendali e, dal computo del numero dei dipendenti sulla cui base poter determinare la quota di riserva, sono esclusi gli stessi lavoratori disabili collocati obbligatoriamente per legge. Le quote di riserva sono pari a:

  • 1 lavoratore disabile per aziende con più di 15 dipendenti
  • 2 lavoratori disabili per aziende con più di 35 dipendenti 
  • 7% dei lavoratori occupati per aziende con più di 50 dipendenti 

Le modifiche recentemente apportate alla normativa esistente estendono l’applicazione delle misure sul collocamento obbligatorio alle persone disabili con una riduzione della capacità lavorativa inferiore a un terzo, sia in caso di disabilità fisica, sia mentale. 

Se prima erano concesse deroghe al rispetto delle quote a partiti, sindacati ed enti senza scopo di lucro, ora questi soggetti sono tenuti a rispettarle. 

Il Decreto Legislativo del 2015 ha introdotto un importante cambiamento anche nella determinazione della stessa quota di riserva: al suo interno ora è possibile inserire anche i lavoratori già disabili prima dell’inizio del rapporto lavorativo - con una riduzione della capacità lavorativa superiore al 60% in caso di disabilità fisica o maggiore del 45% in caso di disabilità psichica - anche se la loro assunzione non era avvenuta tramite collocamento obbligatorio. 

Inoltre, se in precedenza gli obblighi di assunzione erano subordinati alle nuove assunzioni, ora per le aziende che hanno tra i 15 e i 35 dipendenti l’obbligo esiste a prescindere (in base alle quote di riserva stabilite come sopra).  

Modalità di assunzione 

Il Decreto introduce novità anche in fatto di modalità di assunzione. Se prima del Decreto la cosiddetta chiamata nominativa (in virtù della quale l’azienda sceglie la persona da collocare) era prevista integralmente per le aziende da 15 a 35 dipendenti, e per le aziende da 36 a 50 dipendenti nella misura del 50% (quindi solo per l’assunzione di 1 uno dei 2 lavoratori disabili), ora tutte le assunzioni possono avvenire tramite chiamata nominativa. Rimane invariato il caso in cui l’azienda non effettui nessuna chiamata di questo genere: sarà lo stesso Centro per l’Impiego ad inviare le unità mancanti selezionandole dalle apposite liste di collocamento.   

Per le aziende permane l’obbligo di comunicare alla Direzione Provinciale del Lavoro, entro il 31 gennaio di ogni anno, il numero totale dei dipendenti, il numero e i nominativi di quelli computabili nelle quote di riserva e le posizioni con relative mansioni occupabili dai lavoratori disabili. Dal momento in cui l’obbligo di assunzione entra in vigore per un’azienda, entro 60 giorni questa deve inviare richiesta di assunzione agli uffici competenti. 

Sanzioni e incentivi

Permangono le sanzioni a carico dei datori di lavoro che non ottemperano all’obbligo di assunzione, nella misura di 62,77 euro al giorno, ma, di contro, l’accesso agli incentivi è semplificato: questi vengono subito corrisposti al datore direttamente dall’INPS mediante conguaglio sulle contribuzioni mensili. Il recente Decreto, inoltre, ha allungato il periodo di fruizione degli incentivi per l’assunzione di persone con disabilità psichica e intellettiva, portandolo a 5 anni.

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