professione chief digital officer: tempi maturi anche in italia

26/07/2016 09:38:30

Il processo di trasformazione digitale in azienda interessa ormai non solo ogni ambito e settore industriale, produttivo e amministrativo, ma anche tutti i contesti organizzativi e gestionali all’interno di una stessa impresa. E proprio questa trasversalità sta iniziando a rendere necessaria anche nelle aziende italiane una nuova figura professionale, quella del Chief Digital Officer (CDO) – distinta, almeno per i momento, dal CIO (Chief Information Officer).

Di che si tratta e quali sono le sue competenze? Come si inserisce questo nuovo ruolo nel già complesso panorama di professioni che ruotano intorno alla digitalizzazione – o meglio, ai processi digitali ormai in corso da molti anni?  

Chief Digital Officer: chi è e di cosa si occupa

Nonostante quello della trasformazione digitale sia un processo già in corso da diversi anni, sono ancora molte le difficoltà da affrontare, specialmente per quanto riguarda le strategie e l’attuazione di modelli organizzativi che permettano a vari settori – risorse umane, IT, amministrazione – di comunicare efficacemente tra loro. 

Affinché sia raggiunto un equilibrio tra questi vari ambiti nelle modalità operative digitali, si è progressivamente creato lo spazio per una figura professionale che abbia le competenze necessarie a coordinare e sovrintendere la digitalizzazione in modo trasversale, senza che si creino dislivelli o sovrapposizioni tra un ufficio e l’altro. Per raggiungere questo obiettivo c’è bisogno, in altre parole, di un responsabile dirigenziale unico che sappia gestire e riorganizzare i vari processi digitali e le linee strategiche da seguire per attuarli e portarli a compimento. 

Proprio di questo, dunque, si occupa il Chief Digital Officer: un vero e proprio manager della governance digitale con competenze che spaziano tra vari ambiti come management dell’impresa sociale, consumer service, project management, ICT, e-commerce e comunicazione multi-canale. Il campo d’azione è vasto, ma il CDO è per definizione un professionista in grado di collaborare con tutte le unità di business di un’azienda, creando un sistema che innovi ciò che già esiste. Questo significa, ad esempio, nel caso specifico di aziende o pubblica amministrazione, assicurare fluidità e fruibilità di informazioni, dati e documenti, favorendone sia il riutilizzo che la condivisione, e coordinare i professionisti della digitalizzazione documentale che si occupano di tutti gli aspetti del processo – dalla trasparenza alla conservazione digitale, dalla privacy ai sistemi di open data. 

Competenze e sfide del CDO

La trasversalità del ruolo del Chief Digital Officer, ancora relativamente poco diffuso in Italia ma già presente sul mercato del lavoro di altri paesi da alcuni anni, rende necessario per chiunque sia attratto da questa posizione lo sviluppo di competenze e abilità multidisciplinari, fondamentali per riuscire a coordinare diversi profili professionali. Solo in questo modo, infatti, il CDO potrà operare efficacemente attivando strategie di imprese innovative e competitive.

Il ruolo di Chief Digital Officer, tuttavia, pur consentendo forse più di altri profili di espandere al massimo le proprie competenze acquisendo una prospettiva di ampio raggio attraverso cui anticipare e cavalcare i cambiamenti connessi con il digitale piuttosto che subirli, ha diverse sfide di fronte a sé. In primo luogo l’integrazione professionale con le altre figure, che implica da parte del CDO di vincere le resistenze che spesso provengono dai dirigenti dei settori coinvolti nel piano di coordinazione strategica. In secondo luogo, spesso c’è un gap culturale da superare per chi vuole diventare CDO – gap che non sempre viene colmato adeguatamente da master e corsi post-universitari. L’altra faccia della trasversalità e della multi-disciplinarietà di questo ruolo, infatti, è, almeno per ora, la mancanza di una precisa definizione di tutte le competenze necessarie, nonché la difficoltà a far percepire quanto questa figura professionale possa contribuire in modo determinate allo sviluppo di un’impresa. 

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