digital soft skill: cosa cercano le aziende italiane

01/07/2015 11:49:54

Le competenze digitali sono sempre più necessarie per guidare il cambiamento in azienda. Ma come sono messe le imprese italiane? L’Osservatorio HR Innovation Practice della School of Management del Politecnico di Milano ha fatto il punto in un convegno il 27 maggio

Rivoluzione digitale in corso nelle aziende italiane. Nuovi modelli di business, digital capabilities e nuove professionalità si stanno affermando per trasformare in chiave digitale il business, con attività come l’e-commerce e strumenti come i social media sempre più centrali per promuovere un brand e conservare una reputazione (anzi, una reputation).
L’Osservatorio HR Innovation Practice della School of Management del Politecnico di Milano ha tracciato, in una ricerca empirica basata su survey e casi di studio su 100 direttori del personale di aziende medio-grandi, l’identikit delle digital soft skill (le competenze digitali basilari) necessarie per guidare il cambiamento, e ha verificato quanto siano già presenti nelle nostre aziende. I dati sono stati presentati al convegno HR Digital Leadership: nuove competenze e professionalità per guidare la trasformazione digitale il 27 maggio scorso presso il Campus Bovisa dell'ateneo milanese.

Le nuove soft skill digitali

Sono le competenze trasversali rilette alla luce dell’evoluzione digitale – ossia capacità di tipo relazionale e comportamentale – a permettere di utilizzare efficacemente i nuovi strumenti per migliorare produttività e qualità del lavoro. Le parole d'ordine attorno alle quali si stanno costruendo le nuove competenze delle organizzazioni sono quindi digital awareness, virtual communication, self-empowerment, knowledge networking e creativity. Ha già un livello di penetrazione medio-alto (70% delle aziende intervistate) la digital awareness, cioè la capacità di gestire in modo consapevole e appropriato la sicurezza e la confidenzialità dei dati aziendali, la salute personale (ergonomia, ad esempio) e il rispetto del work-life balance grazie agli strumenti digitali di supporto.
È invece ancora poco sviluppata la capacità di virtual communication: solo il 35% dei direttori Hr intervistati ritiene che i dipendenti possiedano capacità adeguate per comunicare e collaborare in ambienti digitali e virtuali, ma è anche uno degli aspetti su cui le imprese contano di investire di più nel prossimo triennio, insieme al self-empowerment, cioè le capacità di utilizzare gli strumenti digitali per l’auto-sviluppo: apprendimento personale e acquisizione di nuove competenze, abilità per il momento a un livello medio-basso nelle organizzazioni.


Knowledge networking e creatività digitale

Il settore dei servizi, al momento, è quello più maturo (Ict, consulenza, media e telco), soprattutto per quanto riguarda il knowledge networking (identificazione, organizzazione, capitalizzazione e condivisione in reti e community virtuali di informazioni e conoscenze) e la creatività, ossia la capacità di creare documenti sempre più digitali e in modo co-creativo con i colleghi, usando format digitali.


Le iniziative in azienda per sviluppare la cultura digitale

Le aziende si stanno muovendo per implementare al proprio interno una cultura digitale, ma per il momento si tratta ancora di interventi di formazione spot (nel 67% dei casi), azioni di comunicazione e sensibilizzazione (52%), valutazione delle digital soft skill già in sede di selezione (21%) e performance management (11%), oltre alla costituzione di digital academy dedicate (8%) e di iniziative di reverse coaching (8%), in cui sono i nativi digitali a trasmettere un modo diverso di lavorare ai colleghi più senior. Insomma, i lavori sono ancora in corso ma l'obiettivo è chiaro: affermare sempre più una cultura digitale all'interno delle aziende italiane.


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