scopri quali le 10 tendenze in ambito HR e dai la carica alla tua strategia per le risorse umane.

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La chiave per il successo di qualsiasi organizzazione in questo 2022 sarà mettere il personale al primo posto. “Le aziende che trattano i dipendenti come persone e non come materie prime – sottolinea Cindy Keaveney, responsabile del personale di Randstad Global Business – avranno una marcia in più”.

Questa è una delle principali conclusioni che emergono dal nuovo Talent Trends Report 2022, l’analisi delle principali tendenze sulla gestione dei talenti, elaborata annualmente da Randstad Sourceright.

In un mercato sempre più competitivo, nel quale la domanda di lavoratori qualificati è molto alta, a fronte di una scarsa offerta, le strategie di employer branding delle aziende, per selezionare, attrarre e trattenere talenti rivestono un ruolo sempre più cruciale per acquisire vantaggi sulla concorrenza.

È fondamentale, quindi, sapere in che direzione si sta muovendo il mercato, quali sono le esigenze dei talenti e quali sono le strategie migliori per assecondarle.

Ecco allora la panoramica tracciata dal nuovo  rapporto di Randstad Sourceright.

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le principali tendenze nel 2022.

L’indagine di Randstad Sourceright ha coinvolto 900 tra top manager e human capital leader in settori chiave come produzione di alto valore, servizi bancari e finanziari, bioscienze e industria farmaceutica, IT e nuove tecnologie.

Tra organizzazioni internazionali e regionali di tutto il mondo, sono stati vagliati 18 mercati diversi, dall’Australia agli Stati Uniti, passando per la Cina, la Francia, la Germania e l’Italia.

3 parole chiave riassumono i 10 talent trends di quest’anno:

  • recharge (ricarica)
  • refresh (aggiorna)
  • renew (rinnova)

Di seguito analizzeremo nel dettaglio ciascuno di questi aspetti.



ricaricare la strategia di acquisizione dei talenti.

esigenze dei dipendenti al centro delle strategie aziendali.

Uno degli aspetti che è emerso con forza dall’indagine di Randstad è l’esigenza delle risorse permanenti di beneficiare di una maggior flessibilità sul lavoro. Che tradotto significa continuare a trascorrere una parte della propria settimana lavorativa in smart working e avere la garanzia di orari flessibili. Secondo il 41% dei top manager e human capital leader, le aziende che garantiranno ai propri dipendenti un maggior controllo sulla propria vita, avranno buone probabilità di acquisire vantaggio competitivo.

tutela di diversità, inclusione, equità e senso di appartenenza.

La talent acquisition passa anche dalla capacità delle aziende di favorire all’interno della propria organizzazione diversità, equità ed inclusione. Una larga maggioranza del campione (73%) è convinta che la crescita della propria azienda passerà dall’ampliamento della formazione in materia di inclusione e appartenenza e il coinvolgimento di professionisti sempre più diversificati.

acquisisci vantaggio competitivo raccogliendo informazioni.

Una parte sempre più importante delle strategie aziendali in materia di risorse umane passa per l’acquisizione e analisi dei dati, ossia la capacità non solo di raccogliere informazioni pertinenti, ma anche di acquisire funzionalità predittive per organizzare meglio la forza lavoro. Ciò significa riuscire a raccogliere dati di mercato per individuare, ad esempio, le aree geografiche in cui reclutare risorse, concentrandosi su competenze e caratteristiche specifiche dei candidati.

aggiornare la talent experience.

elaborazione di una strategia di attrazione rivoluzionaria.

L’interesse per la talent experience è un’altra tendenza che emerge con forza dall’indagine. Basti pensare alle aziende che investono sempre di più in tecnologie e pratiche volte a favorire creatività e intraprendenza, oltre che a consolidare un employer branding distintivo. L’84% del campione ha dichiarato di non essere mai stato così interessato come ora alla talent experience.

promozione della creatività.

Una parte importante nella promozione della creatività l’ha giocata il lavoro ibrido: il 53% del campione ha evidenziato una maggiore produttività nell’ultimo anno della forza lavoro permanente. Ciò potrebbe essere dovuto ad un maggior engagement determinato da forme alternative di lavoro.

costruzione di una cultura dell’empatia.

Quando si parla di cultura aziendale, il 73% del campione mette al primo posto il benessere personale dei candidati. Una cultura positiva incentrata sull’empatia, infatti, ha molte più probabilità di generare fidelizzazione e soddisfazione sul lavoro. Una talent experience positiva passa anche e soprattutto da questo aspetto.

rinnovare le competenze della forza lavoro.

potenziale umano alla base del processo di selezione.

Ci sono, però, anche note negative emerse dal Talent Trends Report 2022. Su tutte, la scarsità di lavoratori qualificati, lamentata da un intervistato su quattro. Probabilmente questa criticità è la diretta conseguenza di un abbassamento, da parte delle aziende, dei requisiti formativi per alcuni ruoli.

ampliamento del mercato dei talenti e mobilità interna.

Per il 54% del campione sono aumentati gli investimenti della propria azienda nella mobilità interna delle risorse. Un ruolo cruciale in questa dinamica lo rivestirebbe l’intelligenza artificiale. Per il 74% degli intervistati ha consentito di identificare i dipendenti in grado di ricoprire altri ruoli importanti in azienda.

“build, buy or borrow”.

Il 71% degli intervistati prevede di assumere più consulenti a progetto o a contratto quest’anno. L’idea è quella di ricercare sempre di più alternative alle assunzioni permanenti.

innovazione tecnologica delle risorse umane.

Un capitolo a parte del report di Randstad, infine, è stato dedicato alla promozione dell’innovazione tecnologica delle risorse umane. Per il 76% degli intervistati, l’intelligenza artificiale garantirebbe una talent experience più personalizzata.

L’ascesa della realtà virtuale e aumentata starebbe accelerando i processi di formazione in diversi ruoli, inclusi quelli soggetti ad un rischio occupazionale elevato.

Inoltre, con il supporto di piattaforme come Workday, Oracle, Sap o SuccessFactors è possibile garantire ai responsabili delle risorse umane un maggior controllo sulla gestione della forza lavoro.

Nel mercato del lavoro di domani “sarà essenziale – sottolinea Mike Smith, amministratore delegato globale Randstad Sourceright – aggiornare la talent experience, valorizzare la diversità della forza lavoro, nonché rinnovare le competenze e mobilitare i talenti interni per giocare d’anticipo rispetto alle qualifiche più richieste.

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